venerdì, aprile 27, 2007
Tanti saluti io me ne vado per un po' in Maremma.
Intendo inzaccherarmi gli stivali e gli speroni, immergermi nelle acque sulfuree, e mangiare quello che mi va senza dover sempre adattare i tempi di digestione agli orari dell'ufficio. Voi prendete nota degli eventi significativi dei prossimi giorni. Il primo maggio è World Asthma Day. Spero che il logo di Google stia prendendo già qualche farmaco preventivo, magari un inibitore dei leucotrieni, altrimenti passerà una brutta giornata. Voi controllate i vostri inalatori, se contengono CFC chiedete al vostro medico se esiste un farmaco con principio attivo identico ma propellente diverso. Poi andate in farmacia e chiedete al farmacista se è in commercio un generico più economico. Belli broncodilatati, recatevi presso il più vicino palaghiaccio, e chiedete al bigliettaio se l'impianto di refrigerazione utilizza i CFC. Se non li utilizza, fate un allenamento di un'ora e mezza, concentrandovi in particolare sui salti, questo gioverà al vostro apparato cardiocircolatorio. Altrimenti chiedete dove si trova il più vicino palaghiaccio che non utilizza CFC. A quel punto fate uno studio di impatto ambientale personalizzato. Inquina di più il CFC della pista vicina, oppure il carburante combusto per andare nella pista lontana senza CFC? Tornate a casa e fate una attività di vostra scelta che giovi all'apparato cardiocircolatorio. Il 2 maggio invece è il giorno della strampalta battaglia delle superfici, Nadal contro Federer su un campo metà in terra rossa e metà in erba, con cambi di campo e cambi di scarpe. Ho provato un po' a considerare le implicazioni strategiche, e a figurarmi mentalmente il match, abilità che conservo da quando Telepiù2 andò criptato e per un periodo di disperazione mi ritrovai a guardare le partite in negativo. Ma non arrivo a conclusioni di sorta. Nadal dall'erba serve una seconda centrale, Federer sulla terra è tentato di scendere a rete ma resiste, ribatte alto e sulla linea di fondo sul rovesio di Nadal, il rimbalzo è irregolare ma Nadal riesce a tener dentro la risposta, che però è corta e piatta, Federer scende a rete e chiude con una volee lungolinea. Serve di nuovo Nadal ma questa volta all'incrocio e in top spin, Federer si aspetta un rimbalzo accelerato ma la terra lo smorza e lo innalza, la risposta non è chiusa e finisce fuori. E così via. Al meglio dei tre set.
giovedì, aprile 26, 2007
Ho aspettato la pioggia fino all'ultimo, ma insomma non piove, quindi sono uscita ugualmente per vedere questa mostra Sguardi da Nord. I video di Salla Tikka li ho apprezzati, ma non so se per la loro affascinante rappresentazione dello spazio e del tempo, oppure in quanto sciatrice. Ci sono sicuramente anche io su quel lunghissimo e lento skilift carico di passeggieri congelati, e nell'orda di discesisti che racchettano faticosamente su un raccordo in piano. I cortometraggi di Salla tikka sono interessanti, anche se resta una impressione di vaga incompiutezza. Perchè la ragazza spara alla capra? Perchè la donna gioca a pallanuoto subacquea? Il film dal titolo Cave era rotto oppure era volutamente così?
Montezemolo dice che se continua la siccità sarà necessario fermare le fabbriche. Mi pare un po' come quando in estate speriamo nell'annunciato blackout elettrico (così almeno si f a una pausa), e poi non c'è mai.
Comunque ho apprezzato in particolare l'installazione video di Elina Brotherus dal titolo secondo me nudisti scandinavi nuotano a rana, molto rasserenante. Solo non ho capito perché i cani che accompagnavano i nudisti rimanevano sempre sulle rocce e non si tuffavano. Il cortometraggio di Walker and Walker invece non sono riuscita a vederlo perchè l'aria della sala era umida e sovraccarica di qualcosa di starnutoso.
Anche le foto di Sarah Jones mi sono piaciute, in particolare l'assenza del mondo esterno al momento, eppure senza alcuna claustrofobia.
mercoledì, aprile 25, 2007
Ai tempi non avevo un Atari, non avevo il Commodore64, e neppure una sala giochi raggiungibile senza mezzi motorizzati. Comunque quando mi capitava di trovarmi in una sala giochi, i mobili migliori erano monopolizzati da alti teppistelli con l'affascinante sguardo dall'alto in basso degli alti teppistelli.
Dei tempi conservo comunque ricordi smozzicati dei platform game, e una serie di nozioni apprese poi in epoca cyberpunk. Ora sto leggendo Gamers - Storie di passione per i videogiochi, dove però il range emotivo degli interventi spazia dal nostalgico lagnone al semplicemente banale. Salvo qualche eccezione.
Per la maggior parte delle persone, ma specialmente per gli scrittori e per gli artisti, la vita non è fatta di obiettivi ben definiti da raggiungere - anche se molti aspetti della cultura americana si sforzano inesorabilmente di convincerci che la vita consista in questo. E' solo uno dei piccoli paradossi che le persone creative devono affrontare di volta in volta.
Io li affronto, parzialmente, giocando ai videogiochi. Al di là del fattore altamente idiota, continuano a rappresentare una consolazione nei momenti in cui ho bisogno che la vita sia sistematica, strutturata, gratificante. Soddisfano il desiderio di una direzione di un obiettivo - una definizione che mi angoscierebbe di più trovare nella vita reale. Usati con moderazione, i videogiochi possono persino fornire una sana dose di falso senso di realizzazione sostituendo a obiettivi semplici obiettivi più complessi.
Katie Degentesh - "Giocando a Material Girl"
Nonostante la ma scarsa pratica con i giochi qui trovo qualcosa di familiare, e credo di riuscire a capire la differenza tra alienazione prodotta dal mondo virtuale, e alienazione curata dal mondo virtuale. Quando sono lavorativamente depressa la sera mi realizzo salvando il pianeta Terra dia polli invasosi con Chicken Invaders, una parodia di Space Invaders.
Forse dovrei applicarmi di più al mondo virtuale dei giochi contemporanei. Ma le console mi annoiano, e mi infastidiscono anche un po'. Per esempio sulla mia rock station di fiducia ora c'è la pubblicità di una azienda che vende impianti di condizionamento, antifurti, e assistenza console, e lo spot martella l'ascoltatore medio, il rocchettaro ormai quarantenni mezzo sposato, con un atroce "tre sono le cose che piacciono a me - un appartamento a prova di ladro, aria condizionata, e la mia play per giocare". Ora non voglio prendermela con il nostro imborghesimento, io ho una semplice porta blindata, un pinguino portatile e nessuna console, però sono andata ad abitare in un sobborgo sopito dove il problema sociale più grave è la disposizione delle fioriere in cortile per impedire il passaggio dei rumorosi giovinastri in moretta. Però, insomma, tre sono le cose che piacciono a me, è troppo!
Second Life invece mi sembra troppo faticoso, una inutile emanazione della quotidianità, con tediose incombenze annesse.
E poi Second Life mi preoccupa. Quando tutti ci si saranno trasferiti io rimarrò qui da sola, come in un episodio di Ai confini della realtà, però uno di quelli brutti degli anni 80.
Garnant - Che lavoro potrei fare su Second Life per guadagnare soldi?
L. - Mah, tu che sei un po' sorda potresti farti dare una pensione di invalidità.
Garnant - ...
lunedì, aprile 23, 2007
Turn the rainstick, please.
Ho camminato per duecento metri lungo un campo di graminacee, ho respirato il pernicioso deodorante per ambienti della videoteca, perchè ero convinta di far parte di quella nicchia di sf geeks ai quali questo A Scanner Darkly era destinato, nella sua rotoscopata distribuzione. Bel film, per carità, con una sua coerenza visiva apprezzabile. Belle le soggettive del soggetto in crisi paranoide socio-chimica, belle le scramble suit incredibili e allo stesso tempo ordinarie. Si si. Ma rimanere svegli è un'impresa. Le soggettive ondeggiano e la mente del protagonista si assopisce cosegnandosi ad un oblio confuso, insieme a quella dello spettatore, e la scamble suit osservata troppo attentamente ipnotizza, distrae dalla trama, e infine anche dal proprio salotto.
Mi sbagliavo. Dopo una mezz'ora ero lunga addormentata sul divano, mi sono svegliata a mezz'ora dalla fine e solo perchè mi faceva male un orecchio (sulla gamba di L. è rimasta l'impronta).
La trama l'ho capita lo stesso (ho controllato), quindi possiamo dire che dal punto di vista della sceneggiatura i tre quarti d'ora centrali sono abbastanza superflui. Immagino si tratti di deliri sulla dissoluzione dell'identità postomoderna.
Il finale comunque mi è molto piaciuto, è un po' banale e insieme profondamente inquietante.
Insomma non c'è bisogno che vi dica chi è il principale produttore della droga che sbriciola la società e gli individui.
Ma il bello è che costoro nascondono il segreto all'ombra di alte graminacee intensive, così familiari e ordinate, fatte crescere alte forti e pollinose, vogliono farci credere che nascondano misteri extraterrestri e mistici, e invece è il solito meccanismo di potere.
domenica, aprile 22, 2007
Il ghiaccio, certo.
Ma le rotelle sono le rotelle.
Jesus Cant Skate
Un documentario di Jayson Sutcliffe
Promo
Tutto sommato questa reclusione primaverile ha anche qualche vantaggio. Annoiarsi nel tempo libero è un lusso che non sperimentavo da molto tempo.
Oggi ho letto una guida sul bicabornato per casalinghe, perché prometteva di svelare un numero di usi possibili maggiore rispetto a quello che conoscevo.
Ebbene, alla fine l'uso sconosciuto è risultato uno solo.
Il bicarbonato può essere usato per imbiancare il presepe.
Sole, allergia, Sky a prestito, speravo in una combattuta finale del Torneo di Montecarlo, e invece Nadal ha tranquillamente demolito un insipido Federer, sporcandosi giusto un po' i calzini di terra rossa. Un'ora e mezza, 6-4 6-4.
Tommasi e Clerici hanno disquisito per un po' di santi svizzeri ai quali votarsi, invocato una improbabile sorpresa, e infine commentato che è spaesante ritrovarsi a provare compassione per un tennista così talentuoso come Federer.
Troppo distratta. Leggendo Sto con la band non mi ero resa conto che la dolce piccola Melanie, che quattordicenne soffiò Don Johnson a Miss Pamela (poi Des Barres), fosse Malanie Griffith.
Nemmeno che Miss Cynderella, una delle GTO'S, la graziosa biondina pettinata come una fatina e con un gran sedere, nonché quella culona raccontaballe, altri non è che Cindy extremely attractive, with sandy hair, but could be hard and brutal, nonché the bugger in the short sleeves fucked my wife, insomma la seconda moglie di John Cale, quella che tra l'altro gli vendette il grand piano a tradimento dalla casa californiana.
Memorabilia.
venerdì, aprile 20, 2007
Qualcuno mi sa spiegare perché il commentatore russo di questa gara di tuffi cinese che sto guardando dice continuamente ворота? Che tra l'altro è l'unica parola che sto afferrando oltre a большой.
In ogni caso le sovraimpressioni durano troppo poco, riesco a leggere solo metà delle parole. Credo di aver visto la federazia fare l'estrazione per la Fed Cup davanti alle atlete trepidanti in tuta bianca e rossa, o almeno un tizio ha estratto un biglietto arrotolato da una palla da tennis. Poi hanno fatto vedere Federer a Montecarlo (Монте-Карло), ma niente Nadal.
Per fortuna tennis si scrive теннис, basket si scrive баскетбол (ma si pronuncia con la l ferrarese), e lo sport più trasmesso, l'hockey su ghiaccio, si scrive хоккей.
Comunque cercando ворота ho trovato questa porta di Filonov, che mi ricorda qualcosa, probabilmente ho visto suoi lavori al Museo Russo di S. Pietroburgo.
La nuova collega, neolaureata e atleta agonista, s'è fatta operare al menisco questa settimana. Prevede di tornare presto in ufficio, tanto ha visto che si sta sempre e solo seduti.
Anche io all'inizio credevo che si potesse accettare la fine dell'agonismo, amato o odiato che fosse, la cura di qualche acciacco articolare, e l'inizio di uno stile di vita più adatto all'età adulta, il lavoro sedentario. Prima o poi qualcuno tenterà di imporre il Ritalin ai dipendenti inquieti come me. Con l'arrivo dell'afa si avvia al termine la stagione sportiva su rotelle, che ho ostinatamente imposto sugli straordinari gratuiti. Sono le ginocchia lo snodo critico dell'esistenza. Ho scoperto che il mio ginocchio destro non è sufficientemente piegato quando atterro i salti, per questo le mie combinazioni sono malferme. Così ho iniziato a piegarlo in un modo che mi sembra esagerato, eppure è quello corretto. La sensazione di stabilità che ne ricavo è piuttosto impressionante. Dopo sei anni di hatha yoga le sensazioni articolari e muscolari inattese non dovrebbero sorprendermi tanto. Insomma parlo con il ganglio nervoso che si trova nel mio ginocchio. E il bello è che lui mi risponde.
Eppure l'immobilità forzata continua a provocarmi enorme disagio, come quando avevo sette anni e facevo fatica a stare seduta nel banco.
E' venuta la sarta a prenderci le misure per i costumi di una esibizione. Non ricordavo quanto fosse orribilmente imbarazzate sentir leggere a voce alta le proprie misure. Per rompere la tensione io e l'ottima compagna dietista (il cui motto è faccio la dietista - lo so che non si vede) abbiamo iniziato una conversazione, una qualunque purchè il volume della stessa coprisse la vocetta stridula della sarta.
Mi è stato proposto un duetto demenziale in un trofeo con limiti di età adeguati ai miei. Tutti i partecipanti hanno qualche problema alle ginocchia, le cicatrici bianche e puntiformi dell'endoscopia, o almeno un doloretto certificato.
La scienza ha scoperto recentemente che i neuropeptidi e i loro recettori si trovano non solo nel cervello, ma anche nell'intestino, nei reni, nello stomaco, nel cuore, nel sistema immunitario e nell'apparato circolatorio. In particolare l'intestino può essere considerato vera e propria sede di attività neuronale, ed ecco il cervello enterico.
Il corpo pensa non è solo una suggestione da yoga del martedì sera.
Ho interrato le sulfinie, ora mi appresto a cucinarmi una sogliola al limone, mentre sul canale russo di sport c'è la ginnastica artistica.
Oggi per la prima volta dopo settimane ho avvertito un odore, forse il mio naso allergizzato sta riprendendo a funzionare, o forse si è solo assuefatto all'impollinazione.
Per la precisione era un odore di metropolitana di Berlino.
Comunque è un miglioramento.
mercoledì, aprile 18, 2007
La mia matatona televisiva da allergica rinchiusa in casa assume contorni sempre più surreali.
Sono certa di aver appena ascoltato Pietro Taricone pronunciare termini equestri con competenza. Non stava leggendo da qualche parte, e non stava recitando. Li sapeva proprio. Sono stupefatta.
O grande SUV, che con la tua altezza oscuri il sole, grazie per aver ombreggiato la mia auto nel parcheggio del centro commerciale.
O grande centro commerciale, che con il tuo impianto di ventilazione tieni in vita clienti e commesse, grazie per aver filtrato tutto il polline.
lunedì, aprile 16, 2007
La nozione che Axl Rose si chiama così per anagramma da Oral Sex, mi spinge a commentare l'ormai stranota ricerca a proposito degli adolescenti brillanti ma poco integrati che cercano sollievo dalle pressioni sociali nell'heavy metal.
Io ho sempre simpatizzato con l'heavy metal, ma non sono mai stata una appassionata del genere. Il punk, il dark, la new wave, queste cose mi interessavano da quindicenne.
Mi chiedo come mi vedessero all'epoca gli adulti. Voti alti ma nessuna disciplina, molte letture ma scarsa considerazione dell'istituzione scolastica. Ero brillante secondo loro? Forse si, visti i voti alti. Ero integrata secondo loro? Forse no, visto che veniva spesso sottolineato il mio scarso interesse per la vita di classe.
Io invece ricordo moderata brillantezza ma molta integrazione. Avevo amici molto più brillanti di me, ne ero impressionata, era bello vederli risolvere gli integrali sotto il mio naso. Il mio compagno di ricerche metallaro non si presentava mai a scuola però ribatteva gentilmente le mie brutte copie al computer, spesso conversavo sottovoce a proposito di Tom Waits con un intelligente che non si applica, e l'ultimo anno con la patente diventò una costante migrazione di vecchie utilitarie verso certi bar della prima collina, dove cercavamo sollievo dalle pressioni scolastiche, più che da quelle sociali.
Eravamo perfettamente integrati. Solo non con gli adulti, in particolare non con gli adulti con i quali avevamo a che fare a scuola.
Certo io ho vissuto in un ambiente di pari molto solido, interessi musicali, impegni sportivi, la sicurezza che andavamo bene così. Per la famosa solitudine adolescenziale, non c'era proprio tempo. Da lì a poco Nick Cave avrebbe suonato in zona, i ragazzi cambiavano la voce, e qualcuno meditava di andarsene in Inghilterra a studiare birra inglese.
Ugualmente mi chiedo cosa intendano esattamente per brillantezza e integrazione gli autori di questa ricerca, se la stessa cosa che intendono gli adolescenti studiati.
Ho visto La guerra dei fiori rossi e l'ho trovato un po' inconcludente. Meglio essere anarchici ma soli, integrati e anche no, maestre ridicolmente sicure della disciplina, cuoche di secondo piano, militari che marciano e fanno il saluto chissà perché, convalescenti in un parco con visite?
Però questo asilo cinese somigliava tantissimo al mio asilo, con l'importanza di imparare ad aprire e chiudere i bottoni e a togliersi una maglia dalla testa, i fondamenti dell'allacciarsi le scarpe, fare la fila, andare in bagno ad orari, dormire sulle brandine, alzare la mano per avere il bis. Tornavo dall'asilo e mi esercitavo. I bottoni alla fine era sempre dispari, mia madre si raccomandava comunque di non girare mai la maglia attorno alla testa perchè portava sfortuna, e le scarpe me le aveva sempre allacciate mio nonno. Finché aveva iniziato a non stare più bene, e così era intervenuta mia cugina più grande e mi aveva insegnato lei a fare il nodo ai lacci, così da lì in poi sarei stata capace di fare da sola.
Tutt'ora annodo i lacci come mi ha insegnato mia cugina più grande.
domenica, aprile 15, 2007
Ma voi cosa ne pensate del deodorante con gli estratti di perla che fa diventare belle le ascelle?
I detrattori spesso criticano Pulsatilla perché va in televisione a dire che non ha la televisione, rendendosi dicono colpevole di ipocrisia snob e radical chic. Io la televisione ce l'ho, ma la guardo poco perché passo poco tempo a casa, e in generale il mio tempo libero è limitato e assediato, quindi preferisco trascorrerlo facendomi gli affari miei. Inoltre di tutta questa roba pseudogiovanilistica che c'è dentro la televisione m'importa sinceramente giusto un cappero, di quelli piccoli schifi del supermercato. Così quando qualcuno pronuncia le parole Cristicchi, Preziosi, Carabinieri 7, Finanzieri 8, CSI Iowa, io mi limito a sorridere vuotamente. Non è snobismo, è pigrizia. Lo so, dovrei informarmi, per capire meglio la realtà media che mi circonda e bla bla bla. E va bene, in questi giorni di forzata reclusione ne sto approfittando per aggiornarmi, sto guardando la tv. Pensavo bastassero un paio di giorni, e invece ancora sto qui e non so perchè la gente va ad attaccare grosse catene da biclicletta, ma senza la plastichina colorata, ad un palo a Roma. Con quel che costano i lucchetti dal ferramenta. Con tutti i lucchetti che ho perso negli ultimi anni negli spogliatoi delle piscine comunali.
Se io domani lunedì, poniamo, ammazzo qualcuno e quindi vengo invitata ad un talk show in serata, finisce che faccio una figuraccia.
Almeno i mie soldi del canone sono serviti per insegnare a qualcuno a fare il toeloop. Almeno si promuove l'attività sportiva.
Gli uomini di Putin hanno rilasciato Kasparov. Ora però hanno arrestato Limonov.
Quanto a me, non aver lavorato nelle ultime 36 ore ha ridotto la mia necessità di farmaci del 70% (meno stress, ambiente più salubre, niente spostamenti forzati tra i pollini). Visto che non sta piovendo, e quindi i pollini domani aumenteranno ancora, con il lunedì lavorativo mi aspetto una pessima, pessima giornata.
Per fortuna che il lavoro nobilita.
Non potendo uscire vedo parecchia tv. Tennis, Tatiana's World su Eurosport, un dietro le quinte del WTA con Tatiana Golovin, danza, WAM dell'Aterballetto su ZDF Theater, atletico, quasi manieristico, bellissimi muscoli e bellissimi piedi di tutti i tipi, e ieri persino My Super Sweet Sixteen su MTV.
Sto leggendo Pamela Des Barres, Sto con la band. Credevo che si diventasse groupie in seguito ad una coincidenza fortuita, passavo di lì e Jim Morrison si è innamorato di me. Invece è necessario impegnarsi moltissimo, scavalcare cancellate, strisciare nei cespugli, e farsi amico il cugino di Captain Beefheart. Avrò anche afferrato lo spirito, ma sono troppo pigra. Comunque l'ammutolirsi di fronte ai musicisti sembra essere una sindrome diffusa, questo è rassicurante. Ognuna risolve come crede, dalla fuga al plaster casting.
sabato, aprile 14, 2007
Forse sono i farmaci, l'isolamento forzato e la frustrazione da troppo lavoro, ma sono certa di aver appena visto una mezza dozzina di personaggi seminoti impegnarsi onestamente per eseguire un toeloop sul ghiaccio, in diretta su rai1, indossando un ridicolo caschetto da ciclista. C'era anche una ridicola sovraimpressione che diceva "tolup". Dopodiché sono scesi in pista alcuni boys saltellanti, seguiti da un gigantesco fiocco di neve mobile, che ha depositato su un cerchio di moquette blu uno sfavillante ma sobrio Renatino appena uscito dalla parrucchiera, il quale ha cantato Il triangolo no circondato dai boys e da ragazze glitterate con boa di struzzo variopinti.
Aggiornamento. Ora credo di aver visto Isolde Kostner vestita da Biancaneve pattinare tra i nani da giardino.
Rassegna del sabato mattina. A Mosca una modella sfila alla settimana della moda, per Volhokoswsky e Smirnova, evoca la fabbrica indossando un abituccio a fiori, golfino e capelli raccolti, e calze molto rosse. Intanto fuori per strada Gerry Kasparov viene arrestato, durante la manifestazione degli oppositori di Putin, da militari in camos e anfibi. A Londra il principe William e Kate Middleton si sono lasciati amichevolmente.
A Milano un ragazzo cinese in piedi sul tetto di una macchina sventola una bandiera della repubblica popolare, indossando l'ubiqua felpina con le stelle, attuale divisa da adolescente truzzo.
Avevo dunque male interpretato il presagio di ieri, una pubblicità della Barbie Fiori d'Arancio. Dovete sapere che da piccola mi regalarono la Barbie Sposa, che indossava un abito con le maniche a palloncino, ispirato al matrimonio di Lady D. Visto che non era l'abbigliamento adatto per lavorare in scuderia o arredare la casa, allora le mia ambientazioni di gioco preferite, regalai il vestito da sposa al gatto, che lo trovava divertente perché le sue unghiette si impiglavano nei pizzi.
How many times have you woken up and prayed for the rain?
giovedì, aprile 12, 2007
To whom it may concern: It is springtime. It is late afternoon.
Kurt Vonnegut
mercoledì, aprile 11, 2007
Cioccolato a bagnomaria.
martedì, aprile 10, 2007
Capita di vedere sulla tv tedesca.
Nina Hagen ospite nei contenitori.
Volker Michalowski, una specie di Mister Bean, nonché lo Schriftexperte der Staatssicherheit in Le vite degli altri.
Mio padre è stato operato (tutto bene, tecnica laparoscopica).
L. ha fatto un incidente con la macchina (lui bene, lo scooterista contromano invece si è rotto).
Io ho trattato male tutti (ho fatto bene), poi me ne sono andata a fermare due voli Bologna - Saigon.
lunedì, aprile 09, 2007
Non feci il tifo per l'oscar al Labirinto del fauno, a suo tempo, per via di una speranza. Qualcuno doveva pur essere capace di dire qualcosa di buono sul mondo, e non solo sul cinema e sul sogno. Qualcuno doveva pur desiderare di vivere tra gli esseri umani umani, invece che tra i mostri, le fate, o magari gli angeli.
Doveva riuscirci un tedesco, per via di certi trascorsi con gli angeli, e a Berlino.
Le vite degli altri è un film bellissimo, con un solo piano di lettura, una narrazione che si abbandona al melò, e un autore che piega tutto al suo volere.
Sarebbero difetti, se non fossero condotti in modo formalmente perfetto.
Abitare in una provincia ciligiefera porta vantaggi nell'estetica e nella salute, soprattutto quando i ciliegi rompono l'infinita spianata di campi intensivi di foraggio, riducendo così la concentrazione di graminacee nell'aria. Ma domani mattina l'odiato tritaerba comunale verrà a distruggere il tappeto di margheritine che vedo dalla finestra, trasformando il loro innocuo profumo in un meficitico aerosol di polvere, muffe, polline erboso e idrocarburi combusti. Mi sto impegnando molto, non mi limiterò a lamentarmi. Mi sono fatta una ragione del ghiaccio sciolto nei lutz corner, dell'avocado troppo acerbo nei california maki, e so bene che fiori di ciliegio non durano per sempre. Sopravviverò. Nel frattempo l'amica F. è entrata nel sesto mese, dunque tra poco la piccola L. sarà in grado di udire i suoni. Finora le è stata somministrata solo musica classica, in modo da inviarle vibrazioni piacevoli. Ma ora la contemporaneità preme. Dopo una lunga consultazione, si è deciso di iniziare la sua educazione musicale dai Beatles, per via della loro leggendaria armonia. Pensiamo di arrivare progressivamente fino ai Clash, a quel punto L. sarà pronta per il mondo. L'amica F. è un po' preoccupata, teme che per addormentarla sarà poi necessario farle ascoltare tutti e tre i volumi di Sandinista. E chissà se le Bratz saranno ancora di moda, quando la piccola L. inizierà a desiderare lo smalto sulle unghie (ai miei tempi alla scuola materna era un must). Questa Bratz pattinatrice, credo che si tratti di Dana, attende al varco con i suoi accessori, trucchi, guanti e scarpe con il pelo, giacca e borsone, medaglia, l'immancabile costumino pervinca, e persino la tazza di cioccolata con la panna.
Addio margheritine e sarò costretta a fuggire in ufficio, dove una sfilata di piantagrane mi farà progressivamente dimenticare anche i millemila fiori di ciliegio di questo fine settimana.
So che il bosso impiega tre anni, per ricrescere dopo essere stato potato per il venerdì santo, Fanano in appennino a luci spente, solo lucine viola sulle decorazioni solo di bosso, vetri colorati alle finestre, e un sacco di gente che si saluta.
Il nuovo obiettivo del mio naso è arrivare annusare il nuoc nam, la pestilenziale salsa di pesce vietnamita.
L'amica F. sa che ne varrà la pena, di ascoltare la notte tutti e tre i volumi di Sandinista.
giovedì, aprile 05, 2007
Per lunghi periodi dimentico che il palcoscenico è in discesa.
mercoledì, aprile 04, 2007
Gli straordinari riducono drasticamente il raggio nel quale posso procurarmi il cibo durante il giorno.
La mensa del centro commerciale è un luogo orrendo. Ci sono montagne di dolci altissimi e fosforescenti, primi piatti mantecati, contorni fritti, verdure pallide, e alle spalle delle idonne tristi in divisa ci sono giganteschi freezer.
La macchinetta automatica invece contiene snack di salamini e grissini, mars, cioccolato bianco, snickers, tramezzini sottovuoto, e un incoerente yoghurt probiotico alla mela.
A questo punto penso mi convenga rubare le proteine in polvere al collega palestrato.


































