lunedì, marzo 19, 2007
Le Storie di Zio Lettighiere
scritto da Spider
prodotto da Garnant
Decimo episodio
Buon Natale Zio
Tra Natale e la notte di San Silvestro, sarebbe stata preferibile la seconda. Invece. Siamo io e GM a fare il turno pomeridiano del 25 Dicembre. Meno male che c'è lui, obiettore come me, a fare il secondo. E' un giullare nato. Per l'occasione si è appuntato due palle dell'albero sulla casacca d'ordinanza. Ha intenzione di andare in servizio come un Babbo Natale blu senza le renne. Sì, sarebbe stato decisamente meglio lavorare a Capodanno. Meglio trasportare a Niguarda gli ustionati dai botti o al Fatebene quelli resi orbi dai tappi dello spumante. Tutto fuorchè questo insopportabile pomeriggio dove sembra non succedere assolutamente nulla. Attendiamo in sede ed è un bianco Natale. Bianco perchè il cielo è una vasta lastra di gesso gelida e immobile. Di neve in realtà neanche il sospetto. Non fosse per quelle stupide lucine intermittenti piazzate nella sala ricreativa, il tempo sarebbe definitivamente arrestato.
Acceso, spento, acceso, spento. L'unico polso che abbiamo da rilevare.
Ma poi GM prova a percuotere il silenzio, mettendo in scena qualche feroce parodia degli aneddoti da lettiga. E' incredibile quando imita il suono della selettiva. Ci ritroviamo a ridere in maniera sguaiata, quasi potessimo con le nostre voci rimettere in moto quell' enorme ingranaggio inceppato. Siamo sopra le righe e lo sforzo ci consuma. Quando stravolti stiamo per crollare e per arrenderci, finalmente arriva una chiamata.
Un normale in zona nord ovest.
La macchina percorre agevolmente le strade deserte. Non c'è anima viva. Il servizio non è niente di speciale. Un'indigestione confusa con un infarto. Quando entriamo sono tutti intorno al tavolo apparecchiato e le pareti sono tinte di rosa. Qualcuno ci offre una fetta di panettone ma in servizio non possiamo accettare. Cammina da solo ma lo carichiamo comunque. "Ma sì, un controllo, giusto per essere prudenti". Lo portiamo al Sacco che appare come una casa disabitata da decenni. Non lo amo il Sacco, ha un'astanteria squallida e grigia come un'autorimessa. Ovviamente ci sbrighiamo in fretta. Forse gliela faranno pagare facendolo aspettare per ore. Sto uscendo a fumare quando GM mi chiama.
"Guardala"
Mi volto. E' in piedi di fianco a un volante. Lo scorgo a malapena. Sul letto c'è lei. Che ha lo sguardo puntato verso un punto preciso del soffitto. Ma sembra guardare oltre. E' magra bionda e ha occhi chiarissimi. Sembra una bambola bianca irrimediabilmente rotta. GM le accarezza piano la fronte. Anche lui pare tristemente assorto. Mi avvicino in silenzio. Qualcuno ha abbandonato la sua cartella sulle coperte. Lesioni cerebrali in HIV+. E possiamo anche andarcene. Tanto non sa che siamo qui.
Quando agli altri dici cosa fai per assolvere gli obblighi di leva, pensano tutti che il peggio sia il sangue. Pensano tutti alle catastrofi e a te che ci stai in mezzo. Ma il peggio non è quello. Finchè puoi muoverti e saltare come un pugile, i colpi li eviti. Puoi alzare una guardia di cinismo ed efficienza e renderti insensibile a qualsiasi spettacolo. Il peggio è quando non puoi proprio fare nulla. Quando ti fermi e sei costretto, tuo malgrado, a fare il voyeur delle disgrazie altrui. E la tua corazza, costruita con cura, esplode in mille pezzi.
Usciamo senza dire una parola. Tornati in sede mentre il cielo si oscura, rimaniamo muti ad aspettare altro lavoro che non arriva. Solo a fine turno ci salutammo:
"Buon natale GM"
"Buon Natale Zio"
"Please help send this Viet home"
But he is home
and there's no Xmas in February
no matter how much he saves
martedì, marzo 06, 2007
Cari blogspettatori, ieri sera l'atteso nuovo episodio di Zio Lettighiere non è andato in onda, a causa della vacanza del produttore. Arrivò la sirena dell'ambulanza, senza effetto Doppler perché non passò oltre, si fermò invece, e parcheggiò. I bambini delle altre classi corsero alle finestre per guardare. La voce si sparse in fretta: Ann si è tagliata la gamba, Ann si è ammazzata, Ann ha ammazzato tutta la seconda. Gli infermieri irruppero nella scuola: Lisa rimase immobile, non li guardò. Era abituata alle ambulanze. Niente di che, mi aveva detto una volta. E' solo un camioncino bianco. Due omoni giganteschi con delle gigantesche uniformi corsero dentro, azzurri e rubizzi, figli che rendevano orgogliosa la mamma, gente che conosceva le tecniche del massaggio cardiaco e le usava, che faceva nascere bambini e che trasferiva l'aria dai propri polmoni in quelli dei cittadini in preda ad asfissia, che guardava respirare le persone nel parco, nel negozio di ferramenta, al cinema, e riconosceva il proprio respiro nella vita altrui - questi uomini corsero dentro come la salute in persona e i bambini si ritrassero dalle finesrtre, lasciando sui vetri opachi fantasmi di nasi e di bocche.
Va ora in onda un omaggio all'autore, da Un segno invisibile e mio di Aimee Bender.
lunedì, febbraio 26, 2007
Le Storie di Zio Lettighiere
scritto da Spider
prodotto da Garnant
Strawman, going straight to the devil
Strawman, Strawman, Strawman
Nono Episodio
Volpestammale
"Oh! Volpe stammale"
Gelo da Gennaio inoltrato. Piazza XXIV Maggio. Rintanati nell' ambulanza all'alba cercando di riscaldarci e di dormire, cullati soltanto dal borbottio del motore acceso. No, non può essere vero. Chi osa turbare il sonno di noi giusti?
"Oh, cazzo, Volpestammale!"
E chi diavolo è "Volpe"? Cerco di ricollegarmi con il mondo reale sforzandomi di spalancare gli occhi. La prima cosa che vedo è un punkabbestia color bitume che continua a ripetere il suo mantra: "Venite c'è Volpechestammale". Lo seguiamo in uno spiazzo poco distante. Arriviamo in un'area asfalatata sita tra il corso e il Parco delle Basiliche. Là in mezzo, parcheggiata da almeno una decina d'anni, c'è la "Fox house"; una 127 che un tempo remoto doveva essere verniciata di giallo. Io e il secondo ci affacciamo dal finestrino per comprendere la situazione. L'odore che ci avvolge è ai limiti dello psichedelico. Una puzza terrificante. In un angolo della mia testa ripeto a me stesso "Mi piace l'odore di rancido al mattino. Sa di vittoria".
Volpe giace nell'abitacolo coperto da un luridissimo plaid a scacchi. E' un vecchio punk che deve aver preso troppo seriamente la sua filosofia di vita. Da un calcolo approssimativo avrà circa 40 anni portati malissimo. Incalcolabile la data delle sue ultime abluzioni. Volpe sembra un moka perchè è rovente di febbre e perchè respirando emette lo stesso sommesso brontolio del caffè quando esce. E' lo stesso sinistro rumore dell'edema polmonare acuto, anche se molto probabilmente qui si tratta di una broncopolmonite a dir poco seria. Mentre cerchiamo di decidere il da farsi improvvisamente veniamo aggrediti da un minuscolo bastardino inferocito. E' il cane di Volpe (!), accorso prontamente a difendere il suo padrone dall'assalto degli "sbirri". Davvero interessante notare come il manto della bestia sia decisamente più pulito di quello del suo padrone. Davvero problematico tentare di mettere sopra la barella un malato mentre un cane con le fauci ti strattona il camice. "GRRRRRRR GROWL GRRRRR!". A dispetto del fiero cipiglio del mostro, riusciamo a piazzare Volpe in macchina. A quel punto si deve risolvere un'altra questione; il ragazzo che poco fa ci ha svegliato, vuole venire con noi in ospedale. Io sarò anche diventato col tempo un cinico corazzato di prima categoria. Sta di fatto che un ammasso di germi patogeni come quello sulla macchina non lo voglio. Anche e soprattutto perchè, come al solito, alla fine della fiera, la lettiga dovrò lavarla io. Risolvo la questione facendo un accordo. "Facciamo cosi'. Tu sali a patto che non tocchi assolutamente nulla a parte il sedile con le tue natiche..."
Arriviamo al Poli. I medici hanno bisogno di informazioni che Volpe nel suo delirio crepitante, non è assolutamente in grado di fornire. Le stesse domande vengono allora rivolte al suo amico che, dimostrando un acume davvero al di fuori del comune, risponde: "Cazzoneso!? Voi siete i medici! Voi dovete curare Volpe!"
Vabbè. Ce ne andiamo. Guardo il documento che sempre viene redatto quando carichiamo qualcuno. Sopra c'è scritto: portato al Poli per iperpiressia da sospetta BPCO. Nome e cognome dell'infortunato: Volpe.
lunedì, febbraio 19, 2007
Gentili lettori, questa sera Zio Lettighiere non va in onda a causa della latitanza dell'autore. Le Storie di Garnant - Responsabile 626 per il pronto soccorso Collega - Ho seguito il tuo consiglio, l'altro giorno ho preso un permesso.
Al suo posto, in occasione della Giornata della Lentezza, ecco a voi un episodio di...
Garnant - Bene!
Collega - Mi sono alzata più tardi, ho fatto la doccia con calma, ho messo una nuova crema idratante...
Garnant - Poi ti sei sentita più riposata, vero? Non ti è venuto il solito mal di testa!
Collega - Si, però la crema idratante mi ha dato l'allergia, alla sera avevo le gambe in fiamme, non ho dormito, al mattino sono andata dal medico prestissimo e mi ha dato il cortisone, ha detto che sarebbe stato meglio se fossi andata subito al pronto soccorso, la sera prima.
Garnant - ...
Collega - Vedi? Mi fa male stare fuori dall'ufficio, io te l'avevo detto.
Garnant - ...
lunedì, febbraio 12, 2007
Le Storie di Zio Lettighiere
scritto da Spider
prodotto da Garnant
Strawman, going straight to the devil
Strawman, Strawman, Strawman
Ottavo Episodio
Soccorso Persona
Immaginate se Cappuccetto Rosso invece di andare a trovare la nonna, le avesse telefonato. Ovviamente la nonna non avrebbe potuto risponderle, impegnata com'era a farsi mangiare dal lupo. A questo punto, dopo un po' di chiamate a vuoto, Cappuccetto Rosso avrebbe con molta probabilità allertato il 118. Ecco, intervenire al domicilio di qualcuno che si presume sia in difficoltà è definito "Soccorso persona" . Come nome in codice è in effetti un po' vago , visto che "soccorrere persone" è quello che facciamo ogni santissimo giorno. Come nome in codice risulta inoltre ridicolo, se si pensa che molto raramente nei soccorsi persona c'è realmente una persona da soccorrere. Infatti il piu' delle volte, il disgraziato potenziale è semplicemente a spasso. Oppure lo si recupera in condizioni talmente gravi da non essere piu' gravi.
Il soccorso persona lo fai coi pompieri, perchè qualcuno dovrà pur aiutarti ad entrare in una casa dove apparentemente non c'è nessuno. Quello che è davvero singolare è che i pompieri per violare un domicilio debbono per legge "provocare il minor danno possibile". Quindi, considerando che un vetro costa molto meno di una serratura, quasi mai in questi casi vedrai i VV.FF. entrare dalle porte.
Quel soccorso persona lo facemmo in un luglio davvero rovente.
Un classico. Una donna anziana che non rispondeva alle telefonate della figlia. Siamo rimasti parecchio tempo sul pianerottolo in attesa che ci aprissero, perchè le finestre avevano le tapparelle totalmente abbassate. Alla fine ci ha aperto un pompiere grosso come una montagna coi capelli lunghi è l'orecchino. I V.F. sono cosi'; gente pratica che non bada alla forma.
Entrammo. In cucina ad attenderci c'era in piedi una vecchiettina minuscola e sorridente. A dispetto del clima la signora sentiva freddo. Un freddo tale da giustificare due vestaglie di flanella, le tapparelle abbassate e un rubinetto dell'acqua calda lasciato costantemente aperto.
L'apparizione improvvisa di un bel pezzo di Protezione Civile non parve sconvolgerla piu' di tanto.
"Ooooh, ma che bella compagnia! Ma quanti bei giovanotti!"
Un pompiere di due metri di fianco a quella donnina;l a sproporzione da un lato suscitava tenerezza. Dall'altro era l'ennesima riprova di quanto potessero essere surreali gli episodi che quotidianamente vivevamo.
Le ponemmo la fatidica domanda:
"Signora, tutto bene?"
"Eeeeh..?"
Alzai un po' la voce e le domandai ancora:
"Sta bene signora. Si sente bene?"
"Eeeeh?... Ooooh, ma che bella compagnia! Ma quanti bei giovanotti!"
Alzai ulteriormente il tono ma inutilmente:
"Grazie signora. Ma lei sta bene?"
"Eeeeh?.."
A quel punto il pompiere, sino ad allora rimasto in silenzio, decise di venire in mio soccorso emettendo una sorta di assordante rombo del tutto commisurato alla sua stazza monumentale:
"SIGNORA STA BENE!!? LE GIRA LA TESTA HA MALE DA QUALCHE PARTE!?"
Lei rimase un po' in silenzio e poi alla fine ci disse
"Scusate bei giovanotti, ma tra i tanti pregi che ho, sono anche un po' sorda..."
Ecco. Come al solito tutto si spiega
Quasi sempre.
You think you're one of a special breed
You think that you're his pet Pekinese
I'll be your savior, steadfast and true
I'll come to your emotional rescue
I'll come to your emotional rescue
lunedì, febbraio 05, 2007
Liebe Zuschauer, questa sera la consueta puntata di Zio Lettighiere non va in orda, a causa di problemi tecnici.
Al suo posto, ecco a voi...
Le Storie di Garnant - Responsabile 626 per il pronto soccorso
La fuga di Logan
Collega1 - Ti ho riportato il termometro, maledizione, non ho la frebbre!
Garnant - Mi dispiace...
Fiducia nelle istituzioni
Collega2 - Guarda la mia gola, secondo te, ho le ghiandole gonfie?
Garnant - Mah...
Doping
Collega3 - Moment? Aulin? Antalgyl? Maalox? Ibuprofene? Sinflex Forte?
Garnant - No...
Troppe ore con Maria de Filippi
Collega4 - Mi spieghi che cos'è il collo del piede? Io ce l'ho?
Garnant - ...
lunedì, gennaio 29, 2007
Le Storie di Zio Lettighiere
scritto da Spider
prodotto da Garnant
Strawman, going straight to the devil
Strawman, Strawman, Strawman
Settimo Episodio
Charlie Oscar
Nell'ambiente non si dice "l'hanno raccolto col cucchiaino".
Nell'ambiente si usa l'espressione "è venuto a raccattarlo Charlie Oscar".
In sostanza trattasi della medesima cosa. Immaginate un cucchiaino con un rotore principale e con un'elica anticoppia sul manico et voilà, il gioco è fatto; Charlie Oscar è il soprannome dell'elicottero del 118, uno zanzarone arancione e blu che potete solitamente ammirare nella piazzola posta di fianco al P.S. di Niguarda (e vi auguro che in vita vostra abbiate l'occasione di vederlo solo e soltanto fermo e in quel luogo).
Fare servizio con CO è cosa che un lettighiere medio da un lato agogna e dall'altro teme. Un po' lo si desidera perchè costituisce una sorta di prova suprema, in grado di testare definitivamente la tua reale capacità di fronteggiare il peggio. Con molto più buonsenso si spera vivamente di non incrociarlo mai, perchè l'unica cosa che possa giustificare l'intervento di un mostro che ciuccia piu' di 1500 Euro per ora di volo, è un bell'evento ricco di dettagli splatter. Quei dettagli visivi che per intendersi, sono in grado di toglierti l'appetito per un mese.
Io ho fatto due volte servizio con C.O. La prima fu stupida, la seconda fu comica; ovviamente vi racconterò quella comica.
Filippo, più o meno 50 anni, muratore meridionale. Mentre lavorava ha avuto il cattivo gusto di cadere dall'impalcatura del terzo piano.
"AHIA AHIA IO SCTOMMMALE!"
Arriviamo nel cantiere e incominciamo a impacchettarlo che neanche le commesse della Rinascente a Natale; steccobenda, collare, cucchiaia. Ha una panza che pare un pinguino, ma probabilmente è stata la sua salvezza perchè cadendo a faccia in giù, il suo adipe ha funzionato da airbag. Si sbaglia, chi sostiene che il grasso uccide.
"AHIA AHIA IO SCTOMMMALE!"
Continua a lamentarsi con un accento inequivacabile. Ha i suoi motivi per lamentarsi, ma tutto sommato gli è andata bene perchè, a parte la gamba destra che sembra il progetto di un architetto decostruttivista, per il resto apprentemente non ha un graffio.
"AHIA AHIA. AHIAHIAHI IO SCTOMMMALE!"
Lo carichiamo e siamo pronti a portarlo a Niguarda quando arriva la chamata. "Portatelo in un campo alla fine di Via..., sul posto sta arrivando Charlie Oscar". Assurdo. Ci avremmo impiegato tre minuti a portarlo in P.S. Ora invece dobbiamo deviare perchè lo possa visitare un medico rianimatore. Ovviamente un elicottero non può atterrare in città perchè il cielo di Milano è pieno di cavi. Ed è per questo che ora dobbiamo portare Filippo in gita fuori porta.
"AHIA AHIA IO SCTOMMMALE!"
Arriviamo in un vasto prato spellachiato e assistiamo all'atterraggio dell'insettone. Si apre il portellone ed esce un medico rianimatore che è probabilmente convinto di essere Batman. Procede verso di noi con un'aria marziale. In una mano ha un immenso beauty case di medicinali, e nell'altra un radiolone portatile. Indossa una tutina rossa con fasce gialle e ai piedi ha gli anfibi luccicanti. Quando entra in lettiga io e il secondo ci rendiamo subito conto di una cosa: Superman, durante la sua promenade trionfale a testa alta e sguardo fiero, ha pestato un'altrettanto trionfale ed enorme cacca di cane.
Non dovrei perchè alla fine toccherà a me pulire. Sta di fatto che incomincia a scapparmi da ridere. Ma mi debbo trattenere.
"AHIA AHIA IO SCTOMMMALE!"
Inizia un happening frenetico. Il rianimatore parla alla radio mentre sforacchia il povero Filippo riempiendolo di flebo e di cavi. Noi dello spettacolino siamo solo i comprimari. Ci tocca solo di fungere da grucce umane per le flebo. Mi sento un attaccapanni. In lettiga c'è un odore terribile. Continua a scapparmi da ridere.
"Charlie Oscar a centrale..."
"KRZZZZZ... Centrale..."
"Si', circa 50 anni, stima 110, 120 kg, politrauma, cosciente, frattura scomposta arto inferiore dx..."...
"AHIA AHIA IO SCTOMMMALE!"
"Somministarto plasma, soluzione fisiologica. Polso carotideo ritmico, tachicardico 130 battiti, pressione 60 su 120, saturazione..."
Filippo continua a lamentarsi. La puzza è insopportabile. Lacrimo e mi fa male lo stomaco per colpa delle risate represse.
"AHIA AHIA IO SCTOMMMALE!"
"Centrale controllo se il paziente è orientato e se ci sono danni neurologici..."
"AHIA AHIA IO SCTOMMMALE!"
Il rianimatore si rivolge direttamente a Filippo.
"Signor Filippo mi sente?"
"AHIA AHIA IO SCTOMMMALE!"
"Signor Filippo per favore, faccia "ciao ciao" con la manina destra"
Silenzio.
Filippo ci pensa un po' poi esclama:
"CIAO CIAO UN CAZZO!
IO SCTOMMALE!"
"Ehmmm, si Centrale, il paziente è orientato."
Io e il secondoa quel punto non riuscimmo piu' a trattenerci incominciammo a ridere a più non posso.
"AHAHAHAHAH!"
Il rianimatore non ebbe il coraggio di dirci nulla. La sua prosopopea si trasformò in una sorta di dimessa mestizia.
Credo che a Niguarda sia stata l'unica volta che qualcuno è entrato in rianimazione ridendo.
lunedì, gennaio 22, 2007
Le Storie di Zio Lettighiere Come i fratelli Conato, entrambi tossici di lungo corso ed entrambi sieropiù. Uno degli effetti secondari della diacetilmorfina è che tira fuori la tua vera indole. Se sei bonario e cominci a farti, diventerai molto probabilmente un soggetto patologicamente vulnerabile. Se invece hai un carattere cinico, quasi sicuramente l'eroina contribuirà a fare di te il prototipo del figlio di puttana. I fratelli Conato incarnavano all'estremo entrambe le tipologie, e non solo psicologicamente. Il Conato buono era un mingherlino molto basso di statura. Si faceva ma non tollerava la roba. Collassava regolarmente e regolarmente vomitava. Bazzicava la zona del Fatebene e tutte le volte che si riprendeva dall'arresto veniva a ringraziarci, promettendoci che il giorno dopo sarebbe entrato in comunità. Promessa che ovviamente non manteneva. Conato buono ci faceva tenerezza. Il Conato cattivo era alto 1 metro e 90, magro ma molto forte. Quasi sempre lo si portava al Poli e tutte le volte il servizio si trasformava in una faticosissima collutazione. Al contrario del fratello, ogni volta che lo incrociavamo non perdeva occasione di sfancularci e di minacciarci. Andava in giro col coltello e non aveva alcuna remora a servirsene, visto che una volta aveva ferito, e anche in maniera abbastanza grave, il fratello buono. Voi forse vi chiederete a questo punto (ma anche no) cosa porti due fratelli a divenire vittime del medesimo destino disgraziato. Un indizio ve lo fornisco io: Conato non era il loro soprannome. Giuro che Conato era drammaticamente il loro cognome. Et Nomina sunt semper consecutio rerum. Quel pomeriggio il secondo era lei. La sua fama l'aveva preceduta perchè tutti in sede non facevano che tesserne elogi. Però era pur sempre una volontaria. E militari, stipendiati e obiettori come me, i volontari non potevamo proprio sopportarli. I volontari erano affetti dalla sindrome del supereroe. Credevano di essere deputati a salvare l'umanità. Andavano in servizio attrezzati come se dovessero fronteggiare un disastro epocale; tutina, walkye talkye, forbici tagliabiti, sfigmomanometro, fonendoscopio, piletta tascabile e chi più ne ha più ne metta. Mentre noi speravamo che la giornata passasse tranquillamente, loro non vedevano l'ora che scorresse il sangue, per dimostrare quanto fossero "bravi". Anche il nostro gergo era differente. Noi "pompavamo", loro "tentavano di salvare". Noi "caricavamo", loro "soccorrevano". Coi parenti affranti noi ci comportavamo con la massima discrezione. Loro sproloquiavano pronunciando le loro inopportune frasi consolatorie. C'era solo una cosa che superava la loro spocchia: la loro inettitudine, perchè in fondo facevano tutto questo per hobby e 6 ore e mezza a settimana. Noi per obbligo o per la pagnotta tutti i santi giorni. E' pur vero che lei sembrava diversa. Bionda, attraente, fisico molto atletico e seno prosperoso. Malgrado fosse Febbraio girava senza calze e con le scarpe da tennis. Raccontava delle sue imprese sportive, di come si fosse rotta sciando i legamenti crociati di entrambe le ginocchia, del suo rovescio e delle sue nuotate nei gelidi laghetti montani. Era divertente starla ad ascoltare nell'attesa di un servizio, anche se in cuor mio pensavo che quelle storie fossero tutte frutto di una spropositata vanagloria. Quando ci chiamarono per il Conato cattivo pensai sarcasticamente, "Adesso voglio proprio vedere come te la cavi". Ma Conato quella volta pareva talmente pieno da non risultare minimamente molesto. Restò incosciente per quasi tutto il tempo, tanto da indurci a ritenere che quella volta sarebbe andato tutto liscio come l'olio. Ma proprio davanti al pronto soccorso Conato ci smentì risvegliandosi dal suo torpore. Comicio' a offenderci tentando di scendere dalla barella. Faceva mulinare le braccia rovesciandoci addosso le sue roventi bestemmie. Noi gli saltammo addosso tentando di fermarlo, ma sembrava tutto inutile perchè la sua forza era davvero fuori del comune. Continuavamo faticosamente a lottare con lui senza materialmente riuscire a farlo scaricarlo in maniera consueta, e cioè dal portellone posteriore, su ruote e in posizione orizzontale. Fu allora. Fu quando lei perse la pazienza che cominciai a guardarla con occhi diversi. "ADESSO E' DAVVERO ORA DI PIANTARLA !". Gli afferrò improvvisamente i polsi, stringendoli con un vigore brutale. Lui e io rimanemmo basiti. Gli schiacciò poi gli arti sul suo petto come se fossero quelli inerti di una bambola. Quel maledetto rompiballe costretto da quella morsa non riuscì più a muovere neanche un muscolo. Lo portammo dentro con la stessa flemma con la quale si porta una vecchietta. "Cazzo", pensai. "Questa donna non è un'insulsa volontaria. Questa donna è una tigre!"
scritto da Spider
prodotto da Garnant
Strawman, going straight to the devil
Strawman, Strawman, Strawman
Sesto Episodio
Conato Bros.
(Satellite of Love)
L'ho conosciuta quel pomeriggio che caricammo il Conato cattivo.
lunedì, gennaio 15, 2007
Le Storie di Zio Lettighiere
scritto da Spider
prodotto da Garnant
Strawman, going straight to the devil
Strawman, Strawman, Strawman
Quinto Episodio
Scary Monsters (and Super Creeps)
E subito dopo i tossici, viene il bollito.
Il bollito è colui che per vari motivi si ritrova a svariate miglia da un'ipotetica borderlinea.
E' fuori, è pazzo, è un Orlando senza l'ampolla. Il bollito lo recuperi e lo porti in Guardia 2, dove in genere lo condiscono con un mix di psicofarmaci. Il bollito puo' essere innocuo o pericoloso, folcloristico o molesto, nomade o stanziale. Può anche darsi che non sia un bollito cronico ma soltanto un bollito occasionale.
La stagione del bollito è l'Estate perche "il caldo accellera i processi degenerativi". Ma non solo quelli organici.
Eppure il bollito piu' strano l'ho caricato in Inverno. E tutta la storiella somigliava a una canzone.
Stazione MM linea 2. Lasciamo la barella all'uscita e scendiamo. L'omino del gabbiotto ci si avvicina e ci spiega. "C'è giu' una che..."
She had an horror of rooms
She was tired
you can't hide beat
When I looked in her eyes they were blue but nobody home
Scendiamo solleciti le scale. La stazione è deserta. C'è solo lei che appena ci vede sbucare spalanca gli occhi e comincia a strillare a squarciagola. "AAAAAAAGH!!". Poi si mette a correre.
She opened strange doors
That we'd never close again
She began to wail jealousies scream
Waiting at the light know what I mean
Noi le andiamo appresso lasciandole un vantaggio di una decina di metri. Quando si ferma e si volta ci fermiamo anche noi. Ha la faccia deformata dal terrore. Tiene le braccia sollevate come se si stesse riparando da qualcosa. E' un attacco di panico da manuale. Qualche secondo di stasi e poi di nuovo. "AAAAAAAGH!" e via di corsa. E noi dietro.
Scary monsters, super creeps
Keep me running, running scared
Si ferma nuovamente perchè non ha più spazio a disposizione. Ha il piede sulla linea gialla. Faccio un rapidissimo calcolo: Bollita+Treno=Marmellata. "No dai no, la marmellata no!" Bisogna uscire dallo stallo e convincerla a seguirci. Entro in empatia con lei e capisco cosa non funziona: i camici. E' una bollita occasionale in preda a un attacco di panico; essere inseguita da tre figuri in camice bianco, significa costringerla a visulizzare paure terribili tipo essere rinchiusa in manicomio.
She asked me to stay
And I stole her room
She asked for my love
And I gave her a dangerous mind
Stando così le cose alzo le spalle e le tendo una mano. Mi sforzo di fare la faccia più rassicurante che ho nel repertorio. Funziona. Piano piano viene verso di noi e ci segue fino alla lettiga. Punta gli occhi al suolo e affonda il volto nella sua sciarpa lunghissima. Si vergogna dello show. Appena me la ritrovo di fronte mi rendo conto di una cosa che nella concitazione mi era del tutto sfuggita; la bollita è di una bellezza stratosferica. Giovane, alta, chioma bionda a riccioli, efelidi e occhi verdi intensissimi. Sia maledetta l' etica professionale.
Now she's stupid in the street
And she can't socialise
Well I love the little girl
And I'll love her till the day she dies
Devo averla sin troppo rassicurata. In macchina si comporta con me come se fossi suo padre.
Un padre burbero al quale ci si vergogna di confessare una marachella. Giocherella con i guanti e guarda il pavimento. Parla sommessamente e sorride timidamente mentre le chiedo un po' di cose.
- Ma tu vai dallo psicologo?-
- Ehmmm sì....-
- E ti dà delle medicine?-
- Ehmmmm sì...-
Snocciola una lista di una decina di benzodiadepine dai nomi che sembrano quelli di supereroi della Marvel.
- E tu stamani le hai prese le medicine?-
- Ehmmmmm no...-
- Ah. Ecco-
Run, Run, Run...
domenica, gennaio 14, 2007
Scendiamo solleciti le scale. La stazione è deserta. C'è solo lei che appena ci vede sbucare spalanca gli occhi e comincia a strillare a squarciagola. "AAAAAAAGH!!!". Poi si mette a correre.
She opened strange doors
that we'd never close again
Zio Lettighiere
La nuova puntata, domani sera al posto di ER (tanto ormai ER lo guardo solo io).
martedì, gennaio 09, 2007
Ma quando torna Zio Lettighiere?
(Strawman, Strawman, Strawman)
mercoledì, dicembre 20, 2006
Le Storie di Zio Lettighiere Era agosto e faceva un caldo feroce. Se ti addormentavi tra un servizio e l'altro avevi l'impressione che il bue e l'asinello ti stessero amorevolmente accudendo alitandoti sulla faccia. Il sole era ovunque e non ti dava alcuna tregua. Con tutta quella luce e con quel camice addosso sembravo la parodia di un angelo in una scadente recita di parrocchia. Avessi potuto non indossare quella palandrana bianca e quegli anfibi sarei stato molto meglio, ma magliettina e brache corte erano ben lungi dall'essere considerati abiti di ordinanza. Malgrado queste condizioni tropicali, quell'agosto io incontrai lo Yeti. Procediamo con ordine Eravamo sulla 019, era mattino e giravamo in zona Via del Ghirlandaio a Ovest di Milano. Ad un certo punto è arrivata una chiamata strana che recitava più o meno questo: "andate in normale in via...(ovviamente non ricordo)... una signora ha richiesto un servizio taxi..." Servizio taxi non significa nulla. Spetta al sesto senso del lettighiere capire se dietro a questa ironia si cela un servizio con un po' di grane oppure no. Comunque, abituati oramai a più o meno qualsiasi cosa ci avviammo. Io ero, come previsto per il terzo, sul retro della macchina, quindi non potevo scorgere a fianco di "che cosa" ci saremmo fermati. Aprii il portellone e improvvisamente calò il buio. Una massa immensa si era frapposta tra me e il sole impedendomi di vedere. Mentre ancora cercavo di riprendermi da questo scock percettivo scorsi i contorni di una mano enorme sbucare dalle tenebre. Una mano lunga circa una trentina di centimetri con unghie smaltate e una decina di braccialetti al polso. La mano lentamente si poso' sulla mia spalla; una "cosa" immensa stava entrando in macchina usandomi come appiglio. Guardavo con preoccupazione questa zampa con le unghia rosa, avvertendo una pressione quasi insopportabile. Venni distolto solo quando mi ritrovai avvolto in una soffice e spessa nuvola di pelo bianco. Quando questa nuvola si diradò, quella "cosa" si era seduta sul sedile di fronte al mio, ed ebbi finalmente chiara la situazione; un trans alto oltre due metri che a occhio e croce pesava ben oltre il quintale. Enorme. Era coperto "solo" da una sconfinata pelliccia di pelo lungo e bianco. Lo yeti pretendeva che lo riportassimo a casa dal lavoro. Il fatto che noi non fossimo (appunto...maledette ironie da sala radio) dei tassisti non pareva turbarlo minimamente . Si era tranquillamente accomodato aspettando che partisse la corsa e il tassametro. Bisognava convincerlo a scendere. Io ero letteralmente paralizzato. Lo guardavo con gli occhi spalancati come qualcuno che guardi da molto vicino un gigantesco orso bianco. Pensavo che se avessi fatto qualcosa di sgarbato nei suoi confronti, lui con un solo ceffone mi avrebbe demolito e per questo non muovevo neanche un muscolo. Poi pensavo che in fondo l'unica speranza che hai di fronte a un orso bianco o a uno Yeti è la fuga. Ma come si fa a scappare se per correre via hai a disposizione solo tre metri quadri di "vano sanitario"? L'unica cosa che pareva essere a mio favore era il fatto che lo Yeti non sembrava minimamente aggressivo. Anzi. Mentre lo guardavo attonito lui, senza emettere alcun verso, languidamente sorrideva, faceva gli occhi dolci e mi lanciava dei teneri bacetti con le sue labbra a forma di canotto. Questa scena divenne ancora più paradossale quando gli altri due membri dell'equipaggio scesero dal vano anteriore della lettiga cercando di farlo ragionare. Iniziarono a rimproverarlo restando davanti al portellone; Parevano due minuscoli omini che redarguivano un orso ammaestrato per convincerlo a uscire da una gabbia. Il tutto si risolse all'improvviso. Lo yeti, comprendendo che non lo avremmo riportato alla tana, lentamente si alzò. Scese dal mezzo con insospettabile eleganza e ci lasciò ripartire. Prima di girare l'angolo lo guardai un' ultima volta. Mi stava salutando agitando la manina...
scritto da Spider
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Quarto Episodio
Yeti
Esiste.
Ve lo giuro. Io l'ho visto a una distanza di mezzo metro e non era un'allucinazione. L'ho visto e posso dirvi che l'unico dettaglio sul quale le leggende si sono sempre sbagliate, riguardano il genere dell' "abominevole", e la sua natura che è tutt'altro che aggressiva in realtà.
mercoledì, dicembre 13, 2006
Le Storie di Zio Lettighiere Il tossico è routine. A noi interessa il trattamento del tossico orizzontale, ma il tossico orizzontale sta bene o sta male? In realtà il tossico orizzontale potrebbe stare meglio che se fosse morto (Op.cit.) o sentirsi come il figlio di Gesu (Op. cit.), ma la vecchietta che vedendolo dal balcone ha chiamato il 118 è, se è possibile, ancora piu' riduzionista del soccorritore, quindi l'orizzontalità sotto a un albero viene associata in questo schema alla necessità dell'intervento in urgenza. Per prima cosa si indossano i guanti, perchè il tossico starà pure cercando il Regno se ci riesce (Op. cit.) ma prima di farlo di solito non si è lavato. In piu' la via che porta al regno deve essere irta di spigoli perchè il tossico orizzontale è generalmente cosparso di simpatiche escoriazioni ancora rosee e umidicce. Per quanto riguarda il cosa fare in seguito, il manuale di primo soccorso a tal riguardo recita: "sollecitare il soggetto in prima istanza con stimoli uditivi", quindi, di fronte a un tossico orizzontale la prima cosa da farsi è urlare. In tale malaugurato caso il ricettario letteralmente prescrive: "stimolare il soggetto con stimoli dolorosi". E qui il modello riduzionista un po' si inceppa perchè la letteratura si presta a diverse interpretazioni. La più accreditata consiste nell'incominciare a prendere il tossico a schiaffi. Devo ammettere che il primo mese i miei manrovesci ai tossici erano solo dei timidi e inefficaci buffetti, ma questo derivava dalla mia timidezza, dall'inesperienza e soprattutto dal fatto che ero ben lungi dal non poterne piu' di mettere in scena le repliche di questa scadente performance urbana. Negli ultimi mesi i miei schiaffi erano invece molto robusti, in grado di emettere una sequenza di ciok (rumore del guanto in lattice sulla pelle della faccia) molto roboanti. Giunti quindi alla fase tre il manuale recita: "liberare le vie aeree, inserire la cannula di Mayo e ventilare col pallone di Ambu". Ventilare, perchè il tossico orizzontale tecnicamente tra le migliaia di possibilità muore soffocato. Infatti la sostanza magica che illegalmente il mascanzoncello scanzonato ha assunto, inganna i suoi chemiocettori, e dà indicazioni del tipo "Ma quanta aria che c'è qui! Respira pochissimo please". Ed è per questo che il tossico orizzontale ha un incarnato che generalmente ha tonalità che vanno dal fuxia intenso al blu scuro, anche se talvolta il colorito può essere frutto degli eccessi del trattamento numero due. Comunque il riduzionismo del modello ci impone di ignorare le considerazioni cromatiche. Continuando a ventilare si inforna il soggetto nel furgone e lo si porta al P.S. più vicino accompagnandolo con la retorica magniloquenza delle sirene spiegate. Una volta al P. S., all'orizzontale verrà somministrato il Narcan in due possibili modalità: se il medico è buono e in pace con il mondo tutto, farà una puntura intramuscolo. Se invece il medico ha parcheggiato male, si è mollato il giorno prima con la fidanzata/o, ha mangiato da schifo o in generale ha avuto una giornata a dir poco storta, allora somministrerà il Narcan direttamente in vena. La differenza per il tossico orizzontale è la stessa che intercorre tra l'atterrare dolcemente con un 747 o precipitare al suolo con lo stesso velivolo. E noi potremo cosi' alla fine andarcene, ammettendo di non saperne proprio nulla... (Op. Cit) If you want it, boys, get it here thing
scritto da Spider
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Terzo Episodio
Tossico (and I guess that I just don't know)
Il tossico è esiziale ma essenziale, il tossico è tutto.
Il tossico sta al soccorritore come il leone di mare sta allo squalo; è la base dell'alimentazione.
Ma i tossici sono tanti e non si può avere con loro un approccio olistico, ma riduzionista.
Prima discriminante, i tossici si dividono in due grandi categorie.
Tossico verticale e tossico orizzontale. Il tossico verticale non interessa perchè la stazione eretta in questo modello significa scoppiare di salute.
Urlare cosa?
Semplice, urlare il "Lazzaro alzati e cammina" del buon lettighiere, lo She-zan del tossico, il suo "I fix chen chen" (Op. cit.), l'apriti sesamo in grado di spalancare le porte di un mondo dorato risonante di "vaffanculo, al Niguarda con voi non ci vengo".
Questa parola miracolosa è "Narcan". Il Narcan è una sostanza magica che è in grado di annullare in un nanosecondo qualsiasi effeto di quell'altra sostanza magica che è la diacetilmorfina.
Purtroppo, non sempre menzionare la parola miracolosa basta a riportare il tossico alla sua originale verticalità.
Ma è comunque difficilissimo riportare alla verticalità in maniera artigianale, qualcuno che abbia assunto l'analgesico piu' potente esistente sul mercato.
Sulle varie interpretazioni della prosa medica, ho visto anche lettighieri dare vita a vere e proprie torture cilene, usando il tossico orizzontale come un pupazzo anti-stress. Comunque, la fase schiaffoni raramente ha successo. In quelle poche volte possono succedere due cose: o il tossico tornando alla stazione eretta schiude il mondo dorato sopracitato facendolo risuonare di: "vaffanculo mi avete preso a schiaffi", oppure sempre resuscitando, il suddetto ringrazia vivamente del trattamento, rendendo la scena grottesca.
In caso di intramuscolo il lettighiere al risveglio dell'orizzontrale sarà già via, lanciato verso nuove e rutilanti avventure. In caso di endovena, il soccorritore assisterà a due meravigliosi spettacoli. Il primo è lo sputo della cannula con tanto di traiettoria triplo carpiata nell'aere (a tal proposito, gli esperti consigliano di non sostare MAI ai piedi della barella mentre il medico somministra il Narcan, perchè la cannula e i relativi schizzi da qualche parte devono pur atterrare; meglio sul pavimento che sulla vostra faccia). La seconda mirabilia è lo schiudersi di un meraviglioso mondo dorato risonante di "Vaffanculo, mi avete dato il Narcan!"
‘Cause hope, boys, is a cheap thing, cheap thing
Is it nice in your snow storm, freezing your brain?
Do you think that your face looks the same?
Then let it be, it’s all I ever wanted
It’s a street with a deal, and a taste
It’s got claws, it’s got me, it’s got you
mercoledì, dicembre 06, 2006
Le Storie di Zio Lettighiere Sole rovente, cielo azzurro colorato con lo spary, e aria aromatizzata al monossido di carbonio e PM10. Ma all'interno della 038 c'è una luce soffusa da quadro fiammingo, probabilmente per effetto dei vetri sabbiati, con quei due enormi "più" rossi in sovraimpressione. "Ragazzo. Per fare questo mestiere non dovrai superare il timore del sangue. Per fare questo mestiere dovrai sviluppare una forte resistenza al disgusto e capire una cosa: Inizia un pomeriggio di attesa. Ho gli occhi sbarrati di un pesce in un acquario. In sottofondo il rumore del traffico e quello della trasmittente. Il rumore della radio funziona cosi': "Krrrrrr pirupiruli'?" è il rumore di una chiamata inviata. "Krrrrrr pirupirulà!" significa che non ti hanno beccato e hanno chiamato qualcun altro. Ma se la radio emette un distinto "krrrrr TU TU TU TU!" allora vuol dire che ti è arrivata una selettiva e c'è da lavorare. Il mio primo TU TU TU TU" è arrivato alle 15 di quel pomeriggio di giugno: "038 in ascolto" "Si', 038, andate in urgenza in Via... (non mi ricordo) alla sede della SIP per malore" "Ricevuto. Chiudo" Si accendono il motore, i lampi, la sirena e partiamo. Durante il tragitto mi accorgo che tutto quel casino che fa un'ambulanza da dentro è davvero poca cosa. Ma questo dipende anche dallo stile di guida dell'autista. Malore. Malore significa tutto e nulla. Imparerò col tempo che il "malore" all'aperto 99 volte su 100 è un tossico, che il "malore" la mattina presto d'inverno è molto spesso un morto e che il "malore" il pomeriggio caldo d'estare con chiamata da un ufficio è il classico caso di crisi lipotimica (calo di pressione) in impiegata di terzo livello. Pianto le dita nel collo del ben di dio per capire cosa sia una tachicardia compensativa. La Rana interviene e le chiede di guardarlo negli occhi e di afferargli forte le mani. Quella che sembra la scena di uno scadente filmetto romantico è in realtà un trucco per capire se lo svenimento è di natura neurologica; se una delle due mani stringe debolmente o una delle due pupille è dilatata (anisocoria), vuol dire che c'è in ballo una lesione cerebrale. Non è questo il caso. Siamo proprio di fronte a un banalissimo calo di pressione in paziente ipotesa dedita a dieta ferrea e a terrificanti corsi di ballo latino americani. Per faticare il meno possibile la portiamo alla barella spingendo la sua sedia da ufficio con le ruote; un'idea geniale. La impacchettiamo con le gambe in alto in posizione antischock e la portiamo in "normale" (senza la suoneria) al Fatebene. Ok, come inizio, niente di traumatico.
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Secondo Episodio
Interno ambulanza giorno
Là fuori furoreggia un primo pomeriggio di un infrasettimanale di inizio estate.
Il coniuge Arnolfini, in questo quadro tonale con lenzuolini usa e getta color verde bile, pavimento grigio sporco e tutto il resto in bianco latte, indossa un camice obbligatorio, necessario per ripararlo da schizzi di varia e dubbia provenienza. Sotto ha larghi pantaloni militari e robusti anfibi antisiringa. Fa troppo caldo perchè indossi la giacca d'ordinanza blu con le bande catarinfrangenti e con l'enorme croce rossa sulla schiena.
Davvero un bel quadro. Peccato sia un autoritratto.
In realtà come esordio ho avuto un bel po' di fortuna. Tanto per cominciare la colonnina è Baiamonti, quella piu' vicina alla sede dove di solito si fa poco o nulla per ore. Poi l'autista è "Fred Flinstone" e il secondo è "Gigi la Rana". Flistone, una volta fermato il furgone, mi rivolge anche una sorta di discorso di investitura:
Le persone non sono normali."
E cosi' è. Un soccorso direttamente nel recinto di ingrasso. Ricky Martin se la ride impassibile dal fondo del suo desktop, mentre lei giace sul pavimento galleggiate. Non è attraente ed è una disdetta.
Ogni lettighiere, essendo a contatto tutto il giorno con sofferenze di ogni tipo sviluppa per via della dialettica dell'eros che si oppone al thanatos, una propensione all'erotomania che sfiora i contorni del caso clinico; ogni lettighiere spera che gli capiti il leggendario caso dell'incendio all'atelier di Armani, con tanto di sostegno psicologico-sanitario alle modelle fasciate solo dai loro candidi accapatoi. Sarà per la prossima volta. Il ben di dio riverso sul pavimente è cosciente e sudaticcio. Odora di un misto di cipolla e deodorante dell'hard discount. Il ben di dio lo devi toccare e questo è il primo terremoto culturale con il quale mi trovo a fare i conti; infrangere un diaframma prossemico e manipolare i corpi altrui, mantenendo il piu' possibile l'emotività incarcerata in un remoto angolo del cervello. Non è cinismo e se lo è, lo è solo per difendersi. La questione è che se uno strilla perchè ha la gamba rotta, ha bisogno di una steccobenda e non della stucchevole compassione di un estraneo.
Ma il pomeriggio è ancora lungo.
mercoledì, novembre 29, 2006
Le Storie di Zio Lettighiere Lei è medico chirurgo ma con quella corporatura minuta e con quei lineamenti sottili appare più come la reincarnazione di qualche romantica scrittrice anglosassone. Ti aspetteresti che quella vocina sottile recitasse di spasimanti a cavallo, fiori profumati e argentati laghetti di montagna. Invece. "I decapitati non si caricano in lettiga" "La proctorragia con melena presuppone lesioni interne poste al di sopra del tratto terminale dell'intestino. La melena è infatti un liquido scuro di odore sgradevole. In pratica è sangue digerito" "In caso di amputazione sarà vostro compito recuperare l’arto reciso, bagnarlo abbondantemente con la soluzione fisiologica e chiuderlo in una busta di plastica assieme al ghiaccio" Mi vedo con un sacchetto in mano contenente un braccio. Non so definire se sia per me un’immagine ridicola o letteralmente terrificante. Qui in aula siamo una decina. Alcuni sono i classici fricchettoni che sino all’altro ieri stanziavano allegri al Leonka a farsi le canne. Altri rispettano l’iconografia del bravo ragazzo laureando a pieni voti in qualche cosa, che non pensava certo di dovere arricchire il suo CV sino alla voce "trattamento del trauma da compressione violenta". A parte un paio di studenti in medicina sono convinto che tutti sperassero di svangarsi l’anno di servizio civile in una polverosa biblioteca civica. Gli unici strumenti che abbiamo per prepararci mentalmente a essere scaraventati dopo una settimana di corso (un volontario il corso lo fa in tre mesi) in un furgone bianco con dei bicchieri blu sul tetto, provengono dai telefilm. Sangue che scorre a fiumi, ingressi scenografici ai PS correndo come dei forsennati spingendo la barella e snocciolando come un mantra nomi di medicinali. Immaginiamo di pronunciare frasi retoriche da massaggio cardiaco del tipo "Cristo, lo stiamo perdendo" Quello che poi in realtà pronunceremo piu’ spesso sarà: "Cristo, proprio a fine turno". Ma per il momento siamo solo principianti. E infatti al corso pratico ci fanno giocare al dottore. Abbiamo anche una bambola. Il suo nome è tutto un programma: "Resusci Anne". Non ha le braccia e le gambe ma se le butti dentro l'aria lei si gonfia e se le schiacci il torace senti le sue costole di plastica che si abbassano emettendo un sinistro clonk. E poi altri rutilanti giochi di società tipo portare giu' dalle scale un amichetto trasportandolo in tre con un telo o con una sedia. Oppure levargli il casco mantenendo il cranio in posizione neutra mentre lui sdraiato fa finta di essere caduto dallo scooter. E noi boccaloni che credevamo a quella puttanata urbana del tizio col cranio aperto in due salvato dal fatto di non averlo levato il casco; ti voglio vedere a ventilarlo uno che indossa un casco. "Il davanti della barella sono i piedi del cliente. In tutte le stanze si entra di piede, tranne in rianimazione dove si entra di testa. Questo evitando ovviamente di aprire i battenti della porta con la zucca di chi ci sta sopra" G. è un autista e quindi un militare. Ma di militaresco ha davvero ben poco con quegli anelli e quelle sue basette brizzolate modello Easy Rider. Tiene lezione dal portellone aperto della 019. Non gliene frega nulla della nostra assoluta goffaggine. Deve aver visto centinaia di ODC e evidentemente sa il mestiere si impara davvero solo esercitandolo. Oltre alle cose base, fornisce consigli per non entrare nella sgradevole situazione modello: chi soccorre il soccorritore? "Noi il defribillatore non possiamo usarlo. Nel caso lo faccia un medico rianimatore ricordatevi di mollare la presa della barella. A meno che non vogliate beccarvi una botta da svariate centinaia di volt..." Oppure spiega il segreto di come non finire alla casella della galera del Monopoli: "Quando si sbarella, un terzo deve col piede bloccare la gamba retrattile del lettino, perchè tutto sommato noi non trasportiamo cassette della frutta che se cadono chi se ne frega le si raccoglie..." Il corso finisce con un esamino. Mi chiedono cosa fare in caso di ustione e glielo dico recitando una lezioncina a pappagallo. Parlo di telino sterile senza averne mai visto uno e vengo promosso. Nel pomeriggio in bacheca esporranno i turni di domani e sapro' con chi uscirò nel mio "battesimo del fuoco". Alcuni di noi si chiedono che reazione avranno alla vista del sangue, perchè svenire di fronte a qualcuno che si pretende di aiutare non fornisce un'immagine molto rassicurante. Io mi chiudo in un mutismo corredato con una faccia attonita da pesce lesso. Ripenso al braccio nel sacchetto e a cosa stavo facendo poco piu' di una settimana fa: Mio dio. Life and death are just things you do when you're bored
scritto da Spider
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Strawman, going straight to the devil
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Primo Episodio
Absolute Beginners
Say fear's a man's best friend
You add it up it brings you down
You add it up it brings you down
lunedì, novembre 27, 2006
Ragazzo. Per fare questo mestiere non dovrai superare il timore del sangue. Per fare questo mestiere dovrai sviluppare una forte resistenza al disgusto e capire una cosa: Le Storie di Zio Lettighiere Mercoledì, dopo House, in esclusiva su questo blog.
Le persone non sono normali.
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Strawman, going straight to hell
Strawman, going straight to the devil
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Strawman, Strawman
scritto da Spider
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giovedì, novembre 23, 2006
Vi piace House, eh?
"Doctor is coming," the nurse thinks sweetly
Turning on the machines that neatly pum air
The body lies bare
E adesso vi tocca aspettare fino all'anno prossimo per le puntate nuove...
Shaved and hairless, what once was screaming,
Now lies silent and almost sleeping.
The rain must have gone away
ER chissà quando riprende...
Strapped securely to the white table
Ether causes the body to wither and writhe
Underneath the white light.
Si c'è Scrubs ma non la stessa cosa...
The doctor arrives, knife and baggage
Sees the growth as just so much cabbage
That must now be cut away.
Allora ingannate l'attesa con Le Storie di Zio Lettighiere, la nuova serie!
Now comes the moment of great, great, decision
The doctor is making his first incision
One goes here,
And one goes there.
Prossimamente, in esclusiva su questo blog.
"The ether tube's leaking," says someone who's sloppy.
The patient, it seems, is not so well sleeping
The screams echo off the walls.
Le Storie di Zio Lettighiere
Scritto da Spider
Prodotto da Garnant
Don't panic -- someone give him pentathol instantly.
The doctor removes his blade cagily slow from the brain.
BY MY COUNT OF TEN.



















