Garnant

giovedì, giugno 28, 2007

Cosa mi metto sabato sera al Frunz?

postato da garnant | 22:27 | p.link |

martedì, giugno 26, 2007

Leggere Neil Gaiman prima di dormire mi ha fatto tornare la paura di dormire con la luce accesa, come avevo da piccola. Perchè se è buio è buio, inutile preoccuparsi e buonanotte, ma se la luce è accesa allora potrebbe apparire qualcosa di orribile.
Devo decidermi a far allungare il filo della peretta della luce, non ci arrivo.
E dopo aver letto Neil Gaiman ho paura di alzarmi con la luce.

postato da garnant | 21:13 | p.link |

Sono andata in trasferta aziendale in un'altra regione. Telepass, carta carburante, rimborso pranzo, la nostra tecnologia, tecniche di comunicazione, Desmond Morris, tutto.

Alla fine il cliente mi dice sa, noi qui, in questa regione, abbiamo la cultura del tempo libero.

Ora da un lato è un complimento. Per quanto io mi trovi disperatamente fuori posto in questi meccanismi con i quali mi guadagno il salario, da fuori non sembra, la gente ci casca.
Dall'altro lato significa però che non rimane molta speranza, e che di questo passo qui, nella motor valley emiliana, dove capisci che sei arrivato dalla puzza di sisso, ma anche e sempre più spesso dalle auto sportive con la targa provvisoria appesa storta che ti sorpassano ai duecentoventi con il limite dei settanta, di questo passo finiremo per non poterci più vantare a nostra volta, come ci piace vantarci con milanesi e veneti, della nostra, di cultura del tempo libero.

postato da garnant | 20:22 | p.link |

Qualcuno mi sa spiegare perché alla fine degli articoli di Vanity Fair c'è il tempo di lettura previsto, in minuti, come nei miei vecchi libri dei compiti per le vacanze delle elementari?

postato da garnant | 20:03 | p.link |

lunedì, giugno 25, 2007

Questo pomeriggio intorno alle 17 me ne stavo sotto la tettoia di un tristissimo Sarni all'altezza di Nogarole Rocca, con in mano un pacchetto di Tuc. E pensavo, dove ho sbagliato.
Poco più in là, tre commerciali in blu e celeste paragonavano i rispettivi cellulari. C'erano anche un uomo e un cane di piccola taglia, entrambi dall'aria un pochino ottusa, solo un pochino, in realtà l'uomo sembrava gentile e aveva preparato una ciotola d'acqua, e il cane ha alzato la testolina al mio passaggio.
Facevano 34 gradi, secondo il termometro dell'auto aziendale.
Intorno erano tutte balle di fieno.

postato da garnant | 22:08 | p.link |

domenica, giugno 24, 2007

Arkady, se tu fossi mainstream i commessi della Feltrinelli non mi tratterebbero con condiscendenza.
D'altra parte, Arkady, L. dice che non diventi mainstream solo perché hanno fatto un film su di te una volta negli anni 80. No, neanche se c'era William Hurt.
Ma Arkady, per una volta che voglio leggere un thriller, nell'epoca dell'individualismo e della libertà, perchè non posso scegliere io quale?
Sto scherzando Arkady, lo so che l'identità post-moderna era una identità di per sé in dissoluzione, e nel frattempo la gente in mancanza d'altro ammira Luca Cordero di Montezemolo.
Che dire Arkady, penso che neppure a te interessino i misteri pseudocattolici pruriginosi, o l'Africa raccontata da un bianco a cui non piace angosciarsi troppo.
Arkady, se la globalizzazione fosse davvero una cosa buona, avrei potuto ordinarti su Amazon.com senza temere la tassa di 10 Euro ogni volta che arriva un pacco da oltreatlantico, la tassa che trasforma una spedizione normale in raccomandata, per gonfiare le spese postali in dogana.
Insomma Arkady, mi consolo pensandoti ancora a Mosca, fino a quando la grande distribuzione si degnerà di raggiungermi, dopo avermi fatto promesse dolenti e romantiche attraverso una rivista dalla parrucchiera.
Ma non temere Arkasha, ho imparato a non citare la Achmatova in pubblico, e progetto di passare inosservata, prenotando allo stesso tempo l'imminente Harry Potter.

postato da garnant | 13:37 | p.link |

sabato, giugno 23, 2007

Attorniata di giapponeserie ho l'incoerente sensazione di aver posseduto una bambola kokeshi da piccola, nello stesso periodo in cui in casa c'erano le matrioske, di legno chiaro dipinte di rosso, oggi so che  che portavano l'abbigliamento tradizionale da contadine. Mi piaceva giocare solo con la più piccola, perchè era tutta intera di legno solido, e non aveva interruzioni nel colore e incastri pericolosi di legno che fosse necessario saper avvitare.

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postato da garnant | 16:45 | p.link |

Gli studi su Birth Order and Intelligence concludono più o meno che i primogeniti che hanno un QI più alto, per via del più alto rango sociale avuto nelle famiglia di origine, ma che tanto poi un QI alto è abbastanza inutile nella vita.
Per esempio si può avere un QI a misura di Mensa, e non riuscire a trovare il modo di procurarsi uno stipendio decente. Oppure avere un QI a misura di Mensa, ma sentirsi nella testa un cricetino che corre nella ruota, e spesso il cricetino non ha voglia di correre, oppure è stanco e si limita a muovere la ruota avanti e indietro dondolando una zampetta.
Oppure, elefanti rosa in bicicletta su saliscendi tortuosi.

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postato da garnant | 14:30 | p.link |

venerdì, giugno 22, 2007

Maestra di danza - Anche se è estate e non c'è lezione, mi raccomando continuate ad esercitarvi nei giri, altrimenti li perdete.

Garnant si esercita nei giri, a casa.
Gi-i-i-i-ra. Pirouette!

L. - Fai lo spiedo?
Garnant - ...

postato da garnant | 09:53 | p.link |

giovedì, giugno 21, 2007

Sarà stata la trebbiatura, con le sue nuvole di polvere e insetti, sarà stata la recente invasione dei parassiti delle querce, questa mattina ho visto una coppia di upupe nel parco dietro casa. Si, si lo so che l'upupa è l'uccello del malaugurio, infatti in Africa l'ho vista bere dalla pozza di acqua stagnante sopra la quale ronzavano zanzare probabilmente malariche, e quella pozza si trovava esattamente di fronte alla porta del mio rondavel (capanna tonda con tetto di paglia), ed era causata da una fontanella rotta, unica pozza di acqua stagnante in tutto il parco Kruger dove non pioveva da mesi essendo la stagione secca. No, ovviamente c'erano altre pozze di acqua stagnate al Kruger, ma non a due metri dal mio letto, dove io dormivo fissando il soffitto di paglia ad occhi sbarrati, finché mi stancavo perché guardare ad occhi sbarrati attraverso la zanzariera bianca appesa sul letto è faticoso, e poi in Africa si va a dormire presto, perchè la notte fa paura, e ci si sveglia presto contenti che arrivi la luce e se vada l'anofele, o anche prima con i l buio e i pipistrelli con l'ambizione di vedere gli animali, che poi però fanno quello che vogliono e magari si fanno vedere imprevvisamente a mezzogiorno. E uno pensa, almeno i pipistrelli mangeranno e zanzare, e invece no, sono pipistelli della frutta, dormono appesi al tetto del rondavel, e mangiano solo frutta quindi non hanno il sonar perchè non gli serve, così se ti muovi al buio loro si spaventano e finisce che uno ti tocca il collo. Di conseguenza vi posso dire che i pipistrelli della frutta hanno le ali morbide.
Comunque l'upupa sarà anche l'uccello del malaugurio, ma è molto carina, e le due che ho visto questa mattina erano particolarmente grandi e belle, e mi sono potuta vantare dell'avvistamento con il pericoloso programmatore ornitologo, il quale ha avuto un primo momento di incredulità, ma poi ascoltato il mio racconto, subito l'avevo scambiata per una ghiandaia, ma aveva il becco ricurvo, frullando le ali si è posata su un alberello, allora un'altra si è alzata dall'erba sollevando la cresta e l'ha raggiunta, ha dovuto riconoscere la superiorità della mia esperienza di bird watching, anche se lui una volta ha visto otto upupe all'oasi lipu del Po. A proposito del Po, dell'acqua e di questi argomenti emiliani, perchè dovete sapere che i bambini emiliani sudano parecchio prima di imparare a scrivere Po, senza accenti e senza apostrofi, spero che abbiate visto il servizio di AnnoZero, bello tranne la vocetta petulante dell'acqua che si lamenta. Le piene, le idrovore, gli sprechi d'acqua in agricoltura, i furti di sabbia su larga scala. Che è un po' come il discorso sulle spie dello standby, certo si risparmia elettricità, ma se poi si usa lo spremiagrumi elettrico e si fanno due ore di straordinario al pc per farsi belli agli occhi della direzione, vediamo un po' chi ci ha guadagnato. Così io riciclo l'acqua del germogliatore e la uso per annaffiare le sulfinie, certo, mentre sul singolo contadino che piange secchezza speculano venti personaggi tra amministratori che amminsitrano più che altro i proprio interessi, ispettori corrotti e ladri comuni.
Detto questo, torniamo all'upupa, che in Emilia quando mia nonna era piccola era un uccello comune, infatti ci sono i detti in dialetto, e portava la primavera ma qui siamo già al solstizio d'estae, ed in ogni caso a Montale (Ossi di Seppia).

Upupa, ilare uccello calunniato
dai poeti, che roti la tua cresta
sopra l'aereo stollo del pollaio
e come un finto gallo giri al vento
nunzio primaverile upupa come
per te il tempo s'arresta
non muore più il febbraio
come tutto di fuori si protente
al muover del tuo capo,
aligero folletto e tu lo ingori.

postato da garnant | 22:52 | p.link |

mercoledì, giugno 20, 2007

Pensavo che le nuvole bianche sulle lenzuola azzurre fossero disposte in modo così schematico e regolare perché si trattava di lenzuola economiche finto bassetti. Su quelle costose vere bassetti le nuvole sono irregolari e imprevedibili.
E invece può esserci davvero il cielo così, c'è proprio adesso.

A proposito di clima. Siamo sopra i trenta gradi. Negli uffici i condizionatori sono sempre accesi con la ventola al massimo. In generale sprechiamo energia con noncuranza da cicale, in particolare con le spie dello standby del televisore. Non abbiamo voluto le centrali nucleari e così ora dobbiamo comprare l'energia a caro prezzo dai paesi che hanno le centrali nucleari.
Insomma ci siamo impegnati per ottenere un bel blackout, dov'è? Cosa dobbiamo fare per ottenerlo? Aumentare le spie dello standby? Un bel blackout che ci costringa tutti una volta tanto ad un pomeriggio al parco, sotto l'ombra di un grande albero, a leggere un bel libro.

postato da garnant | 21:02 | p.link |

Dovreste vederli, gli umarells che assistono alla trebbiatura, da bordo strada in equilibrio sulla bici con la canna, sorreggendosi con una mano al lampione comunale, incuranti delle zanzare tigre. Avrei voluto fotografarli, ma non avevo la macchina fotografica e neppure un cellulare moderno, e comunque se avessi abbassato il finestrino della macchina sarei morta per via della nuvola di polvere che avvolgeva la mietitrebbia.

Il mese procede secondo i ritmi della luna. Da quando è luna è crescente l'aria è satura di muffa e polvere di foglie e chicchi e terra. Domani è il solstizio d'estate, festeggiano i pagani, poi c'è la notte di San Giovanni e festeggia chi sa qualcosa di campagna, si mangia all'aperto per prendersi addosso la rugiada magica (uno si consola dell'umidità estiva come può). Poi tra dieci giorni è luna piena, ed è atteso l'arrivo del piccolo E., che non troverà solo gente sudata che mangia tortelli e un'atmosfera allegramente arcana, ma anche un baby monitor con rivelazione di qualsiasi tipo di movimento, compresi quelli respiratori.

postato da garnant | 20:29 | p.link |

martedì, giugno 19, 2007

Dopo alterne vicende, finalmente mi sono impossessata del boxset di Circus Live. Non solo la versione UK Import è in bel cartoncino e contiene il sospirato booklet di 48 pagine con foto del tour e artwork di Dave McKean, ma ha anche un buon odore.
In questa felice occasione, vorrei ricordare il postino (o doganiere) ladro che ha rubato la prima spedizione verso casa mia e che prima o poi sarà vittima della mia vendetta, e gli impiegati di Amazon che sono andati uno dopo l'altro giù in magazzino a controllare quante pagine avesse il booklet e non sono più tornati, poveretti.

Anche What's Welsh for Zen ha un buon odore e un artwork di Dave McKean.

Qui potete leggere l'opinione di Neil Gaiman su tutto questo in generale.

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postato da garnant | 22:54 | p.link |
john cale

domenica, giugno 17, 2007

L'unica cosa utile delle trasferte aziendali in estate è che gli occhi si riposano a guardare il mondo esterno tutto verde.

Visto che la stagione tennistica dell'erba è iniziata, sono andata a comprare un tubo di palle e mercoledì per coerenza formale si gioca sull'erba sintetica. Ho toccato l'abituccio parigino della Sharapova, e nel caso ve lo foste chiesti si, è davvero di tulle. Quest'anno va molto il retato, la faccenda si fa imbarazzante. Poi addosso a Nadal non sembra perchè uno si distrae, ma le magliette Nike di quest'anno da uomo sono uguali alle uniformi della flotta stellare, seconda stagione di TNG.

Ho fatto i brownies e sono venuti bene. Il fudge invece l'ho un po' sbagliato, si sentono i cristalli di zucchero. Ho disposto sul tavolo i brownies, il fudge, e una confezione di isostad in polvere.

Sarà una settimana opprimente di giorno e traspirante di sera.

postato da garnant | 22:44 | p.link |

Anche io come il protagonista di Namesake ho letto Il Cappotto di Gogol in treno. Per la precisione si trattava di un millelire, pubblicazione tascabile economica in voga una dozzina di anni fa. Conteneva Il Cappotto e Il Naso, e l'amica F. l'aveva scelto come lettura durante l'interrail, perchè ben si adattava alle esigenze pratiche, intellettuali, e frugali del nostro viaggio. Ricordo che lessi Il Cappotto sul treno che lasciava Oslo verso nord. Alla seconda settimana di viaggio ricordavo ancora il sapore di un pasto completo. Ma il divario tra le nostre finanze e il costo del cibo era sempre più allarmante, la temperatura scendeva, e il treno correva veloce verso una terra lontanissima una volta giunti nella quale si trattava poi di tornare anche indietro. La fame mi obbligò a prendere il Cappotto molto sul serio. La critica sociale, il gusto del grottesco, la bizzaria dei personaggi, durante quel viaggio in treno sfuggivano ai miei percorsi mentali tutti concentrati sull'atavico terrore della carestia. Ricordo che rabbrividii, al descrizione del cappotto liso sulle spalle di Akaky Akakievic. La rinuncia al té serale somigliava terribilmente alle mie tazze di té ottenute da bustine economiche immerse direttamente nell'acqua calda del rubinetto, e altro che candele, nei dormitori degli ostelli la luce veniva spenta ad orari stabiliti, e buonanotte.
Diversamente dal protagonista di Namesake, di quella notte sul treno, non drammatica ma comunque interessante, e anche importante, non ho fatto un gran motivo conduttore delle mia vita. Né cito ostinatamente Gogol ad ogni rivolgimento di intreccio.
In questo ho visto un difetto di Namesake, insistere artificiosamente sul motivo conduttore.
O forse è solo invidia, dell'avere un motivo conduttore in una trama ordinaria.

postato da garnant | 21:54 | p.link |

giovedì, giugno 14, 2007

Alienazione sull'A22.

postato da garnant | 22:36 | p.link |

martedì, giugno 12, 2007

Volevo solo dire che in questo momento qui c'è l'88% di umidità esattamente come a Saigon.
Certo a Saigon ci sono 26 gradi e qui 20, ma non è questo il punto. Il punto è che di certo a Saigon non andrò prima in banca a litigare (almeno spero), poi in ufficio per nove ore, e di seguito non farò la spesa settimanale e infine la sbarra a terra.
Credo che la mia impronta sia ancora là sul pavimento di vinile.

postato da garnant | 21:18 | p.link |

domenica, giugno 10, 2007

Che dire delle amate sale cittadine che chiudono in favore dei puzzolenti multisala in mezzo alle rotatorie della periferia? Niente, non vorrete leggere una delle mie solite lagne.
Anche perché Nadal ha appena vinto il suo terzo Roland Garros e io domani mattina ho preso un permesso per fare cose molto più divertenti che lavorare (andare in banca, dal carrozzaio, e in lavanderia), quindi sono di umore eccellente. Tra poco poi vado a cucinarmi pollo al limone con patate.
Lo storico Nosadella di Bologna ha chiuso lo scorso 27 maggio, con una proiezione di addio a mezzanotte, Little Miss Sunshine. Io non ci sono andata perché ultimamente mi ero già intristita per l'abbattimento del pioppeto dove da piccola immaginavo abitassero le farfalle color corteccia, per la chiusura del ponte sull'autostrada al quale ero più affezionata, e per il fatto che la mia vigna preferita, che vedevo dalla finestra della ditta dove lavoravo dieci anni fa, mia unica consolazione visiva, è stata estirpata qualche settimana fa proprio mentre stava mettendo le foglioline primaverili. E poi Little Miss Sunshine l'avevo già visto. Al Nosadella.
Mi limito dunque a segnalarvi questa installazione dell'artista bolognese Jonson Been, alla quale pensavo oggi pomeriggio mentre portavo fuori la raccolta differenziata.

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postato da garnant | 20:07 | p.link |

Per sdrammatizzare la visita in ospedale, l'amica E. aveva deciso di indossare un paio di crocs color fucsia. Ma piovevano goccioloni che sarebbero entrati dritti attraverso i buchi, e quindi ha rinunciato. L'amica F. dall'ospedale mi scrive messaggini notturni allarmati, perchè dallo spiraglio della porta vede andare su e giù la dottoressa R., che quindici anni fa era la compagna di classe S., per la quale gentilemente acquistammo birra analcolica Tourtel altrimenti lei si sarebbe rifiutata di partecipare alla catartica festa di fine liceo con falò di quaderni sul greto del fiume. Noi con pazienza le comprammo la Tourtel, e lei neppure l'assaggiò, limitandosi a lamentarsi di questo e di quell'altro.
Tra ginocchia da riparare, denti da visitare, bambine da aspettare, ALT da da ripetere, si avvicina l'estate.
La polisportiva ha festeggiato la chiusura delle attitivà con tradizionale obbligatorio gnocco fritto.
I vetri del centro danza sono stati tutti puliti, dalle foto incollate, dalle impronte di dita sugli specchi. Le tende sanno di fresco. Le uniche bimbe rimaste sono quelle che ci guardano con sussiego dall'alto delle loro punte rosa.
Continuano le tappe di avvicinamento al Vietnam. Le email vanno avanti e indietro. Ora ho una stanza che mi aspetta a Saigon, ne ho chiesta una non troppo rumorosa, si saranno fatti due risate, però mi hanno risposto molto gentilmente.

Colleghi e conoscenti si dicono preoccupati, perchè vado sempre in posti dove c'è la guerra (sic).

Non ho capito se intendono la guerra dei libri di scuola, quella fatta di date di battaglie da imparare a memoria, e comprensibilmente alle date della guerra americana non c'è arrivato nessuno con il programma di quinta. Oppure la guerra del telegionale, dove irrazionali uomini di altri colori si uccidono brutalmente, nonostante le nostre eroiche missioni di pace e le nostre uccisioni tecnologicamente più progredite.
Per gli stessi motivi non sono mai riuscita a convincere colleghi e conoscenti che in Sud Africa dove sono stata l'anno scorso non c'era alcuna guerra, e che in quanto bianca (oddio, bianca, latina, che è un po' diverso) potevo tranquillamene girare per strada senza problemi. Per quanto riguarda l'Africa, persino i conoscenti più raziocinanti tendono a pensare che la tratta degli schiavi e poi le spartizioni colonialiste, con armamento delle etnie che più facevano comodo, siano orami fatti troppo lontani nel tempo, da essee presi in considerazione.

"E secondo te cos'è la tratta degli schiavi? Non è forse un'altrettanto vergognosa Shoa, aggravata a dismisura dal fatto che non originava dall'impeto razzista di un capopopolo pazzo, bensì da un lucido e spietato piano economico lla realizzazione del quale, per secoli, hanno contribuito centinaia e migliaia di europei e americani..."
"Oggi si dice occidentali" lo interruppi
"Centinaia e migliaia di occidentali fin troppo sani di mente, perfettamente consapevoli di quel che stavano facendo e convinti di poterlo fare nel nome di Dio?
"Questa è un'argomentazione forte. Ti proporrò come primo Portavoce della Razza Negra."
"Secondo. Abbiamo già Bono"


Sergio Ramazzotti - Afrozapping. Breve guida all'Africa per uomini bianchi.

postato da garnant | 15:30 | p.link |

venerdì, giugno 08, 2007

In realtà la mia scarsa propensione all'aperello post-ufficio non viene tanto dal fatto che più che di vita sociale si tratta di vita aziendale, né dal fastidio per il fighettame in genere. Il fatto è che l'aperitivo mi priva della cena, e io detesto essere privata della cena. I colleghi milanesi replicano ah, ma è perché sei abituata a mangiare. Si, scusate.

Garnant - E tu perchè detesti l'aperitivo?
L. - Non è la mia idea di cibo.
Garnant - In che senso?
L. - Il fatto è che non puoi servire una fiorentina con uno stuzzicadente piantato sopra.
Garnant - ...

postato da garnant | 23:38 | p.link |

giovedì, giugno 07, 2007

Piccole ballerine di otto anni
(al saggio)

Bimba1 - Però le gare di nuoto sono più emozionanti.
Bimba2 - E' vero.
Bimba1 - Merda!
Bimba2 - Merda anche a te!

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Piccole (di statura) ballerine di troppi anni
(dopo la lezione)

Garnant - Nooo! Ho una scarpa slacciata.
F. - Fossi in te la terrei così.
Garnant - Infatti. La allaccio poi quando arrivo alla macchina e devo piegarmi per forza per salire.

postato da garnant | 22:07 | p.link |

martedì, giugno 05, 2007

Thierry Champion! Che il commentatore della BBC chiamò Champignon mentre io davanti alla tv mangiavo uova fritte baked beans, e la piccola padrona di casa giocava sul tappeto con la sua famiglia di cinghiali peluche!
Era il Wimbledon del 1991, io ero nel Kent, e ogni giorno conversavo a proposito della probabilità di pioggia.
Questi doppi al Roland Garros, Legends over 45 (c'è persino Nastase) e Legends under 45 (Champion gioca con Pat Cash) mi spiazzano.

postato da garnant | 21:41 | p.link |

lunedì, giugno 04, 2007

Con cover di John Cale e Franz Ferdinand, qui.

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postato da garnant | 23:03 | p.link |
john cale

domenica, giugno 03, 2007

Pazientemente sto coltivando in balcone il coreopsis per attirare le farfalle, ma oggi è arrivata comunque l'invasione delle vespe carnivore, che a centinaia hanno ronzato per ore ispezionando le mie finestre. L. alla fine le ha scacciate spruzzandole di ben poco ecologico lubrificante per contatti (le vespe carnivore odiano lo svitol).

Raramente ricevo fuori, perchè non so perché tutti si fanno l'idea che io i fiori me li mangio.
Mmhhh... fiori di zucchina!
Già che ci sono mi propongo il marzo prossimo di pralinare le violette del terrazzo.

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Capisco anche che siano poco incoraggianti i miei commenti a proposito del fatto che le calle in Africa crescono anche negli spartitraffico.

Comunque ora vado a cercare la ricetta per la grappa di rose.

postato da garnant | 19:13 | p.link |

sabato, giugno 02, 2007

Le OS-tan dei sistemi operativi che uso hanno tutte un'aria perbene...
... ecco qui 95chan, 2kchan, MacOSchan, e Linuxchan.

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postato da garnant | 13:49 | p.link |

Capisco la bellezza dei campi di grano gialli e luminosi sotto il cielo cupo, se fosse diluviato in questo modo quando serviva a me, e cioè un mese e mezzo fa, sui campi ancora verdini e pollinosi, l'effetto non sarebbe stato altrettanto artistico. Ma almeno avrei avuto potuto respirare l'aria.

postato da garnant | 12:17 | p.link |

venerdì, giugno 01, 2007

Avere una sarta dell'est farà anche molto bolshoi, ma con tutti questi chilometri di tulle sintetico color lilla pallido e raso sintetico color verde acido, mentre fuori grigiamente piove, e l'umidità macchia di scuro i muri della polisportiva e solleva il contropavimento in legnoresina dell'ufficio, mi chiedo se io stia vivendo una mestizia socialista oppure postliberista.
Poi capisco che per nessuna ragione si debbano lavare le mezze punte. E che per fare uno chignon che stia su i capelli debbano essere sporchi. E sono la prima a dire che uno spogliatoio come si deve bisogna che puzzi almeno un po'. Però confesso, non vedo l'ora di mettere tutto in lavatrice, farmi uno scrub total body, versarmi in testa un flacone di shampoo e di seguito uno di scivolosissimo balsamo, e senza più controindicazioni da scarpette o pattini, tagliarmi finalmente le unghie dei piedi.

postato da garnant | 12:05 | p.link |