Garnant

lunedì, marzo 31, 2008

Grande prova di autocontrollo.
Sono uscita dall'IKEA senza candele di alcun tipo, nè profumate, nè decorative, nè a pacchi da un centesimo l'una, niente.

postato da garnant | 19:34 | p.link |

domenica, marzo 30, 2008

So take me back to Constantinople
No, you can't go back to Constantinople
Been a long time gone, Constantinople

postato da garnant | 14:57 | p.link |

sabato, marzo 29, 2008

Oggi ho spento le luci anche io.

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postato da garnant | 13:08 | p.link |

giovedì, marzo 27, 2008

E' mai possibile che il tanto citato stipendio con il quale non si arriva alla fine del mese sia sempre diverso e sempre invariabilmente più alto del mio?
Mai come oggi mi infastidisce essere rappresentata e lagnosamente descritta da politici, giornalisti, e persino artisti, che non sanno quale sia in effetti lo stipendio "normale" di un dipendente del privato. Almeno informatevi, non sparate a caso le centinaia, non si sparano a caso le centinaia, non con gli euro.
Sul perchè faccia scandalo il prezzo del pane ma non quello degli sms per votare gli amici della De Filippi mi sono già espressa (panem et circenses, oltre che povetà e sigarette, le brioche industriali e le rose).
Volevo solo aggiungere che L. mi ha fatto notare che non è l'sms alla De Filippi a costare 1 Euro, bensì il messaggio di conferma della redazione (che immaginiamo dica "grazie per il tuo utilissssssimo voto"). Dunque all'euro è necessario aggiungere il costo dell'sms in sé, a seconda del proprio contratto.
Ora l'ADOC si lamenta perchè nessuno può controllare i voti della De Filippi, poi osserva alcune palesi strategie di manipolazione dei votanti, nonchè l'improbabilità statistica dei risultati, e profila un sospetto di truffa nei confronti dei consumatori.
La truffa nei confronti dei comsumatore è un argomento che mi ha sempre solleticato. Se il consumatore non ha indizi per riconoscere la truffa, sono certamente solidale con lui. Ma nel momento in cui Wanna Marchi gli chiede di versare diecimila euro sul conto di una specie di santone woodoo, è truffa oppure è circonvenzione di incapace? Quanto alla De Filippi, trattandosi di cifre più piccole e pubblico probabilmente più giovane, il confine tra sentimentalismo entusiastico e sano e consapevole disincanto mi sembra più sottile e permeabile.
In ogni caso, il panorama è alquanto triste.
In questo, ormai una consuetudine, la mia mappa Openpolis.

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

postato da garnant | 21:38 | p.link |

Fin dai tempi di Sector no Limits abbiamo accarezzato l'idea di procurarci uno sponsor per i nostri viaggi. Noi avremmo potuto mangiare tutti i giorni, e lo sponsor avrebbe avuto un'atmosfera suggestiva da associare al suo prodotto. Niente di male dunque se Ewan McGregor ha venduto l'atmosfera dei suoi famosi viaggi in moto. Quello che non capisco è come gli sia venuto in mente di di scegliere proprio un profumo. A parte il fatto che nessun viaggiatore si porterebbe mai appresso una grossa bottiglia di vetro, per di più piena di un liquido odorosp, che può rendere inutilizzabile tutto nel bagaglio, dal sacco a pelo alle mappe ai calzini. Per di più, è sconsigliabile mettersi il profumo quando si va nei boschi, perchè può attirare gli orsi. Non solo, visto che questo Davidoff Adventure ha note di mandarino, bergamotto e limone, è meglio se non lo indossate per fare un safari all'Addo Elephant Park in Sud Africa, perchè là gli elefanti sono golosi di agrumi e attaccano chiunque ne sia in possesso. E comunque, lo sappiamo tutti che il viaggiatore puzza. Lo scent of adventure in the air è un misto di varechina da ostello, condensa da tenda, polvere e gas di scarico, scarpe troppo usate e magliette messe nello zaino ancora umide.
D'altra parte, anzi proprio per tutti queste cose, sono certa, certissima, che Ewan McGregor a suo modo profuma, durante i suoi famosi viaggi in moto. E allora va bene sognare Ewan McGregor avventuroso imbottigliato, di cui cospargersi, pagando quel che costa o con un campioncino da profumeria. O va bene anche solo immaginare che lui si porti  effettivamente appresso una grossa bottiglia di vetro in viaggio, magari dentro con qualcosa di un po' più utile, che so, repellente per insetti, disinfettante, un alcolico, e che sia così abile e fortunato da riuscire a riportarla a casa intatta, vuota, o magari riempita di sabbia, terra, polvere, aria di altrove, e lo sappiamo che quelle son cose che davvero profumano.

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postato da garnant | 00:42 | p.link |

martedì, marzo 25, 2008

Freddolo polare artico.
(non mia, di L.)

postato da garnant | 19:41 | p.link |

Judi Dench che rimorchia biondine? Cate Blanchett con un quindicenne inconsistente?
Gatti morti? Ceramiche?
Eppure non mi è spiaciuto, forse per via di tutti quei dubbi assortiti. E per le inquietantissime stelline.

postato da garnant | 19:38 | p.link |

Da quando in qua a Bibbiano c'è un così bel cinema? Nel mio panorama psicogeografico, è spuntato come un fungo polistilo.
Ci ho visto No Country for Old Men, che ho ammirato per la limpida volontà nel sovvertire buona parte delle convenzioni narrative esistenti. Però mi ha annoiato tutta la trattazione sull'inevitabilità logica del male, sia nella forma della follia di Chigurh, che in quella delle laconiche riflessione del pensionato. Inoltre ho trovato distubante la somiglianza di Moss con l'attuale Nick Cave, capelli tinti, sbaffi, sguardo storto. Nel senso che mi ha proprio disturbato, impedendomi di concentrarmi sulla vicenda. Non come in E mori con un falafel in mano, dove la somiglianza del protagonista con Nick Cave era volutamente deliziosa.
Insomma, tanto di cappello e speroni a Cormac McCarthy e ai fratelli Cohen, ma non vedevo l'ora di andare a casa ad infilarmi sotto il piumone.

postato da garnant | 19:27 | p.link |

Sono andata a vedere questa mostra su Warhol, l'ho trovata ricca ed interessante ma piuttosto convenzionale. Neanche un cuscino argentato qua e là, neanche una viola elettrica in un angolo con accanto un cartello "torno subito".
La prima angusta sala, illuminata da potenti faretti fucsia e allietata da musica dei Velvet, si propone di immergere il visitatore nell'atmosfera pop, ma più che altro stordisce per la violenta evaporazione dei profumi di cui ama cospargersi il pubblico parmigiano dei giorni di festa.
Materiale fotografico, ricette, copertine di album (VU&Nico peelable strappata), fiori, barattoli, ebrei illustri, ladies and gentlemen, materiale filmato, varie ed eventuali.
Per accasciarsi, sedie barcellona.
Nel giardino i daffodil sono tutti fioriti, i bambini tirano sassi ai pavoni, e si, quelle che si vedono lontane sul costone sono mucch al pascolo.

postato da garnant | 18:59 | p.link |

Io credevo che si trattasse di suggestione metacinematografica, invece l'amico A. che mi conosce da un quinto di secolo dice che Persepolis parla proprio di me personalmente.
Sono andato a vedere quel film che hanno fatto su di te.
E non ha ancora letto il fumetto, che lo convincerà ancora di più, perchè di certo si ricorda di quando mi sono tagliata i capelli e in effetti sembravo Cosette nei Miserabili.

postato da garnant | 18:43 | p.link |

sabato, marzo 22, 2008

Ma si, è primavera e l'allergia non è ancora tornata.
Buona primavera, Pasqua, Purim (che poi era ieri) e tutto.

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postato da garnant | 19:19 | p.link |

venerdì, marzo 21, 2008

Ultimamente in pausa pranzo parlano tutti del cuore nella danza, perchè così vuole la De Filippi. Ma in questi giorni di grande sport io vorrei spendere qualche parola anche per altri organi, tutti importanti, per esempio il fegato, il pancreas, l'epidermide e le branchie.

Il fegato - Mao Asada si rialza da una caduta sul triplo axel per vincere l'oro mondiale di Goteborg

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Il pancreas - Tessa Virtue e Scott Moir, giovanissimi e splendenti, argento mondiale e promessa per Vancouver, di sicuro hanno una glicemia perfetta

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L'epidermide - Nadal suda sotto il sole di Indian Wells e prende appunti sul dorso della mano (domani le semifinali)

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Le branchie - Tania Cagnotto nuota nell'aria nelle finale euroepa dalla piattaforma dai 10 metri ad Eindhoven

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postato da garnant | 23:39 | p.link |

Sarà una mia impressione, ma questo Venerdì 12 Ominibus nel senso di tutto ma proprio Tutto con la maiuscola non contiene proprio tutto tuttissimo. Devo controllare dietro l'organo a canne, dove tengo i Rat Man Collection.
In compenso c'è questo favoloso Aldo che proprio non ricordavo.

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postato da garnant | 20:06 | p.link |

Non mi sono mai appassionata particolarmente alle questioni di gender, ma in questo libro sto trovando parecchi spunti interessanti. Christina Koever fa riferimento alla Laura Mulvey di Visual Pleasure and Narrative Cinema nella sua analisi di Buffy come eroina. Se il cinema d'azione ha sempre imposto alle spettatrici l'identificazione nell'eroe maschile o al limite nell'eroina mascolinizzata (Ripley e Sarah Connor su tutte), Buffy offre un modello identificativo nuovo, al quale Corrado Peperoni efficacemente si riferisce come diritto di essere "carina".

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Bene, lasciamo l'amato pianeta della critica per tornare nel da me più frequentato pianeta della pausa caffè.
Buffy è un personaggio che a molti risulta antipatico. Di contorno necessario Willow è simpatica, con le varianti di Tara che è amabile, e Anya che è divertente.
Io credo che l'antipatia che Buffy ispira a molti, dipenda proprio dai diritti che il personaggio si prende, rispetto ai possibili schemi di riferimento disponibili per una sedicenne WASP, che sia eroina d'azione o più tradizionalmente damsel in distress (e qui è stato divertente vedere Sarah Michelle Gellar nei panni della Daphne cinematografica di Scooby Doo - I've changed my body, protestava, sempre graziosa e quindi sempre percepita dagli altri come indifesa).
Anche senza cadere nello stereotipo della secchiona brutta e della bionda scema, ci si attende comunque che una adolescente cinematografica rientri nella definizione di impacciata, oppure di dolce, oppure di contestatrice, oppure di emarginata, oppure di intelligente, oppure di bellissima, oppure di mascolina.
Almeno uno di questi, o una combinazione di questi.
Buffy invece si prende il diritto di non essere niente di tutto ciò. Non è impacciata affatto, non ha un carattere che spicca per dolcezza, è socialmente piuttosto accomodante salvo quando si tratta del male incarnato, è integrata e persino cheerleader, non è esattamente una studentessa modello, è carina ma non bellissima, e infine non è mascolina per nulla. Allo stesso tempo ha i suoi momenti no, è dolce a suo modo, ha un'etica, è una diversa, è sveglia, è carina anche quando è infangata e spettinata, ed è atletica. Insomma, Buffy è come è, si è ritrovata così, slayer e graziosa, e rivendica entrambi. Poi certo, è contenta se la fanno reginetta del prom, ma soprattutto perchè per una volta la riconoscono e la celebrano pubblicamente anche come slayer, dunque per quello che è.
E così, proprio rappresentando di fatto un modello di identificazione nuovo, l'eroina d'azione non mascolinizzata, e non rientrando al tempo stesso in alcuno schema di identificazione familiare al pubblico, Buffy finisce per risultare antipatica.

A me Willow è simpatica, per carità, e come potrebbe non esserlo, è impacciata, intelligente, non è WASP, poi diventa lesbica e infine strega da ardere. E che deve fare di più? Quanto a Tara, poverella, come non volerle bene. E Anya fa ridere ma soprattutto è bellissima (se facesse ridere soltanto non lo troveremmo ugualmente divertente, ammettiamolo).

Ma Buffy a me è simpatica di più, e badate è simpatica non solo a me ma anche a Willow e a Tara e ad Anya, perchè essere bellina e allo stesso tempo sporca di fango di cimitero è complicato, non hai tempo per le frivolezze e allo stesso tempo sai che le frivolezze sono stupide, ma questa non è una buona ragione per negarsi il sacrosanto diritto di fare la cheerleader o la reginetta del prom. Una cheerleader amara e autoironica, d'accordo. Una reginetta slayer, certo.
E' qualcosa che di sicuro sa anche Sarah Michelle Gellar, essere bellina e allo stesso tempo un'attrice bambina e pure un'atleta come si deve (SMG è stata pattinatrice artistica di buon livello) è complicato, e allora l'unica strada è lavorare i propri muscoli, perchè si allunghino e diventino elastici, essere femminile e allo stesso tempo atleta, in modo da saper rimanere in piedi in copertina, atterrando un salchow, e sulla bocca dell'inferno.
E' qualcosa che sanno tutti quelli che per un motivo o per l'altro perseguono obiettivi tra loro diversi, finendo per non appartenere a nessun ambiente e a allo stesso tempo tutti, e per risultare un po' anomali sempre, tranne per la propria Scooby Gang.

postato da garnant | 19:41 | p.link |

giovedì, marzo 20, 2008

Radici Resistenti - 25 aprile 100 blogger

E' piacevole essere chiamati con il proprio nome. Nel senso di Veronica, non di blogger di grosso calibro (sic).

Volentieri segnalo questa call, e aderisco a questa iniziativa.
Quanto è bello l'header del sito delle mondine, con il riso nell'acqua scura. L'estate scorsa in Vietnam continuavo a raccontarlo a tutti, che anche da noi ci sono le risaie, e che mia nonna era una mondina, e cosa mi aveva raccontato, cosa si cantava e cosa si sperava in risaia. Quelli mi fissavano tra il divertito, l'incredulo e il preocuppato, perchè in Vietnam un po' tutti coltivano il sogno romantico che noi occidentali siamo tutti ricchi, e che facendo come noi la ricchezza arriverà, thank you for your business. Io ero una ricca eccentrica che sapeva un po' troppe cose sulla melma, sull'afa, e sulla rotazione delle colture. Allora arrivava il dubbio, si chiedevano, se solo due generazioni li separano dal cantare risaia, saranno poi davvero così favolosamente ricchi come crediamo? E arrivava la domanda, quella che poi li lasciava pensosi, ma nel tuo paese, quanto dello stipendio solo per vivere?

postato da garnant | 20:34 | p.link |

mercoledì, marzo 19, 2008

Ieri sera mi è capito improvvisamente di pensare a Cyril Collard, chissà perchè, mi sono detta, probabilmente ho solo visto qualcuno che gli somiglia.
E' un volto difficile da dimenticare quello di Collard.
Poi leggo questo, e io non credo alle coincidenze, non certo per motivi spirituali, ma solo perchè le coincidenze sono statisticamente improbabili.

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Le notti selvagge l'avevo visto al cinema, era il 1993. Era una notte buia, una vicenda sentimentale tempestosa, lui si lamentò tutto il tempo perché oltre all'AIDS non si preoccupavano delle gravidanze indesiderate. Io non ebbi il coraggio di consigliargli di sospendere un po' l'incredulità per concentrarsi sul problema, e cioè che Collard stava morendo e un po' anche Laura. Il cinema era di provincia e io indossavo un giacchetto di jeans, quello e anche tutte le pettinature di quella notte erano plausibili per l'epoca.
Mi ricordo che Romane Bohringer aveva capelli perfetti appena uscita dalla piscina. Io ci riuscivo benissimo a sospendere l'incredulità.

L'amica S. tenne per anni lo stand-up della locandina all'ingresso della sua mansarda, ora si è trasferita e ha un bambino.
Collard e Laura probabilmente sono ancora all'ingresso della vecchia mansarda.

postato da garnant | 19:43 | p.link |

martedì, marzo 18, 2008

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Eccomi, ho uno scaldacollo in simil-pile della Guinness (gadget di ieri all'irish pub), tutte le storie di Aldo, Giuda e Bedelia in un'unica raccolta di 300 pagine (acquisto di ieri nella fumetteria di fronte al pub), e una gran voglia di far niente.

Sono il passato che non passa, il futuro che non futa, il presente che non presa.

postato da garnant | 19:20 | p.link |

lunedì, marzo 17, 2008

Credevo che per San Patrizio avrei avuto i daffodil fioriti, e invece manca ancora qualche giorno. In compenso ho parecchia erba cipollina, un piccolo giacinto blu, e sono rispuntate da sole le erbe delle farfalle.

Happy St. Patrick's Day!

daffodil2

postato da garnant | 14:33 | p.link |

Mi piace la nuova campagna Olympics performed by Freddy, un po' Gondry un po' Tinguely, tutti gli spot, in particolare quello acquatico con Tania Cagnotto, non quanto mi piaceva la vecchia campagna Human Machine.
Forse è la preponderanza della voce narrante che mi disturba, distraendomi dalle suggestioni visive. O meglio, proprio l'umanità di queste voci, il fatto che queste atleti legittimamente vogliano e debbano raccontare la propria storia, mentre per una tragica coincidenza anagrafica e sociale e politica le loro Olimpiadi significano soprattutto morte. Questo trovo disturbante.
Cresci per anni come atleta, e sei costretto a sognare la tua consacrazione da una parte o dall'altra del muro, e oggi in mezzo al sangue del Tibet.

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I move between the fagile border between fear and dream. Lia Parolari, bellisima, una pila di piatti e stoviglie, nella campagna stampa.

postato da garnant | 13:25 | p.link |

Sono andata a vedere lo Snowshow di Slava Polunin perchè mi avevano garantito che è eccellente in caso di tristezza.
In effetti, nonostante mi sia presentata in teatro ben poco convinta, ne sono uscita piuttosto felice. Slava è poetico, e riesce ad essere evocativo ed eccentrico anche quando è prevedibile.
Ho adorato il letto alla deriva, l'addio alla stazione, e la bufera. Un assaggio qui.

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Le musiche erano qua e là devo dire piuttosto hollywoodiane (che mi aspettavo poi, tutto kletzmer?), Paolo Conte però ci voleva. Il suono non era perfetto, segnatamente dove mi trovavo io, in un pezzetto di galleria proprio sotto il ben poco poetico neon dell'uscita di sicurezza. Ad un certo punto la porta ha scricchiolato, e io speravo che fosse un clown che veniva a prendermi per portarmi via, invece purtroppo era solo la maschera.
Io adoro interagire con gli attori, quando ho la fortuna di poter andare ad uno spettacolo di Enrique Vargas non vedo l'ora di togliermi le scarpe. Una volta mi hanno fatto anche pigiare l'uva. Quindi sarei dovuta essere in platea, ma quando uno è triste non spende i soldi per la platea.

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Comunque, in galleria c'era caldissimo e umidissimo e le tende puzzavano di muffa. Per fortuna poi è nevicato ed è arrivata fin lassù l'aria fredda.

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Ora vi dirò cosa ci ho visto io, nello spettacolo di Slava. Ci sono cinque uomini, sono vestiti strani, ma lo siamo tutti. Sono vestiti di stracci, lo siamo un po' tutti, sono per strada, e nevica. Hanno un bidone per fare il fuoco, hanno un pesce, e la luna. Parlano. Diventano amici. Lavorano. Hanno un posto dove dormire. Sognano. Hanno un vita sociale un po' storta e al telefono. Ricordano una donna. Partono, ma si portano sempre dietro casa, poi e nevica. Una bufera di neve, e uno di loro è esattamente in mezzo alla bufera di neve, e ci siamo anche noi. Siamo nel sogno, tant'è che anche se non giochiamo con il sole la luna e i pianeti, queilli ci rimbalzano in testa comunque.

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postato da garnant | 13:04 | p.link |

A settembre scorso in Vietnam è diventato obbligatorio, anche sulle strade urbane, il casco per i conducenti e passeggeri di ciclomotore. Ero curiosa di sapere come fosse andata, considerato quanti conducenti e passeggeri di ciclomotore ci sono in Vietnam, e come, e perchè.

A quanto pare, il provvedimento viene rispettato.

postato da garnant | 12:58 | p.link |

domenica, marzo 16, 2008

Free Image Hosting at www.ImageShack.us Possiamo ascoltare la voce di Joe Strummer ogni volta che vogliamo. E' molto semplice, oggi persino lo sforzo fisico è limitato, è sufficiente una leggera pressione delle impronte digitali, non serve più l'analogico sclunc, e neppure il pollice opponibile per alzare il volume.
Eppure non mi aspettavo che ci fosse così tanto la voce di Joe Strummer, nel documentario di Julien Temple. Certo, mi aspettavo i concerti, le incisioni, le interviste, ma non quel fiume di parole, dalle registrazioni dei programmi radiofonici. Strummer parla di sé, e io non credevo che questo fosse più possibile. Credevo che Strummer avrebbe continuato a cantare per noi, e che questo avrebbe dovuto bastarci, ci sarebbe bastato, certo. Ma ora ci parla anche, e lo fa con quell'accento che capivamo non tanto, nell'epoca in cui i Clash hanno iniziato a significare qualcosa per noi, poi il tempo è passato e abbiamo viaggiato e studiato e ascoltatato ascoltato ascoltato, e ora è un accento terribilmente familiare, e si potrebbe scrivere la storia di ognuno di noi a partire da quanto non lo capivamo fino a come ci fa sentire oggi.
Dunque sono grata a Julien Temple per tutto, e ai curatori della versione italiana per aver rispettato la voce, le voci di tutti in effetti, con l'aggiunta di sottotitoli ben fatti.

postato da garnant | 15:52 | p.link |

Sempre perchè credevo di aver imparato tutto quello che c'era da imparare da Karate Kid, ieri mi sono stupita di una nuova illuminazione. Credevo che fosse una buona idea considerare le faccende domestiche del sabato come un esercizio zen, dai l'aspirapolvere, togli l'aspirapolvere, e invece la cosa più saggia da fare è procurarsi un discepolo che si occupi delle faccende per noi.
Miyagi sensei, avrai sempre qualcosa di insegnarmi ad ogni replica.

postato da garnant | 13:22 | p.link |

Ho fatto shopping, ho comprato uno di questi lampadari (decidede voi quale).

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Ferruccio Laviani l'ha disegnato per ricordare una bolla di sapone cangiante (oppure, dico io, una Crystal Ball).

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A me ricorda soprattutto un lampadario di metallo che faceva parte dell'impossibile arredamento anni 70 che c'era a casa mia negli 70, stava appeso sul tavolino basso di vetrro su cui mi schiantai di faccia nel 1977 saltandod al divano, con gran spargimento di sangue sulla moquette bianca a pelo lungo. Mi ricorda anche il lampadario di cristallo di Murano che i miei comprarono per la casa nuova, completamene trasparente, mi piaceva perchè si vedeva la lampadina, il mio ex moroso slavista lo criticava sempre secondo lui lo scopo di un lampadario era schermare la luce, e come può qualcosa di trasparente schermare la luce (l'ex moroso slavista non capiva niente delle figure retoriche dell'arredamento, non gli piacevano neanche i bicchieri con la bolla d'aria impriginata nella base). Comunque poi un giorno è precipitato dal soffitto, l lampadario, non l'ex moroso slavista, quello a quanto pare ad un certo punto è stato colpito da un ramo spezzato da un fulmine, ma credo sia ancora vivo, e ci siamo ritrovati il salotto mitragliato da un miliardo di frammenti di cristallo. Per fortuna in quel momento non c'era nessuno. E niente paura, il mio nuovo lampadario Kartell è in metalcrilato.

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Poi ho comprato questo libro, con il quale mi sto struggendo di ricerca accademica.
Per esempio notate il titolo di questo saggio con nota a pié pagina.

L'apocalisse cone Weltschmerz.
Le radici culturali di Buffy*
di Franco La Polla

*Questo saggio, che qui viene anticipato per la cortese concessione dell'autore, fa parte di un più ampio lavoro in corso di preparazione.

postato da garnant | 13:02 | p.link |

sabato, marzo 15, 2008

You seem incredibly far away from me, like someone on the other side of a lake. A dot so small that it isn't male or female or young or old; it is just smiling. Who I miss now tonight? is Elizabeth, Kelda, and Jack Jack. they are dead, of this I can be sure. What a tremendously sad feeling.
I must be the saddest swim coach in all of history.


Miranda July - "The Swim Team", in No One Belongs Here More Than You

Con il resto del racconto, è ancora più bello.

postato da garnant | 13:20 | p.link |

Abbiamo parlato tutta la sera del costo di badanti, asili, ticket sanitari e persino della procedura per ottenere il pin della propria pagina INPS.
Iggy Pop l'aveva detto che col tempo si smette di sognare elefanti rosa e si finisce per avere incubi sul commercialista.
Per fortuna la musica nel locale era alta quindi speriamo che non ci abbia sentito nessuno. Anzi, siamo sicure che non ci abbia sentito nessuno, visto che non siamo state invitate ad andarcene.

postato da garnant | 13:16 | p.link |

giovedì, marzo 13, 2008

Get well soon Patrick Swayze

postato da garnant | 23:49 | p.link |

Berlusconi dice che non abbiamo proprio senso dell'umorismo, la sua era una battuta. Il fatto è che è vecchia, l'avevamo già sentita, per questo non ci ha fatto ridere.
Mi è capitato di sentirla diverse volte negli anni in ambiente lavorativo (anche in ambiente lavorativo comunistone), vuoi soldi, allora sposa uno ricco.
E in generale, ce l'hanno ripetuto un po' tutti da quando siamo nate, più o meno scherzosamente. Vuoi sistemarti? Sposati uno ricco.
E' vecchia. Risale alla notte dei tempi della società patriarcale.
Ad un certo punto io l'amica E. avevo anche deciso di provare, ci eravamo messe a fare le volontarie in un canile confinante con il golf club. Immaginavamo che un giorno ci sarebbe scappato un cane e noi lo avremmo rincorso sul magnifico green delle terre di Canossa, e saremmo cadute tra le braccia un riccone. Ovviamente cani ce ne scapparono a decine, ma non riuscimmo ad accalappiare nessun riccone. Io misi gli occhi su un altro volontario che amava giocare con gli spinoni, aveva i capelli lunghi biondi incrostati di fango, e indossava stivali di gomma verde. Devo avere ancora il diario scolastico in cui l'amica A. disegnò gli stivali di gomma verde sulla pagina del giorno successivo in cui sarei andata in canile.
Si, ero in quinta superiore. In quinta superiore, e adesso ho gli anni di Cristo, quindi hai capito Berlusconi da quanto tempo ci sentiamo ripetere questa lagna dello sposare uno ricco. E' impossibile continuare a trovarla divertente.
Comunque, sarà anche la rivoluzione conservatrice che dice Fini. Ma Matthew Cuthbert votata conservatore, si, quel Matthew Cuthbert di Anna dai capelli rossi, pubblicato nel 1908, eppure consigliò ad Anna di studiare per diventare insegnante, perchè era importante secondo lui, al giorno d'oggi, che una ragazza fosse in grado di mantenersi da sola.
Chissà come se le immaginava, Mary Maude Montgomery, le battute divertenti del 2008.

postato da garnant | 21:33 | p.link |

mercoledì, marzo 12, 2008

Sto recuperando Peach!, di Keiko Ichiguchi, ed è una delizia leggere un manga ambientato a Bologna, per di più ai tempi in cui si faceva la fila in segreteria. Di Keiko avevo già parlato piuttosto confusamente qui.

postato da garnant | 20:52 | p.link |

Ricordate la faccenda delle cimici nella bandiera della pace, ecco, L. l'ha tolta dal balcone e ha detto che insieme alle cimici c'era anche una coccinella. Sarà un buon segno. Ma per colpa mia probabilmente la coccinella è morta di freddo. Tra l'altro la rosa è morta l'anno scorso mangiata dagli afidi perchè non c'erano abbastanza coccinelle, e perchè io mi ero stufata di eseguire periodicamente la procedura biodinamica consigliata dal macellaio biologico (bruciare un ramo coperto di afidi e spargere le ceneri sulla pianta, funzionava, gli altri afidi fuggivano terrorizzati, una esperienza macabra).

In tutto questo, si vocifera che Johnny Depp abbia lasciato Vanessa Paradis per Keira Knightley, ma secondo me è solo una montatura di quei poveretti che non sapevano niente di Depp prima dei pirati dei Caraibi, che comunque sarà anche mainstream ma è una noia mortale, il primo episodio l'ho visto al cinema e non ricordo assolutamente niente. Questo è strano, perchè di solito ricordo almeno la parte romantica. Forse non c'era una parte romantica. Ora chiedo.

Garnant - L., c'era una parte romantica nel primo pirati dei Caraibi?
L. - E lo chiedi a me?
Garnant - Magari lo sai per sentito dire...
L. - Credo un po' di romanticherie tra Keira Knightley e Orlando Bloom.
Garnant - E Johnny Depp cosa c'entra?
L. - Niente.
Garnant - Come niente?
L. - Niente nella parte romantica..
Garnant - Bah!

Tutto questo mi ricorda che c'è stato un altro film che ha sdoganato Depp per il grande pubblico, in particolare il grande pubblico femminile, Chocolat. Pure quello lo andai a vedere al cinema e mi annoiai abbastanza a morte, ricordo una parte romantica, era era una banalità. L'amico S., che tende a dimenticare le parti romantiche dei film, di Chocolat ricorda solo che montavano una porta e c'era una zattera.

A questo punto vi propongo il dilemma del primo Terminator.

Domanda 1
Avete presente la romanticissima scena di sesso nel primo Terminator?

Si - Procedete con la domanda 2
No - Ma come no? Dovevate rivedere Terminator stando più attenti invece di andare a vedere Chocolat, che tanto era un film inutile, e del quale adesso ricordate solo che montavano una porta e che c'era una zattera.

Domanda 2
Considerate la scena di sesso nel primo Terminator la meravigliosa chiave di volta dell'intera vicenda?

Si, è ovvio - Siete Garnant
No, il film è bello uguale anche senza dilemmi temporali romantici - Siete L. o l'amico S.

Comunque, nel secondo episodio dei pirati dei Caraibi mi sono addormentata sul divano dopo dieci minuti, e quando mi sono svegliata alla fine c'era il Doctor Zoidberg con un cappello da pirata.

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postato da garnant | 20:32 | p.link |
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