Garnant

mercoledì, febbraio 28, 2007

L'altra sera in polisportiva una improbabile tizia sui tacchi è scivolata all'indietro entrando in palestra e ha battuto la testa sul gradino. Questo durante l'allenamento di pattinaggio, subito dopo l'ora di karate nella stanza accanto.
Prontamente, senza indugio, dallo spogliato è uscito un neurologo karateka seminudo. Io sono neurologo, ha esclamato prima di rivolgere all'infortunata alcune domande e tastarle la nuca.
Da allora osserviamo la porta dello spogliatoio maschile con rinnovato interesse. Secondo noi là dentro c'è uno specialista karateka seminudo per ogni evenienza. O almeno un ortopedico (karateka seminudo).

postato da garnant | 22:27 | p.link |

martedì, febbraio 27, 2007

Oggi sull'autobus le persone avevano un buon profumo.

postato da garnant | 23:49 | p.link |

lunedì, febbraio 26, 2007

Mi raccomando date sempre la precedenza all'autobus, è buona educazione e potreste essere ricompensati con qualcosa da leggere in colonna al semaforo, per esempio il programma di questo festival L'altro Suono 2007 al Teatro Comunale di Modena,

Martedì 10 aprile c'è Diamanda Galas

postato da garnant | 21:57 | p.link |

Le Storie di Zio Lettighiere
scritto da Spider
prodotto da Garnant

Strawman, going straight to the devil
Strawman, Strawman, Strawman


Nono Episodio
Volpestammale

"Oh! Volpe stammale"

Gelo da Gennaio inoltrato. Piazza XXIV Maggio. Rintanati nell' ambulanza all'alba cercando di riscaldarci e di dormire, cullati soltanto dal borbottio del motore acceso. No, non può essere vero. Chi osa turbare il sonno di noi giusti?

"Oh, cazzo, Volpestammale!"

E chi diavolo è "Volpe"? Cerco di ricollegarmi con il mondo reale sforzandomi di spalancare gli occhi. La prima cosa che vedo è un punkabbestia color bitume che continua a ripetere il suo mantra: "Venite c'è Volpechestammale". Lo seguiamo in uno spiazzo poco distante. Arriviamo in un'area asfalatata sita tra il corso e il Parco delle Basiliche. Là in mezzo, parcheggiata da almeno una decina d'anni, c'è la "Fox house"; una 127 che un tempo remoto doveva essere verniciata di giallo. Io e il secondo ci affacciamo dal finestrino per comprendere la situazione. L'odore che ci avvolge è ai limiti dello psichedelico. Una puzza terrificante. In un angolo della mia testa ripeto a me stesso "Mi piace l'odore di rancido al mattino. Sa di vittoria".

Volpe giace nell'abitacolo coperto da un luridissimo plaid a scacchi. E' un vecchio punk che deve aver preso troppo seriamente la sua filosofia di vita. Da un calcolo approssimativo avrà circa 40 anni portati malissimo. Incalcolabile la data delle sue ultime abluzioni. Volpe sembra un moka perchè è rovente di febbre e perchè respirando emette lo stesso sommesso brontolio del caffè quando esce. E' lo stesso sinistro rumore dell'edema polmonare acuto, anche se molto probabilmente qui si tratta di una broncopolmonite a dir poco seria. Mentre cerchiamo di decidere il da farsi improvvisamente veniamo aggrediti da un minuscolo bastardino inferocito. E' il cane di Volpe (!), accorso prontamente a difendere il suo padrone dall'assalto degli "sbirri". Davvero interessante notare come il manto della bestia sia decisamente più pulito di quello del suo padrone. Davvero problematico tentare di mettere sopra la barella un malato mentre un cane con le fauci ti strattona il camice. "GRRRRRRR GROWL GRRRRR!". A dispetto del fiero cipiglio del mostro, riusciamo a piazzare Volpe in macchina. A quel punto si deve risolvere un'altra questione; il ragazzo che poco fa ci ha svegliato, vuole venire con noi in ospedale. Io sarò anche diventato col tempo un cinico corazzato di prima categoria. Sta di fatto che un ammasso di germi patogeni come quello sulla macchina non lo voglio. Anche e soprattutto perchè, come al solito, alla fine della fiera, la lettiga dovrò lavarla io. Risolvo la questione facendo un accordo. "Facciamo cosi'. Tu sali a patto che non tocchi assolutamente nulla a parte il sedile con le tue natiche..."

Arriviamo al Poli. I medici hanno bisogno di informazioni che Volpe nel suo delirio crepitante, non è assolutamente in grado di fornire. Le stesse domande vengono allora rivolte al suo amico che, dimostrando un acume davvero al di fuori del comune, risponde: "Cazzoneso!? Voi siete i medici! Voi dovete curare Volpe!"

Vabbè. Ce ne andiamo. Guardo il documento che sempre viene redatto quando carichiamo qualcuno. Sopra c'è scritto: portato al Poli per iperpiressia da sospetta BPCO. Nome e cognome dell'infortunato: Volpe.

postato da garnant | 21:40 | p.link |
zio lettighiere

domenica, febbraio 25, 2007

Vago per casa abbracciando l'iBall.

Ho chiesto ad Amazon UK se il cofanetto di Circus Live che vendono è quello britannico con il booklet di 48 pagine oppure no. Mi hanno risposto subito, non lo sanno, ma mi garantiscono di aver già inviato una richiesta al magazzino, in modo che un addetto vada a controllare manualmente. Mi chiedono di aver pazienza, il magazzino è altrove e contiene centinaia di migliaia di pezzi, e ha una superficie di milioni di piedi quadrati. Grazie comunque per aver sollevato il problema.
E così a quest'ora uno sventurato addetto starà vagando tra gli scaffali, alla ricerca di un oscuro box set, per contare le pagine del booklet e verificare che siano esattamente 48 come una squilibrata a migliaia di chilometri ha richiesto.
Nel frattempo piove, e nel mio condominio si consuma un dramma adolescenziale. Finalmente il mio vicino di casa va alle medie, e dunque ha smesso di interessarsi ai giochi rumorosi e preferisce silenziosamente le ragazze. Oggi una dodicenne disperata al citofono mi pregava di aprirle il portone, doveva assolutamente parlare con lui perfavore perfavore e lui non le apriva. Dopo qualche minuto la scala risuonava di piedi furiosi e c'erano dodicenni ovunque che correvano agitando i capelli ed emettendo gridolini. Avevano certi cinturoni ridicoli sui jeans skinny a vita bassa. Stavo per prendermela con i giovani d'oggi, ma poi ho pensato a noi nel 1987, con i lacci di tulle rosa come stringhe delle Superga, i fuseaux e il maglione lungo con la cintura sopra.

Mi fermo e mi immagino all'interno del mio quadrato Vaganova.
Nell'iBall qualcuno applaude, e probabilmente sono io.

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postato da garnant | 21:47 | p.link |
john cale

Nell'ultima sala della mostra La Cerchia Scomparsa - Reggio Emilia e le sue mura, c'è una installazione video dove un'auto percorre la circonvallazione, in onda verde, soggettiva del guidatore. Giro dopo giro sul tracciato esterno alle vecchie mura, osservo che ogni tanto abbiamo qualche semaforo rosso. Evidentemente non andiamo ai 45 Km/h, velocità alla quale sono sincronizzati. Fare un giro perfetto in onda verde, senza prendere neppure un rosso, è sempre stata la sfida del neopantentato reggiano, quando guidare è interessante e "fare un giro in macchina" sembra ancora una buona idea. Il pannello dice che il centro città è il "punto nevralgico", che la circonvallazione rapprensenta il "moto rotatorio" (effettivamente...), e che fuori c'è "il nuovo che avanza", ci sono i cantieri, le grandi opere. Effettivamente. Tutta quella nuova viabilità, tutte quelle rotonde, da chiedersi se veramente si desidera andare dove si sta andando. Ma se pensando al mio paesello, 'è ben poco nuovo che avanza oltre alla nuova tangenziale, che io ricordo bene promessa elettorale degli anni 80. Anzi ora si avanza con maggiore difficoltà, perchè davanti a casa dei miei hanno messo un dosso di rallentamento.

Highlights della mostra:
il delizioso modellino di Reggio "murata" in legno e cartapesta di Prospero Clemente, il Lunari Arsan di due secoli fa, che testimonia un dialetto identico a quello attuale, e una unità di misura simpatica, le braccia reggiane (un braccio reggiano unguale metri 0,538).

postato da garnant | 16:01 | p.link |

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Per amor del vero vi informo che il box set contiene effettivamente 2 CD e un DVD. L'artwork del booklet è di Dave McKean, ma per avere le promesse 48 pagine con foto e testi bisogna procurarsi la versione UK. Qui sul continente ci dobbiamo accontentare di 8 insoddisfacenti paginette.
Intanto, maledetto mercato discografico.
Tutto il resto lo scriverò poi, quando si saranno rischiarate l'attesa prolungata, la ricerca sotto la pioggia e l'avidità tradita che in questo momento mi annebbiano la mente.
Oggi c'è il blocco del traffico, e martedì mi aspetta una trasferta lavorativa che mi costringerà in treno per otto ore. Quindi verso la fine della settimana l'ascolto compulsivo avrà portato i suoi frutti. Per ora posso esprimermi solo ad incoerenti monosillabi... GU! GA!

postato da garnant | 13:58 | p.link |
john cale

sabato, febbraio 24, 2007

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Kurt Halsey

postato da garnant | 13:26 | p.link |

E poi non avevo considerato che la collezione di tappi di plastica e cartine di cellophane che L. tiene sotto il lavandino, e che chiama "raccolta differenziata" oppure "non ho mai tempo di portare tutto all'isola ecologica", potesse indicare un animo creativo.
Devo procurarmi del feltro.
Chissà che fine ha fatto quella scatola da cucito, giocattolo di plastica blu e bianca e fiorellini ma fatta proprio così, che mi aveva regalato mia nonna sarta quando ero alle elementari. Mi pare che le forbici nella mia attuale scatola quality street del cucito vengano proprio da là.

postato da garnant | 12:56 | p.link |

Dopo aver lodato la locandina di Science of Sleep e in particolare l'assetto di Charlotte Gainsbourg a cavallo di un destriero di pezza, dopo aver inseguito affannosamente questo film attraverso tre province, sono riuscita finalmente a vederlo, e ora le visioni di Gondry dentro la mia testa.
Ci si trovano benissimo.
Il cavallo galoppa, ma non secondo la teoria del caos. Dubito infatti che si possa produrre un bel canter pulito in tre tempi utilizzando la teoria del caos, il canter è posteriore destro, insieme posteriore sinistro e anteriore destro, infine anteriore sinistro. Quello sinistro, intendo, e incollatura ben tonda. Detto questo lasciamo perdere, per quest'anno occupiamoci del toeloop, del salchow e del triplo axel, le andature nell'equitazione le rispolveriamo l'anno prossimo.
Poi, da anni studio un meccanismo per poter spegnere la luce senza uscire dal mio bozzolo di piumone. Fino ad ora le idee migliori sono state un fionda oppure un lunghissimo dito posticcio. Non avevo mai pensato ad un martello.
E la gita aziendale sulla neve c'è sempre stata, ma io vado alle gite aziendali sulla neve di altre aziende, quelle della mia le evito. Ma se avessi un muro, appenderei certamente anche io una gigantesca mappa delle piste.
Il mio francese poi è pessimo, sono solidale con tutti coloro che hanno un francese pessimo, con tutto quello che comporta.
La macchina da scrivere è un oggetto frustrante che mi ha sempre affascinato, anche io vorrei avere una vecchia Remington su un mobiletto del pianerottorlo, come l'amica P. Ma non ho un mobiletto nel pianerottolo, e quando da piccola giocavo con la macchina da scrivere blu di casa e mia madre diplomata in dattilografia veniva a controllare cosa scrivevo e segnava sui fogli gli errori blu e gli errori rossi, in particolare considerava particolarmente grave il mio dimenticare spesso lo spazio dopo la punteggiatura. Soprattutto odiavo il fatto che un singolo errore annullasse tanti sforzi, che il foglio finisse buttato. Quindi si, anche io vorrei una macchina da scrivere in feltro.

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Quando non ricordo i sogni, me ne dispiaccio. Un bel sogno vale molto. A volte mi capita di dire è un sogno, non devi preoccuparti. Il personaggio mi guarda male. E mi piacerebbe comunicare con l'esterno. Ma anche avere più tempo per sognare, e sognare negli orari di ufficio. Ma l'interno della mia testa non è insonorizzato con i portuova, no no, quella è la cantina dove l'ex moroso slavista teneva la batteria.
Però non avevo mai pensato che nella ricetta dei sogni i ricordi fossero gli spaghetti. D'altra parte qualcosa devono pur essere. Voglio dire, la scienza ha una sua una qualità visionaria. Di certo comunque serve uno di quei vecchi flash, quelli che poi andavano buttati.

postato da garnant | 00:51 | p.link |

venerdì, febbraio 23, 2007

Work Your Proper Hours Day - 24 Feb 06

postato da garnant | 13:59 | p.link |

giovedì, febbraio 22, 2007

Apprendo da Eurosport che Sochi si è candidata per le Olimpiadi Invernali del 2014.
Gateway to the future, dice il sito.
Ne è passato di tempo, da quando l'amico C. sognava di affittare una dacia a Sochi, e invitarci per l'estare. L'amico C. era quello che andava ogni anno a studiare ad Odessa e inviava sempre la stessa cartolina, scusandosi perché esisteva solo quella.
Ma su questa candidatura, appoggiata con forza da Putin, pesa una accusa ecologista. Il piano prevederebbe l'abbattimento di ampie aree di foresta, dove vivono ancora animali selvatici rari e in particolare l'orso bruno.
Mi mancherà l'idea della dacia a Sochi, in mezzo ai boschi.

postato da garnant | 20:56 | p.link |

Qualche giorno avevo postato una foto della manifestazione di Vicenza, perchè trovato quella foto emblematica e anche un po' amara.
Un pacifico e autorizzato manifestante porta una bandiera rossa di rifondazione, un muro dice "it is strictly forbidden to riot".
L'autorità proibisce la rivolta, va da sé. L'autorità autorizza la manifestazione, in democrazia. Dunque ecco la manifestazione, autorizzata e pacifica. Sapete cosa si prova in manifestazione, ci si sente un po' eroici. E a portare una bandiera rossa, sapete come ci si sente, ci si sente bene, ci si sente puri. La bandiera è di rifondazione e anche questo lo sapete, è già successo una volta, l'ideale non si tocca, che cada pure il governo.
Il problema è che la piazza è l'unico momento della vita politica in cui si ha l'opportunità di sentirsi a quel modo, perchè tutto il resto è compromesso, mediazione, nella migliore delle ipotesi. Questo per qualcuno è inaccettabile, la difesa strenua dell'ideale è l'unica strada dignitosa. Costui allora, io credo, dovrebbe chiamarsi indipendente, e non vivere protetto dentro una coalizione, con tutto quello che una coalizione comporta. Perchè se è vero che il compromesso può minare l'integrità morale di un individuo, anche il venir meno alle proprie responsabilità mina l'integrità morale dell'individuo, e non solo quella.
Invidio chi riesce a sventolare fieramente una bandiera in Senato, qualunque sia, decidendo per sé e fregandosene delle conseguenze su tutti gli altri, lo invidio nell'accezione peggiore del termine, perché sono certa che in qualche modo negli anni mi abbia rubato qualcosa, il diritto a stare in piazza sotto una bandiera.
Ora non vorrei tornare su banalità da film adolescenziale, sul fatto che succhiare il midollo della vita non significa strozzarsi con l'osso. E' chiaro che siamo bianchi e non vogliamo andare in prigione, White Riot parla di noi e questo è esattamente il motivo per cui abbiamo il diritto di cantarla. White Riot significa soprattutto che ci serve una coscienza, di quello che siamo, del nostro potere e della nostra miseria, non significa che dobbiamo uscire di casa a fare danni a destra e a manca. Soprattutto a manca.

White riot - I wanna riot
White riot - a riot of my own
White riot - I wanna riot
White riot - a riot of my own

postato da garnant | 20:39 | p.link |

Un racconto di Aimee Bender che avevo già letto, "Il protagonista", nell'antologia Burned Children of America Minimum Fax, a proposito di un bambino dalle dita a forma di chiave, una apre la porta di casa sua.

Un racconti di Aimee Bender che mi piacerebbe leggere, "Tiger Mending", in The Best American Nonrequired Reading curato da Dave Eggers, ispirato da questo dipinto di Amy Cutler, si, sono donne che rammendano tigri.

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postato da garnant | 20:32 | p.link |

mercoledì, febbraio 21, 2007

La fine di Alice di A.M. Homes è superbo nell'accezione negativa del termine. Il fatto è, che il coraggio di esplorare temi scabrosi, la volontà di infrangere taboo assortiti, e l'abilità nel narrare vicende nauseabonde non sono tutto nella vita. Questo romanzo e Ingannevole è il cuore di JT Leroy sono più o meno coetanei.
A JT Leroy si attribuiva una alchimia perfetta di talento ed esperienza diretta.  Poi si è scoperto che l'esperienza diretta non l'aveva, e tanto meglio per lui (o lei che sia), dico io.
Anche alla Homes si attribuisce talento. Ma non c'è l'umanità di Leroy qui, c'è piuttosto meticolosa osservazione scientifica. Per mettere in luce il proprio coraggio dissacrante e la propria abilità tecnica, la Homes sfrutta, e senza particolare partecipazione, il corpo e la mente di una diciannovenne tennista suburbana, che pure ha preso in blanda simpatia. Oltre a quelli di un alcuni cinquantenni carcerati e di un certo numero di dodicenni in vacanza estiva, per i quali non sembra provare nulla di particolare, al di là dell'interesse antropologico e creativo. C'è chi ha condannato la Homes per non aver condannato i propri personaggi, ma secondo me lo ha fatto. Il problema è che non ne ha avuto anche pietà, e così la condanna è diventata una cosa vuota.

Ma pazienza. Perchè io, su consiglio di Fio, ho portato a casa dalla biblioteca La fine di Alice insieme a Un segno invisibile e mio di Aimee Bender, che ieri con le prime trentacinque pagine mi ha messo a letto felice.
Numeri, sapone, traslochi.

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Nel delizioso sito web dell'autrice c'è anche una pagina di esercizi, ecco quello di febbraio, che mi ricorda quello che faccio qualche volta con il blog.

Think of your day yesterday. Go over it in your mind. Pick a small moment from the day-- nothing big or dramatic, but something you noted, though you may never have remembered it if you weren't thinking about it again today. Write it down, without interpreting it; just flesh out the moment, make it tangible.

postato da garnant | 22:56 | p.link |

martedì, febbraio 20, 2007

Me l'ero persa al Future Film Festival, ma eccola qui, la recentissima serie di Hello Kitty in plastilina e stop motion, Hello Kitty Stump Village.
Delirante. Mi pare di aver avvistato anche i Twin Little Star, e ovviamente My Melody.

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postato da garnant | 20:43 | p.link |

lunedì, febbraio 19, 2007

Stasera quanto ho invidiato Fatih Akin che ha meòòa testa tutto quel rock turco, e l'hip hop turco, e la musica curda e quella rom, violini cadenti, spalle di musicisti e orecchini mediorientali, vecchie glorie unplugged al saz, ricordi della Sposa Turca, pesaggi del Bosforo e palazzi cadenti, ventilatori e registrazioni fatte dentro antichi hammam come cattedrali, e come voce narrante il batterista dei Einstuerzende.
Voglio dire, avere tutto quel materiale da montare. Avere il proprio materiale da montare.

Stasera, uscendo dall'ufficio, c'erano la prima falce di luna crescente e accanto Venere molto  luminosa. Insomma la bandiera specchiata, ribaltata, o in trasparenza, e su fondo blu.

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postato da garnant | 23:54 | p.link |

Gentili lettori, questa sera Zio Lettighiere non va in onda a causa della latitanza dell'autore.
Al suo posto, in occasione della Giornata della Lentezza, ecco a voi un episodio di...

Le Storie di Garnant - Responsabile 626 per il pronto soccorso

Collega - Ho seguito il tuo consiglio, l'altro giorno ho preso un permesso.
Garnant - Bene!
Collega - Mi sono alzata più tardi, ho fatto la doccia con calma, ho messo una nuova crema idratante...
Garnant - Poi ti sei sentita più riposata, vero? Non ti è venuto il solito mal di testa!
Collega - Si, però la crema idratante mi ha dato l'allergia, alla sera avevo le gambe in fiamme, non ho dormito, al mattino sono andata dal medico prestissimo e mi ha dato il cortisone, ha detto che sarebbe stato meglio se fossi andata subito al pronto soccorso, la sera prima.
Garnant - ...
Collega - Vedi? Mi fa male stare fuori dall'ufficio, io te l'avevo detto.
Garnant - ...

postato da garnant | 23:26 | p.link |
zio lettighiere

domenica, febbraio 18, 2007

Mentre guidavo verso Bologna ho visto un gigantesco Batman, attraversava il ponte all'altezza di Castelfranco Emilia, un gigantesco Batman con le orecchie ritte, scortato come trasporto eccezionale.
C'è chi vede una statua di Lenin appesa ad un elicottero, oppure trasportata da un autocarro, cinematograficamente parlando.
Io invece ho visto Batman.
Era un carro di carnevale, ma mi ha fatto pensare al Batman di Adrian Tranquilli sul campanile della chiesa di Santa Sofia a Benevento, per le schiere cattoliche è una figura demoniaca che incombe.
Ma il Batman che preferisco, sempre di Tranquilli, è questo qui, eroe stanco, un po' triste, incravattato, molto fisico.

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postato da garnant | 22:36 | p.link |

Nel frattempo in balcone è spuntata l'erba cipollina, e le prime violette stanno chiuse all'ombra in attesa di marzo. Quelle esposte al sole invece non hanno neppure messo le foglie, dovremmo saperlo, niente inverno, niente primavera. Ancora qualche settimana e poi esploderà l'orrore, impollinazione da agricoltura intensiva, insetti corazzati. Per favorire il volo di qualche insetto grazioso sul mio balcone, invece dei soliti schofisissimi mostri, ho seminato appositi fiori.

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Chi invece si stesse chiedendo dove sono finiti i suoi clic, ebbene sono finiti qui, in un progetto per le donne anziane in India.
A proposito di India, non avevo realizzato che Neela di ER è anche Jess di Sognando Beckham.
Mentre a proposito di ospedali televisivi, ho messo le mani sugli episodi di House di gennaio, la pausa natalizia era stata decisamente ansiogena, ora mi sento meglio (anche Wilson).

Comunque, buon anno del maiale.

postato da garnant | 22:36 | p.link |

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postato da garnant | 22:35 | p.link |

Ho visto Clerks II, è bastato aspettare, interessava a me e al mio vicino di casa, e il mio vicino di casa l'aveva noleggiato un paio di settimane fa, quindi ieri il dvd era disponibile.
Clerks II spiega che non ha senso allinearsi ai colori degli altri, colori squillanti da fast food, se ci fanno schifo. Molto meglio il nostro bianco e nero, perché è nostro, e poi si sa che la fotografia in bianco e nero è più realistica. Bene, però questo lo sapevamo dai tempi delle medie, per via di tutte quelle frasi profonde che scrivevamo sui diari tutto il tempo, e delle macchine fotografiche del decennio precedente che ci ritrovavamo in casa. Altre cose che questo film dice e che sapevo già da sola sono che Il silenzio degli innocenti ha fatto una grande impressione generazionale (io ho almeno una dozzina di aneddoti giovanili in proposito - ve li risparmio), che gli anni Novanta mancano un pochino-ino-ino a tutti, ma che prendersela con gli Hobbit è divertente, mentre predersela con Anakin è inutile, e che Gesù era ebreo. Quello che non sapevo è che stanno per fare un film sui Transformer! Non riesco a comprendere il perché. Inoltre mi ero completamente dimenticata che Dante è uguale identico al mio ex moroso slavista, a parte il fatto che Dante è più basso, più grasso e molto molto più gentile, ma il mio ex moroso slavista ogni tanto parlava di comprare una lavanderia a gettone in modo da non dover lavorare, e quando Dante ha detto che avrebbe gestito un autolavaggio in Florida io volevo dirgli nooooooo non farlo, diventeresti proprio come il mio ex moroso slavista, mi sono sentita Randal. 

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postato da garnant | 22:32 | p.link |

Weird Us

Garnant - Forse meglio lo sgabello in legno grezzo, così posso dedicarmi al decoupage.
L. - Giusto, incollare le conchiglie, gli gnomi...
Garnant - ...

postato da garnant | 22:31 | p.link |

sabato, febbraio 17, 2007

Finalmente dopo alterne vicende esce lunedì Circus Live, doppio lavoro di John Cale registrato durante i tour europei del 2004 e del 2006.
Indovinate un po' chi era presente, in varie occasioni.
Si vocifera di un confanetto con bonus dvd, booklet di 48 pagine a colori, e/o 3 vinili con poster e 7''.
Caro rivenditore locale, chiarisciti le idee per tempo, ed esponi cotanto materiale in bella vista, non voglio espressioni perplesse lunedì sera, lunedì sera sarò certamente irritata per via di qualche collaboratore mentecatto, affamata, e di fretta alla volta della palestra e poi della proiezione unica di Crossing the Bridge senza passare dal via. Ti prego non privarmi di tutta questa roba, caro rivenditore locale. Mi serve.

Artwork di Dave McKean.

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postato da garnant | 20:27 | p.link |
john cale

giovedì, febbraio 15, 2007

Per fortuna non guardo il TG di Canale 5, altrimenti l'altro giorno mi sarebbe toccato Bocelli che cantava in playback in occasione di San Valentino. Mi succede però di fare un giro dei canali, è proprio così che poco fa ho incontrato un cartone animato di Pucca. L'amica A. invece crede di aver visto un nostro ex compagno di classe del liceo al gioco delle scatole, non è chiaro perché rappresentasse la Valle D'Aosta, l'amica A. ha tentato di telefonarmi, ma io come al solito avevo il cellulare spento.
Poi il giro dei canali smette di essere divertente. Ci sono le foto degli arrestati per banda armata, hanno ventidue, vetisette, quarant'anni. Io torno immediatamente a sei anni, mentre sgrano gli occhi davanti al telegiornale. Per ragioni anagrafiche non ho vissuto gli anni della propaganda armata né quelli di Curcio e della Cagol, ma gli anni di piombo, direttamente. Gli omicidi, senza la teorizzazione.
Mi chiedo se le maestre delle elementari facciano ancora dire le preghiere ai bambini, al mattino in classe, perchè le Brigate Rosse smettano di uccidere. Penso alla mia maestra, ora è in pensione, comunque non credo farebbe ancora recitare le stesse preghiere. Per trent'anni addizione sottrazione dettato con le righe di terza, bene, per programma ministeriale e per vocazione all'insegnamento, ma trent'anni la stessa preghierina del mattino sulle Brigate Rosse no, è troppo, significa che qualcosa si è inceppato, nella società civile. E' finito il tempo della religione cattolica obbligatoria, con buona pace di Ratzinger e del suo diritto naturale. E' finito anche il tempo delle Brigate Rosse, deve essere finito.
E invece eccomi qui, ipnotizzata negli incubi d'infanzia, dalla foto di questa Amarilli Caprio, ed ecco che il TG di Canale 5 elenca gli obiettivi sensibili del terrorismo rosso e costruisce la sua pregevole tesi giornalistica, se Berlusconi è il primo obiettivo, la colpa è della violenza verbale che la sinistra negli anni gli ha indirizzato, creando un clima pericoloso. Una accusa orrenda di collusione con il terrorismo, rivolta ad una ampia fetta della cittadinanza italiana. Una accusa comunque un po' vaga, così il servizio successivo entra più nello specifico. Questa Amarilli Caprio, studentessa di lettere, frequentatrice di centri sociali, iscritta all CIGL... brigatista. Ecco, così è più dettagliato, posso sentirmi offesa con maggiore precisione.
Adesso è pure colpa mia. E per cosa? Perché questa Amarilli Caprio ha trovato insopportabili i semafori infiniti della periferia padovana, la gente china sul fatturato, e magari pure lo spriz , e allora ha cercato un ideale per elevarsi, ma ne trovato solo uno riciclato e pure illegale? Perchè qualcuno ha cercato di rendere più avvincente la vita a Rho aggiungendoci un deposito di armi? Perchè qualcuno vuole giocare a Curcio e la Cagol?
Il fatto è che alle superiori un prof. democristiano ci predisse un futuro da brigatisti. Perchè certo, letteratura, scioperi, centri sociali, uguale terrorista, come no. Ma noi lo sapevamo che non saremmo diventati terroristi. Ok, forse uno di noi è finito al gioco della scatole come rappresentante della Valle D'Aosta, ma non mi sembra tanto grave, in fin dei conti. Comunque è legale.
Questa recrudescenza brigatista è una gran fortuna per la destra berlusconiana, il telegiornale ne approfitta, il piercollega pudicamente tace. D'altronde non è una novità che il terrorismo finisca per fare il gioco dell'avversario politico, l'aveva capito bene a suo tempo la CIA. E qui si torna alla domanda che mi facevo leggendo le memorie di Prospero Gallinari. Come è possibile che le medesime idee politiche portino alcuni alla lotta armata, e altri al silenzio borghese? Dipende tutto dall'etica personale, da cosa si considera indispensabile in coscienza. Comunque tutti finiscono per pagare. I primi pagano con il carcere, a volte con la vita. I secondi pagano ingoiando le proprie parole.
Io lavoro da circa dieci anni. Ho visto soldi in nero dentro buste scritte a matita, le ferie rubate dalla busta paga, i disoccupati maledire i sindacati perché proteggono troppo i dipendenti, lo scagnozzo che passa a prendere nota di chi ha fatto sciopero, ambienti dove iscriversi alla CIGL è la peggior offesa nei confronti del padrone della piccola e media impresa, ho visto i neolaureati senza tutele messi a lavorare dieci ore al giorno zitti e produrre, altro che bastioni di Orione.
Ma se la giustizia sociale ha fatto un passo indietro, e io credo che l'abbia fatto, la lotta armata rimane una risposta inaccettabile, oltre che anacronistica, decontenstualizzata, e soprattutto egoistica, danneggia molti per la soddisfazione dell'ego di pochi militanti. Che poi sia controproducente vien da sé, ne abbiamo tanti esempi storici, e già un patetico esempio in questi giorni con il telegiornale. Una sola poetessa armata, ed ecco accusati cinque milioni di tesserati CIGL, più un numero imprecisato di umanisti cappelloni che frequentano i centri sociali soprattutto in ottobre quando è stagione di raccolta. E per cosa? Dov'è il grande ideale di giustizia sociale? La lotta al precariato? Con gli infiltrati invece che con la coscienza dei lavoratori? E dov'è la grande azione educativa, far saltare in aria qualche azienda destraiola? Magari quel giorno sono lì anche io per lavoro, e io non ho intenzione di finire con il nome su una lastra in piazza per educare qualcuno, tra l'altro poi non mi spetta il paradiso cristiano, e neanche l'oasi con la palma e le settanta vergini, che non saprei cosa farmene, ma almeno potremmo stare all'ombra a spettegolare.

In questo quadretto poco rassicurante, sabato a Vicenza si manifesta contro l'ampliamente della base NATO, sul territorio civile vicentino, sull'aerporto civile, e anche sul campo di rugby. Mi chiedo se sia uno dei campi sui quali giocava Marco Paolini.

Il rugby è uno sport da gentlemen. Prima di tirare il pallone, indietro, al tuo compagno, tu devi controllare che lui stia bene, che sia ben disposto, aperto, disponibile, ottimista. Non puoi tirargli un pallone vigliacco che gli arriva assieme a due energumeni che gli fanno del male. Però, mentre tu fai tutto questo bel ragionamento etico, ce n'è altri ventinove che ti guardano, di cui quattordici tuoi e quindici no, e di questi tre ti corrono addosso, due grossi e uno piccolo, ma cattivo, e la prima tentazione è di dare il pallone al tuo compagno.

Marco Paolini - Album

postato da garnant | 21:08 | p.link |

mercoledì, febbraio 14, 2007

Fui una stella nascente nel firmamento della H*** finché Mimi Howlett, il nuovo editor dall'alto della sua pluriennale esperienza, decise che ero soltanto la luce di posizione di un aeroplano.

Melissa Bank - Manuale di caccia e pesca per ragazze

postato da garnant | 10:52 | p.link |

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postato da garnant | 10:22 | p.link |

Che goduria starsene a casa in un mattina infrasettimale. Si può stirare guardando Supercar e Hazzard, le uniche serie che mi abbiano fatto provare un qualche interesse nei confronti del motore a scoppio. E poi la coerenza formale! Michael Night se ne va ramingo da una missione all'altra con solo una borsa weekend, e al ritorno ha la camicia aperta al quarto bottone. Bo Duke ha sempre i jeans chiari e la camicia chiara, Luke Duke ha sempre i jeans scuri e la camicia a quadri. Se sorpresi di notte, Bo indossa pantaloni del pigiama celesti, e Luke pantaloni a righe scure. Quanto a Daisy, è in grado di correre nel fango con i tacchi!
Che mi sembri una vacanza stirare guardando la tv, e poi andare nell'ordine in banca, in posta, dal medico e in farmacia, è un po' preoccupante.
Ma notate, vi prego, nel popolato mondo delle action figure, esiste anche un Bo Duke muscoloso con il suo rigoroso guardaroba.

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martedì, febbraio 13, 2007

Quando sono sola suggo il minestrone da una tazza. Non per somigliare alla tizia dei surgelati that's amore findus, ma perchè mi ricorda l'albergo al mare dove andavo da piccola, servivano il consommé nelle tazze. Mi è perfettamente chiaro che il minestrone di verdura fresco (gentilmente fornito da mia mamma) non è un consommé, ma io ho avuto un'infanzia campagnola con una surreale nota aristocratica, le mie madeline sono incoerenti.

Ho letto con una certa preoccupazione della lotta di Livia Turco contro il junk food, temevo il ritorno della proposta ventilata da qualcuno tempo fa, ridurre per legge le porzioni al ristorante. Mi sembra però che non sia da temere, il piano della Turco si propone di favorire, uno stile di vita attivo, la dieta mediterranea e i cibi tradizionali.
Considerate che il mio stile di vita ha compreso domenica a pranzo pane casalingo, prosciutto di Parma 30 mesi, parmigiano, polenta con il gorgonzola, gnocchetti di patate al gorgonzola, peperoni scottati, frittatina di cipolle, insalata belga, e infine un cestino di cioccolato e fragole con la mousse al marsala.
La riduzione per legge di queste meravigliose porzioni sarebbe causa per me di grande tristezza. Mentre la diminuzione in numero e puzza dei McDonalds mi rallegrerebbe molto. D'altra parte dubito che sia possibile convincere i bambini che la frutta è meglio delle merendine, come si propone Livia Turco.
Certo, la scarsa atleticità della popolazione mi intristisce. Ma allo stesso tempo, l'ubiqua espressione "alimentazione corretta" mi esaspera. Il problema, mi pare, è proprio che abbiamo bisogno di una espressione apposita, per definire qualcosa che invece dovrebbe essere semplicemente la normalità, muoversi, mangiare, bere.
Se è vero che servono misure pratiche per far fronte alla nostra diffusa schizofrenia comportamentale, c'è anche qualcosa di sottilmente disturbante nell'obbligo sociale ad essere sani. Cosa succede quando nonostante tutti gli sforzi, non si riesce comunque ad essere sani, o ad avere un comportamento sano?
La mutua inglese passa alle vie di fatto, mettendo i fumatori in fondo alle liste d'attesa per le operazioni di bypass coronarico, e in particolare nel Suffolk chi ha un indice di massa corporea giudicato eccessivo non viene operato all'anca o al ginocchio.

Comunque, domenica scorsa sono stata a questo rilassante e gratificante pranzo, eravamo in una decina, e mi sono ricordata quanto trovavo tedioso, da piccola, passare le domeniche seduta al ristorante, in mezzo ad adulti avvolti nel fumo di sigaretta, donne con gli occhi truccati che emanavano fortissimi odori di profumo, bambini troppo imbaccuccati che urlavano, cibi che mi parevano disgustosi, e sonnolenti tragitti in auto dall'odore di plastica, ripetendo la poesia da imparare a memoria per il lunedì, attraverso città invariabilmente grigie.
Quindo ora sono dall'altra parte, l'adulta truccata, anche se mi limito ad usare un idratante profumato, cambia con la pelle, il profumo in bottiglia è sempre lo stesso e mi annoia. Ora il fumo non c'è più, e il cibo mi pare buonissimo, bambini troppo imbaccuccati che urlano neanche uno, ma le donne in generale sono ancora abbondantemente cosparse di profumo, i tragitti sono sonnolenti e le città sempre grigie, le auto sanno di similpelle, e bisogna prepararsi una tattica per affrontare le grane del lunedì. Così sono dall'altra parte ma devo ricorrere al doping. Melatonina. Dopo una notte di splendidi sogni mi sono svegliata domenica mattina molto presto, ho ascoltato per un po' gli uccellini che cinguettavano, poi mi sono riaddormentata beatamente. Pare che abbiano trovato una forma di melatonina vegetale nell'uva rossa, in particolare nella buccia delle uve di nebbiolo. Questo spiegherebbe le magnifiche notti di sonno che mi faccio dopo aver bevuto il Monsordo. E anche perchè non mi piace bere vino a pranzo.
Purtroppo durante la settimana niente cibo lento e gratificante, il lavoro non concede i tempi per cucinare e mangiare con agio e piacere. Allora servono almeno quattro ore di sport, per produrre le endorfine sufficienti a sopravvivere, altrimenti rimarrebbe solo lo shopping.
Per fortuna il meccanismo ha un suo equilibrio.

A proposito, in rete c'è la virtual model, che permette di provare abiti virtuali sul proprio corpo virtuale, agevolando così lo shopping on line, ma soprattutto permette di ritrarsi con qualche chilo in più o in meno, o come una struttura diversa, per esplorare la propria percezione bacata.
Per esempio mi ipnotizza il pulsante che, fissati peso e altezza, mi trasforma dalla naturale forma a resdora, all'agognata forma a clessidra. E' incredibile come la figurina di destra non sia più me. Oddio, neppure quella di sinistra è me, ma solo per la faccia, la mia faccia non l'ho trovata.

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Mi chiedo se da noi sarà mai di moda il tankini, che vedevo addosso alle americane sulle spiagge delle yucatan. Pudicamente nascoste dietro le loro tricee di asciugamani, osservavano con disapprovazione i nostri bikini coi lacci e gli splippini dei tedeschi, su Tripadvisor scrivevano cose come "bella spiaggia, ma è piena di europei mezzi nudi". Chissà se il tankini è comodo per nuotare. Io sto usando top fucsia e short grigi, sempre nell'ottica del mascherare la forma a resdora. In ogni caso la moda in piscina è un argomento ozioso. Gli occhialetti si appannano subito e nessuno vede niente.

postato da garnant | 21:19 | p.link |

lunedì, febbraio 12, 2007

La Muppet Wikia!

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postato da garnant | 18:09 | p.link |
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