Garnant

mercoledì, aprile 30, 2008

The best way out is always through

Robert Frost

postato da garnant | 21:57 | p.link |

martedì, aprile 29, 2008

Già da qualche mese mi sono ritagliata qualche spazio dal lavoro, ma ancora mi risulta stranissimo camminare per strada in un giorno feriale prima della diciannove. Ogni volta mi stropiccio gli occhi come i cloni The Island alla vista del mondo esterno (ma senza tutti quegli stupidi inseguimenti con gli elicotteri, e comunque io detesto stare appesa ai palazzi), osservo stranita il cibo - no, non è il soylent green delle macchinette - e mi stupisco alla vista di essere umani al di sotto dei venticinque e al di sopra dei quaranticinque, cioè esseri umani non inquadrabili in una software house.
Lentamente comincio a capire chi non viaggia. Se passi dieci anni dentro un ufficio, uscendone solo nottetempo o due volte all'anno per farti scaraventare direttamente in cima all'Empire State Building, su una jeep circondata dai rinoceronti, o in mezzo ad una rotatoria a Saigon, perdi un tantino il contatto con il posto dove abiti.
Oggi sono stata coinvolta in una marantona di shopping. E' stato divertente ma fisicamente faticoso, mi sento l'anca tutta disarticolata. L'amica P. ha comprato una simpatica giacchetta a pois, diverse magliette sovrapponibili, tre libri (di cui uno sulle brigate rosse perchè suo marito ogni anno tra il 16 marzo e il 9 maggio legge un libro sulle brigate rosse - noi glielo abbiamo detto che comunque va sempre a finire allo stesso modo, Aldo Moro muore), un chilo di pasta e fagioli, un chilo di polpette, un numero consistente di capi intimi, un cd di Fossati, e un panino alla frittata.
Io mi sono limitata ad un panino con salmone e patate, due serigrafie su legno, e una Laini Lady.

Image Hosted by ImageShack.usAbbiamo parlato del fatto che ora che Allevi è mainstream i suoi tre aneddoti che quattro anni fa erano anche carini ora non si sopportano più, e il tavolo da cucina, e la pasta al tonno, e lo scatolone. L'amica P. dice che non è colpa d'Allevi ma del pubblico mainstream, che quello vuole, sempre le stesse tre scemenze reiterate. Io dico che un po' è anche colpa d'Allevi. Lei replica e dice e che deve fare pure lui.
Abbiamo parlato dei nostri successi alla sbarra, la nostra maesta l'altra settimana le ha detto "bene", e un po' di tempo fa aveva guardato uno dei miei piedi e aveva annuito. Abbiamo concordato sul fatto che insegnare classica agli adulti dev'essere un incubo.

Ho notato che impazza la Wii Fit, è dappertutto, una vetrina si e una no, e la vetrina no è quella del salumiere. Ora io non provo interesse per le console, per l'esercizio fisico fine al dimagrimento stile "bastano dieci minuti al giorno", e mi piace dire che non possiedo una bilancia, un po' come altri amano vantarsi di non avere la tv. Ma mi sono documentata sul fenomeno Wii Fit è ho scoperto che c'è dietro una condivisibile filosofia costruttiva del controllo del peso come gioco in famiglia. Quindi non disprezzo la Wii Fit. Però, devo dire, mi inquieta. Un po' come mi inquetano gli stepper che la gente tiene in camera da letto. Mi succede di entrare in una camera da letto per posare la giacca, e con la coda dell'occhio lo vedo, in un angolo, dietro una tenda, lo stepper, o una pedana vibrante, o qualcosa del genere televendita con spedizione in contrassegno, e mi mette a disagio. Lo sport fatto di nascosto, come se ci si vergognasse di qualcosa, fatto senza nessuno che possa giudicare e assegnare punteggi, fare paragoni, classifiche, senza una codifica, senza un istruttore che urla, una maestra che inveisce, un partner o un avversario. Insomma, lo sport pornografico, con un'attrezzatura gonfiabile. Legittimo, per carità, fino a quando tutte le persone coinvolte sono consenzienti. Però, io preferirei veder spuntare da sotto il letto una pila di hentai, mi sentirei più a mio agio.

postato da garnant | 21:00 | p.link |

lunedì, aprile 28, 2008

Ho comprato una confezione di Garnier bodytonic roll-on pancia e fianchi effetto snellente, che dio mi perdoni.
(a mia discolpa posso dire che c'era il 20% di sconto)

postato da garnant | 18:24 | p.link |

domenica, aprile 27, 2008

Garnant - Ma adesso il ponte di Calatrava è il nostro Empire?
L. - Si. Oggi l'avranno illuminato con i colori di Maiorca.
Garnant - Dici?
L. .- Se non avevano niente da fare...
Garnant - ...

Certo avete presente Edie Sedgwick e Warhol di fronte all'Empire. Ecco, noi di fronte ai ponti di Calatrava ultimamente abbiamo qualche pubblicità di azienda locale, di quelle che si vedono al cinema prima del film, con la modella reggiana in mezzo ai tiranti.
Ma mi piace recuperare questo interessante apice Aterballetto-Marella, risalente alla stagione scorsa. Le foto sono piccole per mia sadica scelta editoriale, ma sappiate che quello a destra è il Mariottini, che sta giusto ora vivendo il suo quarto d'ora di celebrità.

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postato da garnant | 21:30 | p.link |

Factory Girl era sempre a noleggio, cominciavo a credere che fosse bello, e invece no, è proprio brutto come dicono. Evidentemente tutti l'hanno noleggiato per verificare.
Comunque, al di là del fatto che può capitare che un film non riesca, mi dispiace un po' notare come questo cinema abbia una scarsa considerazione del suo pubblico.
Veramente credevate che per noi la Factory sia qualche cuscino d'argento, un po' di mascara colato, righe orizzontali, giocare a chi-è-chi, e assegnare colpe a destra e a manca?
Perchè è ovvio che questo film vuole parlare di noi, di come vediamo Edie Factory Girl oggi, dopo qualche decennio di riproduzione industriale della sua icona, bidimensionale ed enorme sulla parete. Ma se una stampa warholiana del barattolo di zuppa parlava del barattolo di zuppa in sé e dei suoi tempi, questo film non parla affatto della nostra Edie e dei nostri tempi.
Forse di quelli di qualcun altro, che comunque poi al cinema non c'è andato.

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Sienna Miller non mi è dispiaciuta, anche se in questo arabesque proprio non allunga le linee.
Le linee...

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postato da garnant | 12:18 | p.link |

sabato, aprile 26, 2008

Ma ieri i ponti di Calatrava erano verde bianco rosso per il 25 aprile?

Ieri con l'amico A. ho passato un po' di tempo alla finestra del primo piano del Museo Cervi, osservando la folla. Era una bella giornata, con l'erba appena tagliata, i fiori di camomilla nei fossi, le auto parcheggiate fino a Caprara, il tramonto rosa, e all'orizzonte il nuovo casello dell'autostrada. Abbiamo parlato degli spray cortisonici contro la rinite, del potere dei circoli Arci e della vicenda del Mucchio Selvaggio, delle mondine in pantaloni corti e leggings, del pubblico giovanilistico del Fuori Orario con i bragoni mezzi calati, della lira turca pesante e del Cassina 2.
Soprattutto del Cassina 2 (con doppio avvitamento).
L'altro giorno in tv c'era il nostro professore di lettere del liceo, parlava dei preti uccisi dai partigiani. Il nostro professore di lettere al liceo ci ha insegnato un decimo del programma ministeriale, e secondo una rigorosa ottica democristiana. Ci ha costretto a studiare tutto il resto clandestinamente (però è stato divertente). Ci ha costretto, con il ricatto del registro, a mentire durante le interrogazioni, sulle noste oprinioni e persino su quelle di  Cesare Pavese. Ci ha scritto lettere negli anni, per convincerci ad assistere alle presentazioni dei sui libri (sempre a proposito di preti uccisi da  partigiani).  Ora ci parla anche dalla tv, per fortuna di mattina presto, quindi l'ha visto per caso solo l'amica F. che è a casa in maternità.
La didattica certo, sempre deriva da una qualche matrice ideologica. Persino la didattica della matematica, come opportunamente documentato nella mostra allestita intorno a noi.

I problemi del fascismo. L'autorappresentazione del regime nei testi didattici di matematica elementare.

“Quanti anni ha il tuo babbo?
Calcola quanti anni aveva quando
avvenne la marcia su Roma”

(problema del 1934)

Ma il mio preferito è stato il disegno della parata al passo dell'oca, la didascalia dice:
Il passo dell'oca in parata è un esempio di moto uniforme.

postato da garnant | 16:57 | p.link |

giovedì, aprile 24, 2008

Casa Cervi, mondine e altro ancora

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postato da garnant | 20:23 | p.link |

mercoledì, aprile 23, 2008

Being a writer is like having homework every day for the rest of your life

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Hank - Californication

postato da garnant | 00:04 | p.link |

martedì, aprile 22, 2008

Ma cos'è, il Foro Italico?
Floris lancia la monetina, vince Rutelli, che decide di ricevere così può fare subito il break. Alemanno serve.

Magari fosse il Foro Italico...

postato da garnant | 22:12 | p.link |

lunedì, aprile 21, 2008

Grazie giove pluvio e grande demone celeste per questa primavera piovosa.
(I non allergici si rallegrino, il caldo sta per arrivare, ieri mentre trapiantavo un cactus sono stata morsa dal primo insetto della stagione)

postato da garnant | 20:41 | p.link |

domenica, aprile 20, 2008

Da qualche settimana L. ha i capelli come Wolverine. Ho cominciato a chiamarlo Logan.

Dicono che noi donne siamo ad alto mantenimento, ma non è vero, ci basta una gabbia con dentro Wolverine, e il massimo dell'effetto speciale è quando si fa scrocchiare il collo da un lato e dall'altro, con giusto qualche suono aggiunto in post-produzione. Altro che inseguimenti con gli elicotteri (ra-ta-ta-ta).

Finalmente ho dormito 12 ore. Il nuovo vicino, di solito rumorosamente affaccendato, questa mattina è stato capace di montare una casetta per bambini in giardino in perfetto silenzio.

Free Image Hosting at www.ImageShack.usLa giornata di ieri è trascorsa tra scaglie di cocco, cappelli, sms con le k e fantasticherie sportive. Ho scoperto che la mia parrucchiera offre occhiali di cortesia da pinzare sul naso, per poter continuare a leggere ii giornali scandalistici. Ma io ci vedo. E l'estetista offre un macchinario che ti preme e ti strizza, dicono sia piacevolissimo. Sarà.

Poi ho visto Breakfast on Pluto.
Ho impiegato parecchi minuti ad agganciarmi alla giostra onirica. Il mio primo Jordan di Crying Game mi aveva trovato che ancora sentivo addosso la pioggia, in gola la Guinness, sotto i piedi la terra morbida dei ground scolastici. Avevo visto le Kilmainham gaol ma non ancora Nel nome del padre. Mi ero ammalata a Limerick, ma non avevo ancora letto le Ceneri di angela. Avevo visto The Commitments, Il mio piede sinistro, ascoltato e riascoltato War, ma avevo la patente da solo un paio di mesi. Era il 1993, pioveva ed era pieno di pozzanghere luccicani dentro le quali saltare con gli anfibi, Jordan era un pozzanghera  e Stephen Rea diceva andiamo.
Questa volta ho indugiato un po', non mi andava di buttarmi solo per nostalgia. Ma poi Jordan ha usato la carta dei Middle of the Road, che per me funzionano da innesco onirico. Cosa c'è di meglio per alterare la coscienza ed entrare, dello stesso brano ascoltato dieci, venti volte di fila? Durante l'università facevo la cameriera in un pub gestito da vecchio hippy vestito di rosa. Alla terza-quarta ora di ascolto dei Jethro Tull, dopo centinaia di birre spinate, effluvi di litri e litri di tisane al gelsomino, l'aria bruciata dal profumo di pane ciabatta spalmato di salsa al brandy e ricoperto di funghetti, arrivavano i Middle of the Road. Chirpy Chirpy Cheep Cheep. Quante volte non so. A quel punto nella mia testa ruotavano solo frattali.
E dunque, saltando dentro Breakfast on Pluto si trova il dramma, il gioco, il sangue, la fiaba, il dolore, il ridicolo, Bryan Ferry, Stephen Frears, la storia e l'allucinazione, l'incoerenza e l'equilibrio. Ci sono persino Liam Neeson e i riccioli, vi ricordate i riccioli rimangono più morbidi quando ci si lava i capelli in Irlanda? Si lamenta, Patrick Kitty Braden, perchè tutto è così serio e nessuno sembra capire il paradosso, che  devi passare attraverso la tua fiaba personale per arrivare a quello che conta davvero. Devi trasformarti in una supereroina per riuscire a piangere la morte. Devi dondolarti su un'altalena per poter trovare il tuo passato. Indossare una parrucca perchè ti riconoscano. E devi parlare un paio di toni più in alto, per dire la verità.

postato da garnant | 14:22 | p.link |

sabato, aprile 19, 2008

Ieri sera sono stata in pizzeria con il mio gruppo di pattinaggio. Ciao, abbiamo prenotato, siamo le sei del pattinaggio. Siete i dodici della pallavolo? Fissiamo la cameriera. Senza pattini siamo tap model, e siamo in sei. Come possiamo sembrare i dodici della pallavolo?
Comunque, è curioso parlare con qualcuno del quale conosci l'abilità nei becchi, ma non sai niente di tutto il resto. Riusciamo a sincronizzarci sulle stesse battute musicali, e non abbiamo nulla in comune. E' divertente.

Sono tornata a casa sotto l'acqua senza ombrello, ripassando la nostra coreografia autogestita, e sono andata a dormire. Dopo una serie di sogni automobilistici questa settimana (nell'ultimo la batteria della Golf era scarica, lo scooter era rotto, e non c'era un mezzo pubblico per Quimper), ho sognato che andavo all'Ikea e seduto nel nuovo bar che aprirà a giugno incontravo Garrison.
E' ovvio che preferirei sognare Bejart, ma credo che Morfeo autorizzi Bejart solo nel cervello di chi ha fatto molta più sbarra di me. Anche il mondo onirico ha il prezzo, e Garrison è tutto quello che io posso permettermi, evidentemente. Lo sogno per aver ripassato una coreografia autogestita prima dormire, e perchè mi sento in colpa per aver deciso di disertare invece il saggio di danza quest'anno. D'altra parte il corso si è decimato con il trascorrere dei mesi, e sono rimaste solo le brave strasecche, e io mi sento un filo a disagio, per tecnica e stazza. Comunque, nel sogno il saggio di danza l'avevo appena fatto e Garrison diceva che gli era piaciuto. Lo diceva con una espressione sardonica. Accanto a lui Steve La Chance annuiva serio, sorseggiando un caffè espresso.

postato da garnant | 13:41 | p.link |

giovedì, aprile 17, 2008

Bento lunches decorated as album covers
(grazie L.)

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postato da garnant | 20:55 | p.link |

Pippa Bacca performer assassinata durante il suo viaggio pacifista verso Istanbul, in outostop vestita da sposa. Kristel Marcarini diciannovenne atleta dello sci morta per mezza pastiglia di ecstasy presa al Fluid di Orio al Serio.

Poteva succedere ad un uomo. Un uomo. Con braccia più forti si può picchiare l'aggressore. Con un peso corporeo praticamente doppio, mezza pastiglia significa meno mg per chilo. E' tutto qui.

postato da garnant | 20:49 | p.link |

Mentre Berlusconi con piglio serioso prometteva manovre impopolari, anche la De Filippi tentava di dare al suo baraccone un'aura di credibilità. C'erano la Fracci avvolta in un abito di garza come una mummia (scherzo Carla, ti vogliamo bene), Mauro Coruzzi nei suoi panni di uomo obeso e calvo con una specie di decalcomania tribale sulla testa (scherzo Mauro, eri bellissimo mentre ballavi con i travestiti), una parata di giornalisti con la penna in mano, e Fiorello che se la rideva da una finestra.
Insomma, alla fine il Mariottini ne è uscito ben vivo, con il premio della critica, cinquantamila euro di borsa di studio pare a NY, e la Fracci che saggiamente gli ha rinnovato il mio invito a tornare in teatro al più presto a fare qualcosa di serio (dopo aver sgridato la Toromani per essere ancora lì in tv a ballare sul plexiglass).
Ma il Mariottini non è ancora davvero libero, gli tocca prima la turnè con il baraccone di Costanzo.
Nemmeno noi siamo liberi, ci toccano cinque anni di partito delle libertà.
Dunque eccoci qui, tutti nel mediocre musical berlusconiano, vediamo di non uscirne spolpati, e non permettiamo che agitino i nostri ossicini come marionette.
Forza e coraggio, pancia dentro, il passé alto e tirare le punte.

postato da garnant | 19:24 | p.link |

mercoledì, aprile 16, 2008

Questa notte la De Filippi apre la gabbia e libera il Mariottini, dopo averlo famelicamente spolpato con le sue zanne mediatiche. Ci saranno avanzati solo gli ossicini, e neanche tutti interi, perchè un pezzo di menisco è rimasto sullo scivoloso pavimento dello studio 5.
E speriamo che Maria la Sanguinaria non si tenga pure quelli, gli ossicini, montati a marionetta da agitare nei repellenti musical prodotti da Costanzo.

Per favore torna Mariottini, sulle assi di legno del Teatro Valli e nelle gratuite replice di ZDFTheater.
Torna!
Faremo finta che tu abbia avuto l'allergia ai gamberetti durante l'ape in centro e sia stato rapito dal circo! (come il padre di Nelson nei Simpson)
Faremo finta che aspettavi il minibù in piazza della Vittoria ma non arrivava mai (adesso poi che hanno spostato tutte le fermate per via dei cantieri... ), poi è arrivato, ma era il camper di stranamore cammuffato, e dentro c'erano Zanforlin e Sfondrini che ghignavano.
Torna! Non sarai più costretto ad indossare capi Deha.

postato da garnant | 17:25 | p.link |

martedì, aprile 15, 2008

Qualcosa da leggere in bagno, sulle buste degli assorbenti di una nota marca sono comparse demenziali pillole di divulgazione scientifica tipo Rieducational Channel.
Vi leggo le due buste che ho giusto ora nella borsetta.

Lo sai che la sindrome premestruale può essere influenzata anche dallo stress?
(sapevilo!)

Un falso antico pregiudizio dice che durante il ciclo occorre evitare di lavarsi i capelli

(io son cresciuta in campagna e mia nonna ha fatto la quarta elementare, ma questa scemenza proprio non l'avevo mai sentita)

Durante il ciclo mestruale è preferibile non eccedere nel consumo di latticini
(immagino che per ragioni di target le frasi sull'osteoporosi le mettano sulle buste degli assorbenti per piccole perdite)

Il termine "lunatica" riferito alla donna deriva dalle credenze che ritengono la vita della donna influenzata dalla luna
(Al rogo subito! Poi ci occupiamo anche di Galileo.)

Poi a inizio busta c'è mezza frase tagliata a proposito della stitichezza, e a fine dell'altra busta una vaga minaccia a proposito degli sblazi climatici.

postato da garnant | 19:14 | p.link |

La scorsa notte ho sognato che entravo in riserva, la spia si accendeva e c'era pure l'allarme acustico.
Questa mattina avevo ancora due tacche.

postato da garnant | 19:02 | p.link |

Credevo che la gente votasse Berlusconi perchè invidiava la sua ricchezza e voleva averne un po'. Da qualche tempo, così per sapere, chiedo apertamente alla gente perchè vota Berlusconi. Ho così scoperto che la gente non invidia Berlusconi, semmai invidia la classe politica in genere, che vive gaudente tra agi, privilegi e pensione garantita senza lavorare, e invidia il dipendente statale, che lavora tranquillio a orario ridotto, con ferie e gran garanzie.
La gente non invidia Berlusconi, piuttosto la gente solidarizza con lui perchè lui tutto il giorno si agita per aumentare un fatturato aziendale, e incessantemente lavora per produrre ricchezza senza apparentemente ricavarne la benchè minima gioia (se non quella di tenersi fuori di galera). Proprio come loro.
Solidarizzano con Berlusconi perchè, come loro, è perennemente sotto pressione, in ansia, inquieto, basso, calvo.
Credevo che Berlusconi rappresentasse della nostra società i peggiori istinti, disonestà, furbizia, sopraffazione, arrivismo, disprezzo della cultura. Ora scopro che ne interpreta anche l'infelicità. Forse non era così nel '94, ma lo è oggi.
Dal microcosmo berlusconiano dove mi trovo a trascorrere le giornate vi porto notizie, oggi le espressioni sono scure.

postato da garnant | 19:02 | p.link |

domenica, aprile 13, 2008

Può essere che a fine agosto voli in Ontario, e poi scenda verso NYC. Non ci sto pensando su molto, piuttosto ho ispirazioni improvvise. Gli scoiattoli. Lo sciroppo d'acero. La mia tenda che sembra un mirtillo. Boston. Il MoMa che l'altra volta era ancora chiuso. Gli US Open.
Ieri sera ho pensato, il pho.
Mi dicono che negli Stati Uniti va di moda la cucina vietnamita.
Ci sarà il pho, per forza. Pho Fever.
Il pensiero, per quanto piuttosto assurdo e un po' paradossale, mi ha fatto molto contenta.

postato da garnant | 15:10 | p.link |

Ci sono talmente tanti petali di ciliegio nell'aria e a terra che sembra di stare in uno shojo manga. Il mio anziano vicino ramazza i petali di ciliegio.
Penso che andrò al seggio a piedi.
Per quattordici anni sono andata al seggio sinceramente terrorizzata. Ora non mi succede più. Che sia la disillusione, che sia la certezza che peggio di così, sul piano delle prospettive per il futuro, lavorative, economiche, previdenziali, non può andare, non so. Ma a quanto vedo, mentre io vado al seggio senza paura, il berlusconiano ci va senza quell'odioso entusiasmo che per anni diceva io farò soldi a tue spese. Forse li hai fatti, soldi a mie spese, berlusconiano, e mi hai ridotto al silenzio, ma un silenzio eloquente. Sono stata un osso duro.
Quattordici anni fa ero certa che non sarei sopravvissuta al berlusconismo, per questo ne ero terrorizzata. Non dico tanto a Berlusconi, ma al suo modo di vedere il mondo, che è poi quello della quasi maggioranza degli italiani, trasformato in governo istituzionale. Il fatto che su questo quasi si giochino di nuovo i prossimi cinque anni di governo certo mi preoccupa. Ma oggi credo che la battaglia contro il berlusconismo sia prima di tutto una battaglia personale, che si combatte tutti i giorni in ufficio, in mensa, in tangenziale, in cortile, in pizzeria, e si può essere ossi duri. Diciamo tanto che i partiti non ci piacciono, che i partiti non ci rappresentano, ma deve esserci anche qualcosa da rappresentare. Se riuscissimo a dimostrare sul campo una volontà e dei risultati, invece di limitarci a produrre una sorda lagna, allora qualcuno si prenderebbe, io credo, la responsabilità di rappresentarci. Decidere se questo qualcuno sia Veltroni oppure no lo lascio alla coscienza del lettore.

postato da garnant | 13:26 | p.link |

Ieri sera sono andata all'Estragon a sentire gli Einstuerzende. In realtà non ne avevo molta voglia, io detesto andare all'Estragon, perchè dentro l'Estragon si fuma e quindi a me viene l'asma. Quindici anni fa ero anche disposta a imbottirmi di lomudal, foradil, colliri vari e salbutamolo, dieci anni fa potevo anche considerare il singulair un giusto prezzo da pagare, per avere una vita sociale. Ma oggi, al diavolo la vita sociale, se significa asma e asma e ancora asma intervallata da insoddisfacenti boccate d'aria per sei ore, quanto dura l'effetto di un doppio puof di salbutamolo. Quattordici anni di Berlusconismo conclamato, più la lunghissima incubazione abbiamo sopportato, e l'unica cosa buona che ne è uscita è stata la legge contro il fumo. Ma è chiaro che è troppo da borghesi, molto meglio la cara vecchia trasgressione. Ma allora, invece del tabacco catramato, non potreste fumarvi la maria? Ha un buon odore, se ne va subito dai capelli, e invece che provocare l'asma lo cura (contiene un principio attivo broncodilatatore).

Image Hosted by ImageShack.us E poi, quindici anni fa quelli con la maglietta degli Einstuerzende mi sembravano tutti fichissimi. Adesso... insomma, Blixa continua a sembrarmi fichissimo, ma il suo pubblico, molle, stento, sedentario, incatramato, tutte le energie spese per inventarsi una acconciatura plausibile e abbinarle occhiali consoni. Parlano di quante ore dura la batteria della loro videocamera, si mostrano a vicenda le funzionalità del cellulare. Applaudono tiepidamente (forse però ero semplicemente troppo lontana dal palco). C'è una donna ogni sei uomini. Di queste, solo una su sei non è sovrappeso (anche qui, forse ero semplicemente troppo lontana dal palco). Io stessa ultimamente ho preso mezza taglia, tra i farmaci primaverili e lo angosce lavorative, e non ho indossato la maglietta degli Einsturzende perchè con mezza taglia in più non mi cade bene.

Detto questo, Blixa è fichissimo. Vedere gli Einstuerzende dal vivo è sempre un piacere. Mi sarebbe anche piaciuto sentirli, ma l'acustica dell'Estragon è quella che è. Almeno paragonata a quella del Teatro Valli, dove ogni minimo suono metallico aveva giustizia, si sentivano persino le monetine nelle tasche di Alexander Hacke.
Blixa mi è sembrato di buonumore e ha giocato con le luci a sospensione. Il suo italiano aveva un bel suono. Ho ripetuto con lui cinque volte was ist die Befindlichkeit des Landes e la lingua era sciolta. Le mie articolazioni hanno ondeggiato morbide accompagnate da tendini e legamenti (tutte quelle ore di sbarra sono servite a qualcosa).
Ancora, nonostante la puzza di catrame, il fastidio dell'essere costretta alla bronconostruzione, la distanza da palco, i discorsi sulla durata delle batterie, ancora ho sentito l'abbraccio metallico degli Einstuerzende, tutte le nostre vicende negli anni, il presente, i tubi, i chiodi e i piedi nudi.

Poichè tra i miei desideri di quindicenne c'era vedere una balena e trovarmi ad un concerto degli Einstuerzende capendo cosa dicesse Blixa, e avendo realizzato entambi questi desideri diverse volte, in tre oceani e numerose nazioni, mi dico soddisfatta. Anche se nel percorso ho perduto il senso del fascino tenebroso dei club, e la gente che prima trovavo tanto interessante ora mi pare in gran parte noiosissima.
Blixa mi parla ancora e tanto basta. O meglio, Blixa mi urla ancora.

postato da garnant | 12:57 | p.link |

sabato, aprile 12, 2008

Ieri sera sono andata a vedere Juno in un cinemino di città. Si tratta di una sala ben rinnovata di ricente e frequentata da un pubblico molto vario per età. La rappresentanza over 60 è sempre ampia.
Mentre si spegnevano le luci sulla pubblicità mi sono ricordata del cellulare, che in quanto utente saltuaria e distratta tendo a dimenticare acceso per giorni o spento per giorni. Era acceso. L'ho illuminato per spegnerlo, e ho indugiato qualche secondo per leggere l'sms dell'amica FF., a proposito di una sua improvvisa voglia di pizza con il friggione (l'amica FF. vive nel Veneto e soffre di crisi di nostalgia dall'Emilia).
Mentre sorridevo con la faccia illuminata dalla luce del cellulare, sono stata apostrofata da una signora canuta alle mie spalle, temeva avrei passato la serata a mandare sms, come è costume adolescente.
Capite, mi ha preso per una giovinastra!
La mia voce, mentre le assicuravo che stavo spegnendo l'odiato apparecchio, sembrava proprio la voce di una giovinastra scocciata dall'adulto petulante. Quella che viene rivolta a me quando apostrofo qualche giovinatro per lo stesso motivo.
Comprensibilmente, questo mi ha messo di eccellente umore, e ho subito dimenticato tutto l'hype fastidioso che circonda questo film.
Ho trovato Juno un film grazioso, ben scritto e ben realizzato, strampalato con misura, godibile, divertente, con qualche difetto al quale ho guardato con benevolenza, per esempio il suo essere ripieno di enormi banalità e notevoli drammi, ma tutti indistintamente appiattiti dalla forma graziosa. Dolcemente alleggeriti, certo, ma anche appiattiti.
Ellen Page è molto brava e possiede un carisma naturale che già avevamo notato in X-Men, una piccoletta capace di oscurare Rogue in meno di cinque minuti dall'inizio.
Jason Bateman è il fratello di Justine Bateman, che era la sorella di Michael J. Fox in Casa Keaton. Così, per riallacciare i fili dell'età giovinastra.

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E' raro che io non mi senta presa in giro da un happy end e da una colonna sonora sorniona. Questa volta è successo, non mi sono sentita presa in giro dall'happy end e dalla colonna sonora sorniona, e credendo questo un evento piuttosto significato, vado ad esporvi la mia analisi.

Se state qua probabilmente sapete benissimo che il cinema parla sempre del presente, anche quando parla del passato o del futuro.
Il presente sono Diablo Cody, Jason Reitman e Ellen Page, rispettivamente autrice, regista e inteprete. Bene, la trentenne Cody Banks parla dei sedicenni di oggi, e verosimilmente lo fa attingendo anche dalla propria adolescenza. Intervistata infatti ha dichiarato più o meno che quella poteva essere la sua adolescenza, a parte la gravidanza. Jason Reitman, pure trentenne, parla dei sedicenni di oggi, e ci aggiunge un'atmosfera canadese delle sue origini, nella vicenda strategicamente posizionata nel freddo Minnesota. Ellen Page, appena ventenne, pure lei canadese, ci consegna una finitura perfetta. Ellen Page con la sua interpretazione è la garanzia che la scrittura di Banks e la messa in scena di Reitman hanno un valore. Dunque è così che sono i sedicenni di oggi, svegli, sprovveduti, piuttosto atletici, pettinati a caso, bruttini, razionali, musicalmente competenti, la testa ancora vuota ma il carattere già fatto. Brave persone.
Questo film è stato accusato, peraltro a ragione, di attenuare eccessivamente i conflitti. In effetti la nostra protagonista riceve si qualche occhiataccia e incontra qualche problema, ma la sua gravidanza non si trasforma in un mostruoso dramma familiare, nè in un irreparabile fallimento scolastico, nè in una crisi personale insormontabile e dalle conseguenze atomiche. Insomma, non le conseguenze che ci eravamo tutte figurate a sedici anni (perchè è ovvio che qualunque sedicenne, sessualmente attiva o disattivata che sia, passa un po' di tempo ad immaginarsi come andrebbe nel caso che).
Ecco io credo che i conflitti siano stati attenuati volutamente, per mostrare che i sedicenni sono persone più che decenti, se gli si fornisce qualche credito, appoggio e spazio di manovra. Certo, fantascienza. Il mondo adulto ha una pessima opinione dei sedici anni, dei propri e di quelli degli altri. E come da più parti si è notato, Ellen Page non ha neppure i brufoli. Fantascienza.
Ma immaginiamo che. Che gli adulti riescano a superare la loro visione del sedicenne mostro da esorcizzare o nella migliore delle ipotesi da compatire. Magari non tutti gli adulti, la tecnica dell'ecografo continuerà a sparare giudizi crudeli, il musicista con la crisi di mezza età  andrà per la sua strada, la madre obesa rimarrà per intero nei suoi stereotipi. Ma se almeno un paio di adulti riuscissero a trattare almeno un sedicenne da umano, un padre ad offrire appoggio incodizionato alla figlia, una matrigna capace di affetto per la figliastra, una donna autonoma che parla con la pancia di una giovanissima semisconosciuta. Ecco, allora, se fosse così, fantascienza certo, ma se succedesse, almeno in un film, proprio come dicono nei film americani, allora vedrai, andrà tutto bene.

Dopo il film (primo spettacolo) sono andata dall'amica F., che ha una bambina piccola e non va al cinema da più di un anno. Per l'amica F. sto tenendo un elenco di film significativi, che vede in dvd quando le è possibile. Juno non ci sarà in questo elenco. Non perchè non lo consideri significativo, anzi. Ma perchè l'amica F. ha poco tempo libero e sa già tutto quello che questo film ha da dire (avesse più tempo lo includerei, come gradevole remind). Sa già tutto perchè è stata una sedicenne svegla, sprovveduta, piuttosto atletica, pettinata a caso, bellina, razionale, musicalmente competente, la testa ancora vuota ma il carattere già fatto. Io lo so perchè la conoscevo e perchè le duplicavo io le cassette degli Stooges, e insieme parlavamo di come doveva essere stato per Patti Smith avere un bambino da adolescente, avere un bambino e darlo in adozione.

Con l'amica F. poi ieri sera sono uscita un paio d'ore a bere un birrino. Abbiamo avuto qualche difficoltà a trovare un posto, perchè i pub erano pieni di giovinastri, per via del fatto che oggi le scuole sono chiuse. Al terzo pub abbiamo trovato parcheggio e un tavolo. Lei ha preso una birra piccola, io una media. Quando ha finito la sua piccola ha fatto un'espressione triste. C'era una gran rumore di giovinastri, le cameriere erano disperate e inaffidabili. Abbiamo maledetto i giovinastri e le ho versato un po' della mia media.

postato da garnant | 12:54 | p.link |

giovedì, aprile 10, 2008

Al piano superiore della mostra di Warhol c'è questa incisione di Manet, profilo di Baudelaire col cappello. Dicono che Manet l'abbia realizzata nello stesso periodo in cui dipingeva le Tuleries, e infatti la National Gallery indica lo stesso profilo del poeta davanti all'albero, dietro alla donna seduta con la cuffia azzurra.

Quando ho visto questa incisione, mi ero già mangiata gran parte del gloss vinilico che indossavo.

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postato da garnant | 21:12 | p.link |

Ho ancora un conto aperto con McCandless, così ho prenotato il libro di Krakauer in biblioteca, per documentarmi ulteriormente.
Ma il tizio che ce l'ha a prestito è in ritardo già di 10 giorni sulla data di scadenza.
Probabilmente sta romanticamente sfidando le odiose norme borghesi. Nel suo piccolo, quelle del prestito bibliotecario.

postato da garnant | 19:17 | p.link |

mercoledì, aprile 09, 2008

Solidarietà e in bocca al lupo a Francesco Mariottini, ex danzatore Stuttgart Ballet e Aterballetto (per intenderci), stasera nell'oscena e feroce arena generalista della De Filippi, con Platinette, nani e balleronze.

Dancers are stripped enough onstage. You don't have to know more about them than they've given you already.
Mikhail Baryshnikov

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(Mariottini versione South Park è proprietà dei NemicidiMaria)

postato da garnant | 17:37 | p.link |

martedì, aprile 08, 2008

La tessera elettorale, la miles&more, la tessera punti della fumetteria.
Il collirio generico eufrasia e camomilla.
Tutte cose che pensavo di aver perso. E invece, trovate subito.
Le soddisfazioni di un martedì sera.
(amarezza)

postato da garnant | 22:12 | p.link |

lunedì, aprile 07, 2008

Il dentista mi ha sabbiato gli incisivi. O almeno questa è stata la mia impressione, mentre stavo ad occhi chiusi. Poi gli ho chiesto se era proprio una sabbiatrice, e lui ha confermato, si, lo era. Non so se l'abbia detto solo per assecondarmi. Ha anche detto che in bocca ho un patrimonio. Immagino intendesse nel senso di Fantine dei Miserabili. Non sarò diventata atronauta, ma almeno so usare il filo interdentale. In Futurama all'orfanotrofio c'è il ritratto di Turanga Leela che è diventata Spaceship Captain, e accanto quella del suo amico d'infanzia che è diventato un diligent flosser.

Ho comprato un biglietto aereo per Istanbul (not Constantinople).

Ho avuto voglia di saltare. Per me è piuttosto inconsueto, io non amo sfidare la forza di gravità, con il mio baricentro rasoterra. Ho scoperto che la voglia di saltare si vede subito dalla postura del corpo e dallo sguardo. Infatti nessuno mai mi aveva accolto in palestra con le parole "mi raccomando prima di saltare riscaldati bene" (di solito quando arrivo scuotono la testa). Il salchow mi sta dando soddisfazioni.

Ho visto l'amica X appena tornata da tre settimane in una clinica dove curano i DCA. Lei era la meno disturbata nel CA, circondata tra obesi ballonzolanti e anoressiche tremule. Le facevano fare più addominali che a tutti gli altri. Il nostro nuovo motto è sarò anche normopeso ma non sono stupida.

Ho visto tre coreogragie di Balanchine fatte dal NY City Ballet a metà degli anni 70, e una di Gao Chengming per la Guangdong Modern Dance Company. ZDF Theater è sempre piacevolmente gratuito.

Sono stata in birreria dentro ad un centro commerciale (si è trattato di un caso di forza maggiore). Sembrava di stare a Heathrow. Abbiamo bevuto e poi abbiamo fatto fantashopping nelle gallerie gelide, con le vetrine tutte per noi. Una guardia giurata ci osservata con sospetto da dietro il menù di un ristorante messicano chiuso.

postato da garnant | 22:34 | p.link |

mercoledì, aprile 02, 2008

Oggi nella provincia di Long An, nel delta del Mekong, circa 17.000 lavoratori su 21.000 della fabbrica taiwanese di Ching Luh che produce scarpe per la Nike, hanno scioperato per chiedere un aumento di salario del 20%, data la crescita generale dei prezzi nell'ultimo anno, che è oscillata tra il 15% e il 20%.
La rapida crescita del Vietnam, l'8% l'anno scorso, è in rallentamento e dovrebbe scendere al 7% quest'anno, in un contesto generale di lieve ma costante impoverimento dei lavoratori.
Lo stipendio medio di un lavoratore della Ching Luh è di circa 59 USD al mese, una paga più alta del minimo imposto dal governo, in generale una discreta paga oggi in Vietnam.
L'affitto di nn monolocale in una piccola città, costa circa 25 USD.

Cosa vi ricorda questa proporzione stipendio/affitto?
Ecco, appunto.

La fabbrica è stata chiusa per tre giorni, ci sono stati episodi di violenza senza feriti gravi.
Nelle foto si vendono ragazze in corteo con i capelli neri lunghi legati, le camicie ben stirate, e i cappellinni colorati. Sorridono un pochino.
Alla fine otterrano un aumento del 10% (6 USD) e la mensa gratuita.

Nelle province del sud il governo di Hanoi permette una certa liberatà di impresa, pur regolandone attentamente le modalità. Con le attuali leggi vietnamite, la Nike non può produrre direttamente in Vietnam ma deve servirsi di un contractor sotto il controllo del governo di Hanoi, in questo caso la corporazione taiwanese.
Il Vietnam non è ancora un paese completamente industrializzato, gran parte della produzione rimane agricola e artiginale, seppur largamente meccanizzata. Fuori Saigon sorgono diversi grandi stabilimenti che producono merci per clienti esteri.

Ognuno dei 21.000 lavoratori di questa fabbrica nel delta del Mekong va al lavoro al mattino in moto, motorino o bici. Qualcuno andrà anche piedi, ma pochi, a giudicare dalla pazzesca distesa di mezzi a due ruote parcheggiati davanti ai grandi stabilimenti.

La foto si riferisce ad un altro sciopero, avvenuto in gennaio in una fabbrica di giocattoli di Da Nang, contractor di Honk Kong, sempre per questioni di inflazione.
Altre ragazze in corteo. La mascherina, possibilmente colorata e graziosa, è un accessorio importante, le ragazze di solito la portano quando vanno in moto, per proteggersi dallo smog e dal sole. Le camicie sono sempre perfette in Vietnam in barba all'umidità. I jeans sono rigorosamente skinny. Le cuffiette invece immagino facciano parte della tenuta da lavoro. Il casco dipende dal fatto che è diventato obbligatorio a settembre scorso per andare in motorino, e ora si trovano caschi ovunque, immaginate 21.000 lavoratori che escono dalla fabbrica.

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postato da garnant | 21:19 | p.link |

martedì, aprile 01, 2008

La mia autoradio è costata poco e ha lo stesso punto di blu del cruscotto della golf (dove ho parcheggiato la golf?). Però nel 2002 ho perso il frontalino. L'ho ricomprato, su consiglio della collega slavista, trentamila lire. Poi l'ho riperso anni dopo in epoca euro. Non l'ho ricomprato perchè mi ricordava la collega slavista, che nel frattempo aveva detto addio per sempre all'impresa privata in favore dell'ente pubblico, e perchè probabilmente il prezzo era lievitato come minimo a quaranta euro.
Il frontalino serve per sintonizzare le stazioni, e per tenere accesa la radio. Ma tanto io ascolto solo K-Rock, e Isoradio quando vado in autostrada, quindi non mi serve sintonizzare niente. E per tenere la radio accesa mi basra incastrare nello spazio del frontalino un portachiavi gommoso che mi ha regalato il benzinaio.
(sono o non soo una massaia provvida?)
Ma ultimamente K-Rock non è nelle mie corde. Preferisco non dirvi tutto il perchè, mi limiterò   a lamentarmi della pubblicità. Non dico che ce ne sia troppa, per carità, dopo aver letto il romanzo di Imovilli sono molto sensibile all'autofinanziamento della radio, il problema è che la pubblicità è sempre la stessa. Esasperata dal parrucchiere che usa il software di customer care e dal negozio di tavole da surf con la clientela toscana, da qualche giorno ascolto Isoradio. Per motivi che prima o poi vi dirò, i Cure e Renato Zero ultimamente sono più nelle mie corde. Ma anche lì la pubblicità non si sopporta.
Quanto è orrenda la pubblicità con i quasi morti che ti parlano? Gemono dall'autoradio blu con il portachiavi gommoso incastrato dentro, sospirano, guida con attenzione, perchè io proprio ora sto per morire ammazzato da qualcuno come te che guida distratto, probabilmente dallo voce di un quasi morto dall'autoradio. Dice, sto per morire ammazzato da qualcuno come te che ha sempre fretta, e infatti si è laureato in frettissima, dice proprio così, proprio tu, ti sei laureato in frettissima, e per la fretta stai per schiantarti in macchina ammazzandomi, succederà tra cinque minuti, io ti avverto dall'autoradio perchè ho una precognizione della mia morte, ma tu non ci puoi fare più niente, ormai ti sei laureato in corso. BBBWAHAHAHAHA (clangore di catene sul cruscotto).

postato da garnant | 21:57 | p.link |