domenica, aprile 13, 2008
Ci sono talmente tanti petali di ciliegio nell'aria e a terra che sembra di stare in uno shojo manga. Il mio anziano vicino ramazza i petali di ciliegio.
Penso che andrò al seggio a piedi.
Per quattordici anni sono andata al seggio sinceramente terrorizzata. Ora non mi succede più. Che sia la disillusione, che sia la certezza che peggio di così, sul piano delle prospettive per il futuro, lavorative, economiche, previdenziali, non può andare, non so. Ma a quanto vedo, mentre io vado al seggio senza paura, il berlusconiano ci va senza quell'odioso entusiasmo che per anni diceva io farò soldi a tue spese. Forse li hai fatti, soldi a mie spese, berlusconiano, e mi hai ridotto al silenzio, ma un silenzio eloquente. Sono stata un osso duro.
Quattordici anni fa ero certa che non sarei sopravvissuta al berlusconismo, per questo ne ero terrorizzata. Non dico tanto a Berlusconi, ma al suo modo di vedere il mondo, che è poi quello della quasi maggioranza degli italiani, trasformato in governo istituzionale. Il fatto che su questo quasi si giochino di nuovo i prossimi cinque anni di governo certo mi preoccupa. Ma oggi credo che la battaglia contro il berlusconismo sia prima di tutto una battaglia personale, che si combatte tutti i giorni in ufficio, in mensa, in tangenziale, in cortile, in pizzeria, e si può essere ossi duri. Diciamo tanto che i partiti non ci piacciono, che i partiti non ci rappresentano, ma deve esserci anche qualcosa da rappresentare. Se riuscissimo a dimostrare sul campo una volontà e dei risultati, invece di limitarci a produrre una sorda lagna, allora qualcuno si prenderebbe, io credo, la responsabilità di rappresentarci. Decidere se questo qualcuno sia Veltroni oppure no lo lascio alla coscienza del lettore.


















