Garnant

martedì, ottobre 31, 2006

Solo un decennio fa, un amante del cioccolato amaro era considerato una sorta di pervertito delle papille gustative.
Poi i tempi sono cambiati.
Oggi posso mangiare cioccolato in pubblico senza suscitare particolare scandalo, purchè io taccia il particolare più scabroso, cioè il fatto che il sapore dolce mi nausea. Si, la visione di un barattolo di Nutella, o di una torta pannosa, o di una pasta da bar, mi suscita indifferenza quando non fastidio. Ebbene si, io non condivido uno dei più grandi istinti dei miei simili, l'attrazione verso i dolci. Preferisco di gran lunga la pizza. E ai compleanni taccio in un angolo, facendo la figura di quella che è a dieta. Io non so cosa provate e non voglio saperlo. Io sono diversa.

Ma ammirate quanta meravigliosa diversità!

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Majani Cremino Fiat Noir (quello rosso)

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Majani Scorza

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Lindt Lindor Extradark (al centro)

Image Hosted by ImageShack.us

Lindt Rum (Havana Club)

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Lindt Espresso

Image Hosted by ImageShack.us

Mozartkugel fondente

postato da garnant | 19:02 | p.link |

Capisci che Halloween è diventata una festa commerciale quando al supermercato trovi solo zucche di plastica.

Menù di Halloween
(confrontare con quello dell'anno scorso)

Tortelli di zucca
Tortelli verdi al burro
Tortelli di patate con soffritto

postato da garnant | 17:41 | p.link |

lunedì, ottobre 30, 2006

Finalmento ho trovato il modo di beffare il maledetto specchio della classe di danza. Devo posizionarmi esattamente dove i due specchi della parete lunga si congiungono.
L'unico modo per assottigliare i fianchi, insomma, è decostruirli.

postato da garnant | 21:32 | p.link |

domenica, ottobre 29, 2006

Ho raccattato tutti i punti della fumetteria che ho trovato in casa, e li ho investiti in un certo numero di arretrati di Nana. Ora mi trovo in uno stato mentale preoccupante in cui le Hello Kitty versione Komatsu e Ozaki mi sembrano una buona idea.

Lo sapevo, lo sapevo che non dovevo leggere uno shojo!
Ora desidero persino andare a fare shopping...

Image Hosted by ImageShack.us Image Hosted by ImageShack.us

postato da garnant | 19:05 | p.link |

Non so di cosa parli questo sito, ma le immagini sono in qualche modo molto attraenti.

Sul tema industria del surgelato, che sempre mi ispira sentimenti contrastanti, continua la mia ricerca del perfetto fondant al cioccolato, dopo alcune vicende incrociate tra Berlino e Parigi. L'amico M., a suo tempo conosciuto in una pasticceria berlinese, mi aveva salutato infine alla Gare de Bercy rassicurandomi, vedrai da Picard c'è un fondant passabile. E invece una volta tornata in Italia, fiduciosa che la globalizzazione fosse almeno in grado di procurarmi endorfine surrogate, scoprii che i prodotti Picard erano localizzati a illusione di nostranità, e nei punti vendita italiani si trovavano solo cose come le lasagne bolognese tripla besciamella, il trionfo di melanzane alla griglia, e la torta della nonna Pina.
E invece orai improvvisamente i dolci francesi sono arrivati, con speciale sconto, ed ecco l'agognato fondant, che mai sarà come quello che mangiai in un ristorante di cucina lionese, dietro ad una fillette di novello, vuota, e sotto un quadro che ritraeva un ballo di baccanti, ma così va il nostro mercato, se vuoi una cosa te la devi andare a prendere costi quel costi, altrimenti, avrai solo surrogati, per qunto comodi e mediamente soddisfacenti, ma surrogati.
Lascio a voi le riflessioni sulla globabalizzazione, sul cibo industriale, e sulla vita in genere, che si possono trarre da questa vicenda.

Image Hosted by ImageShack.us

postato da garnant | 18:20 | p.link |

Ieri sera me ne stavo dai miei, mentre una nebbia densa che sapeva di fritto avvolgeva la casa. Stanno friggendo il gnocco (sic) alla bocciofila, la spiegazione.
Il Fuori Orario anche era immerso nella nebbia, ma non fritta, solo gialla per via delle luci della ferrovia. Lentamente si distinguevano i tendoni bianchi della grigliata, e i vecchi binari illuminati nel cemento del piazzale.
Un Offlaga suona spesso dando le spalle al pubblico. Al Fuori Orario c'è una grande vetrata dietro al palco, guarda sulla linea Milano-Bologna. Passa un treno ogni dieci minuti circa, con Offlaga che lo guarda, un altro che dirige al pubblico uno sguardo spiritato, l'insegna al neon appesa in alto, e un insetto che vola confuso nelle luci viola.
Sensibile, il nuovo brano su Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, possiede una certa potenza, ed è inquietante riconoscere, lì, con la nebbia, i treni, il neon, l'insetto e tutto, che ci hanno davvero preso tutto, anche il dizionario.
Di Sensibile, mi spiace, non sembra viaggiare il testo in rete. Perciò chi dovesse assistere all'ultimo concerto del lunghissimo tour degli Offlaga giovedì a Napoli, è invitato a prendere appunti.

postato da garnant | 13:47 | p.link |

sabato, ottobre 28, 2006

Ieri sera me ne stavo a casa della collega S., parlavamo degli occhi di suo figlio e degli alleli recessivi. Non potevamo aprire le finestre perché fuori c'era una nube di polvere umida dal cantiere stradale, e un intenso odore di sisso.
Al ritorno non ho acceso l'autoradio, perché in questi giorni non fanno che parlare ossessivamente di Learco Pignagnoli.

L'Emilia vuole sempre entrarti nelle ossa.

postato da garnant | 18:49 | p.link |

Cale News

Le fonti ufficiali continuano a tacere su eventuali date di Cale in Italia, dunque si può ragionevolmente pensare che i link che si sono moltiplicati in rete nelle ultime settimane siano solo rumore di fondo residuo del tour annullato.
Le fonti ufficiali confermano però l'uscita del nuovo album, Circus Live, per l'inizio del 2007, e si scusano per il ritardo.

Nell'attesa, invito il mondo a non confondere JJ e John, in occasione dell'uscita di Road to Escondido, il nuovo album di Eric Clapton e... JJ Cale.

Sempre nell'attesa, una versione live abbastanza recente di Venus su YouTube, come piccolo piccolo assaggio.

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

postato da garnant | 12:30 | p.link |

venerdì, ottobre 27, 2006

Tra uno sciopero dei giornalisti, gli straordinari pre-ferie, un mal di testa da temperature troppo alte in ufficio, il traffico mostruoso strabordato dall'autostrada a causa della fiera, e la forzata convivenza provvisoria tra pattinatori e pallavolisti nella stessa palestra, sono riuscita a vedere qualche frammento dei mondiali di ginnastisca artistica ad Aarhus.
Vanessa Ferrari ha vinto l'oro nell'all-around, un bronzo nella finale del corpo libero, e uno alla sbarra. A tutte le autorità italiane che si sono congratulate con lei, ha chiesto una palestra adatta per allenarsi, perchè la sua società sportiva non ce l'ha.
Tutti questi elementi della mia giornata, apparentemente slegati, in realtà ruotano tutti insieme in una sorta di motore di assurdità relativa.
L'ufficio è troppo caldo e io ho mal di testa, mi servono le ferie, c'è troppo traffico e allora ho meno tempo libero, mi servono le ferie, la palestra è troppo affollata così peggiora il mio mal di testa, altre ferie, ma per fare le ferie devo prima fare degli straordinari, che a loro volta peggiorano il mal di testa.
Dunque dovrei ridurre le ferie, in modo da ridurre gli straordinari e quindi il mal di testa. Ma l'ufficio sarebbe comunque troppo caldo e la palestra troppo affollata.
Mi seguite, immagino.
Allora potrei andare a questa fiera dell'edilizia, per verificare se ci sono progetti per uffici termicamente più umani, e palestre adatte alla convivenza di pallavolisti di serie C e pattinatori artistici, e alla preparazione di ginnasti olimpici (yum, ginnasti olimpici!). Ma andando alla fiera aumenterei il traffico e quindi il mal di testa. E comunque per andare alla fiera avrei bisogno di ferie, quindi di straordinari, e quindi il mal di testa aumenterebbe ancora. Ma non avrei tempo per andare in palestra, quello in effetti diminuirebbe il mal di testa, e in ultima analisi renderebbe anche inutile la palestra stessa.
Cominciare ad afferrare, vero?
Se ne deduce che per ridurre il mal di testa bisogna evitare le ferie, la fiera e la palestra, e tenersi solo il mal di testa da ufficio troppo caldo. In questo senso l'ufficio troppo caldo è funzionale perché demotiva a fare ferie, ad andare in palestra e anche in fiera a cercare una soluzione per l'ufficio troppo caldo.
Spero che cogliate quanto è orribile tutto ciò.
Perchè il risultato di questi meccanismi è, al posto di un ginnasta olimpico (yum!), un giovane Co.Pro. pallido e stento, che lavora 50 ore settimanali per 600 Euro in un ambiente di privazione sensoriale.
In questo panorama, dove l'informazione è politicamente controllata quando non interamente sostituita da spettacolarizzazioni discutibili, lo sciopero dei giornalisti è un evento particolarmente critico. Da un lato essere privati dell'informazione in generale spinge alla ricerca critica, possibilmente all'azione, e dunque lo sciopero assume un valore sociale molto ampio. Dall'altro, spinge alla rassegnazione pigra, facilmente all'apatia, e allora lo sciopero diventa pericoloso quasi come la censura. Quando poi lo sciopero dei giornalisti finisce, e ci si ritrova un articolo sui Co.Pro. che lavorano 50 ore settimanali per 600 Euro mensili come se fosse una gran scoperta, ci si sente anche un po' scoraggiati. Comunque meglio che niente articolo. Poi le repliche della ginnastica, nonostante gli straordinari, il traffico, e l'inadeguatezza degli impianti sportivi, consolano e molto.

Free Image Hosting
at www.ImageShack.us

postato da garnant | 23:50 | p.link |

giovedì, ottobre 26, 2006

Per una volta non ho di che lamentarmi dei nuovi spot televisivi pensati per il target al quale appartengo, dopo la perniciosa ondata di spot-predicozzo dei mesi scorsi.
Calzedonia ragionevolmente si augura che sia femmina, così comprerà un sacco di calze. Questo apprezzabile spirito di concretezza è serenamente sottolineato dalle note di She's Always a Woman, e nasconde il suo cuore inquieto nella anglofona voce di Billy Joel.

And she'll promise you more
Than the Garden of Eden
Then she'll carelessly cut you
And laugh while you're bleedin'
But she'll bring out the best
And the worst you can be
Blame it all on yourself
Cause she's always a woman to me


In tutto questo si inserisce un dettaglio squisitamente onirico, la preadolescente indossa graziose calzette rosse, per ballare (quasi) innocentemente sul nostro inconscio battistiano.

La campagna Human Machine di Freddy è altrettanto sottilmente suggestiva, con il suo immaginario ispirato al lavoro di Jean Tinguely.
Da sempre la macchina affascina l'uomo che la macchina costruisce, e l'uomo sogna e teme di poter anche dare la vita alla macchina, e quella certo allora si rivolterà, o diverrà esempio sacrificale, lezione e orrore della fantascienza.
Dall'androide alchemico del medioevo, al cavaliere meccanico di Leonardo, agli automi degli scacchi, Coppelia o la ragazza dagli occhi di smalto, si arriva a Ivan Drago chiuso in una palestra sotto monitoraggio cardiaco della fredda macchina inumana del comunismo sovietico (sic), mentre Rocky spacca la legna americana e corre libero nella neve, perchè sa che solo il cuore che batte libero e il sudore autentico sudato sulla frontiera del wilderness gli possono dare la vittoria (sic).
Pensavate che vi parlassi di Frankenstein, di Capek e di Asimov? Ah, non ne avevo voglia. Il fatto è che ieri sera mi sono ricordata che il primo Rambo era un film serio, e che Born in the USA tanta gente la cantava senza avere idea di cosa significasse, e da lì la faccenda di Rocky.
Comunque, lo spot mi piace molto perchè gioca con una bella leggerezza, su tutto l'incubo fantascientifico-sociale-fantastico dell'uomo e della macchina, che negli ultimi anni ci hanno propinato sotto forma di lagna alla Matrix, della quale Trinity che ci porta la pillola bianca contro i dolori mestruali è il più recente grottesco esempio. Riguardatelo. E' ingegnoso e un po' spaventoso il meccanismo, anche un po' chapliniano, ma è il gesto atletico che lo aziona, l'atleta (se benvestita, s'intende) non si fa incastrare nelle ruote dentate della meccanizzazione, e metallo e muscolo non devono necessariamente fondersi in modo cruento come prescrive l'epoca cyberpunk, e alla fine il meccanismo non è poi tanto spaventoso come sembra, è un gioco, fa le bolle.

Image Hosted by ImageShack.us

Poster per la Fontana Stravinsky al Centre Pompidou di Parigi, un'opera metameccanica di Jean Tinguely e Nikki de Saint-Phalle.

postato da garnant | 21:05 | p.link |

mercoledì, ottobre 25, 2006

E poi George Underwood, quello che ha dato il pugno nell'occhio a Bowie alle superiori, ha fatto l'artwork della copertina di The Rise and the Fall of Ziggy Stardust, come saprete.
Ma anche quella di Shine on Brightly dei Procol Arum, che per me è esattamente i miei anni Settanta, di ricordi confusi e parecchi colori.

Image Hosted by ImageShack.us

postato da garnant | 23:51 | p.link |

Mio padre mi ha chiesto una volta, perché David Bowie ha un occhio diverso dall'altro. Io stavo studiando algebra sul tavolo di cucina. Perché si è preso un pugno in faccia quando era alle superiori, gli ho risposto. Mio padre non ha chiesto più nulla su David Bowie. Però temo di non essere mai riuscita a convincerlo del fatto che no, Brian Eno non suona negli U2.
Mi ricordo anche che Videomusic passava il video di Heroes un pomeriggio, e mia madre andava avanti e indietro per la stanza ignorandolo completamente.
Non ho ricordi distinti di Bowie prima di questi, dove io lo abbia incontrato, perchè io abbia indagato sulla natura delle sue pupille, o sul testo di Heroes quando ancora studiavo solo francese. Non ho più alcun controllo razionale su chi ero allora. E così in qualche modo Bowie c'è sempre stato.
Così, nel caso a qualcuno interessasse.

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Numb, Kurt Halsey

postato da garnant | 23:41 | p.link |

Con la scusa del capodanno celtico, mi sono presa due giorni di ferie la settimana prossima. Persino il dirigente più efferato cede di fronte ad una motivazione tanto plausibile come il capodanno celtico. Mi chiedo se esista qualche ricorrenza più antica e arcana sulla quale io possa fare leva la prossima volta...

Stonehenge! Qual è il segreto di questo incredibile luogo? Che cos'era in realtà Stonehenge? Un antico portale per comunicare con gli alieni... o un semplice posto dove riporre pietroni? Stonehenge! Su Rieducational Channel!

Free Image Hosting at
www.ImageShack.us

postato da garnant | 22:42 | p.link |

Weird Overtime Work

Collega programmatore - Perchè non hai installato Firefox 2? E' uscito già da due giorni!
Garnant - E perchè dovrei? Io sto bene così. Non ho questa fiducia cieca nelle nuove versioni come avete voi.
Collega programmatore - E invece dovresti installarla. Buchi nuovi, aria nuova!
Garnant - ...

postato da garnant | 22:41 | p.link |

martedì, ottobre 24, 2006

Cale Alert
(grazie Kit)

Qui dicono che il mese prossimo a John Cale danno il Premio Tenco, poi lo spediscono a Reggio Emilia a fare non sono riuscita a scoprire cosa, e infine sabato 11 concerto al Teatro Sanzio di Urbino, unica data del centro sud Italia (sic).
Qui invece dicono che Cale sarà ad Urbino sabato 10 febbraio 2007.

Sono confusa. Certo se poi ci sono davvero due date non mi lamento.
Però io sapevo che il tour autunnale era stato completamente annullato... o meglio rimandato all'inizio del 2007, il che spiegherebbe la data di febbraio, e una nota a proposito della defezione di Cale sul sito del Premio Tenco. Mumble mumble.

Consoliamoci con le foto dello scorso tour.
Questa è stata scattata il 25 gennaio scorso al Garage, Londra, da Neil McNab.

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

postato da garnant | 23:16 | p.link |

Weird Senior Workout
(aka le pas de chat... noir)

Garnant - Salve, vorrei un body con le maniche a tre quarti.
Commessa di bugigattolo specializzato - Di che colore?
Garnant - Neeero.
Commessa di bugigattolo specializzato - ...

Free Image
Hosting at www.ImageShack.us

Leotard di David Shringley.

postato da garnant | 22:17 | p.link |

lunedì, ottobre 23, 2006

Il mio primo film di Zhang Yimou fu Lanterne Rosse. Ero da poco stata piantata, e mi parve un'idea brillante noleggiare Lanterne Rosse e invitare l'amica F. a vederlo, lei era da poco tornata da un viaggio in Cina. All'epoca bevevamo la Ceres. Il mese successivo andammo al cinema a vedere Vivere. Il cinema era dietro la birreria. Poi sedemmo ad un tavolino all'aperto, sul marciapiede. Ad una certa ora passò il puliscistrade comunale.
Il '93 e il '94, la fine del liceo e l'inizio dell'università, sono stati gli anni più alcolici della mia vita. Non so se poi la vita sia diventata complessivamente più sopportabile, o se banalmente sia diminuita la mia tolleranza all'alcool, ma oggi sono in grado di macinare un'intera settimana lavorativa completamente a secco.
Non sono del tutto certa che sia una buona cosa.
Fatto è che La storia di Qiu Ju e Non uno di meno li ho visti sonnacchiosamente in tv.
Dunque ho evitato Hero e La foresta dei pugnali volanti finchè ho potuto, perchè li credevo la fine della parabola, l'autore diventa popolare, e tutti se lo guardano, e senza bere alcolici, me compresa. Hero poi mi è piaciuto, e anche molto. La foresta dei pugnali volanti l'ho visto ieri, e l'ho trovato parecchio fine a stesso. Certo, un se stesso visivamente grandioso. Ci ho bevuto insieme una tisana ai frutti rossi e cannella, si chiama Canto di Natale, ma scade il mese prossimo quindi mi devo adattare ad atmosfere precoci.
Ma non sono preoccupata. Perchè da qualche parte Yimou aveva nascosto La locanda della felicità, e allora deve pur esserci una birra in frigo. Insieme al gelato, intendo.

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

postato da garnant | 22:47 | p.link |

domenica, ottobre 22, 2006

Con piacere ho scoperto che nel passaggio televisivo di Golden Celebrities on Ice, gala pattinesco al quale ho assistito sabato scorso a Milano, la presentatrice Denny Mendez, apparentemente assoldata proprio in vista della sintesi su Italia1, c'era anche il logo luminoso, è stata chirurgicamente asportata dal montaggio, in favore del commento tecnico dell'amatissima Marina D'Agata, della quale siamo orfani da molti anni, noi amici sportivi che resistiamo attivamente a Sky.
Liquidiamo dunque l'inutile Mendez, alla quale bisogna però dar credito di una dignitosa abilità nel reggersi sulle lame, per parlare di cose più serie apprese grazie a Marina D'Agata. Plushenko ha avuto un figlio, si chiama Christian. Mi sono documentata, è nato il 17 di giugno, il giorno del primo anniversario di matrimonio dei genitori, è nato con un APGAR di 9 punti e Mishin ha già promesso di allenarlo per le Olimpiadi. Invece la mise di Silvia Fontana, pantaloni di pelle e top straccetto multicolore è stata disapprovata da Marina D'Agata e anche da L., che ha commentato probabilmente i pantaloni fanno sgnik sgnik mentre pattina, però si è scoperto perchè a Torino Silvia aveva quell'aria sperduta, la qualificazione per l'evento olimpico era stata particolarmente dura, con standard tecnici molto alti sui salti, e così Silvia si è infortunata poco tempo prima delle gare. Lucia Blini ha poi dato il suo apporto giornalistico mettendo in luce una particolarità stupefacente del dinamico duo di acrobati Besedin Polishuck, pensate, uno è alto uno e novanta, mentre l'alto è uno e sessanta. Siete stupefatti, lo so. Io adoro Besedin e Polishuck, sono così leggiadri. Potete ammirarli qui in un passaggio del loro programma, diciamo, classico.

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Questo per ora, non ho finito di vedere la registrazione, quindi restate in ascolto per ulteriori gossip.

Ma passiamo allo shopping, ieri sono entrata in un Mango ma la gente mi faceva paura, aveva quel luccicore un po' malato da acquisti, c'era persino un tizio con furetto sonnachioso, poi sono stata inghiottita da un H&M, per essere poi risputata fuori dopo una mezz'ora in stato confusionale e a mani vuote. Non contenta mi sono infilata nello Zara successivo, dove ho afferrato l'ennesima maglia a righe, turchese, poi sono fuggita in preda all'ansia da pressione sociale, mentre il buttafuori osservava con approvazione la mia borsina da cliente pagante e mi salutava con cortesia.
Mi sono concentrata sull'atmosfera ottobrina, brumosa e buia, su uno slippino di Benetton con piccoli gufi dagli occhi fosforescenti, e sulle luci velate di umido dalle vetrine della Libreria Giannino Stoppani. Non avevo mai notato che il logo della Nord Sud Editrice fosse così strampalato, una bimba eschimese che mangia una banana.

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Da Lush sono andata per comprare un regalo per la collega in maternità, io sono stata incaricata di scegliere un regalo per la mamma, mentre il regalo per il bimbo è stato scelto da colleghe più competenti in materia. La commessa di Lush mi ha stordito facendomi annusare un sample di ogni singolo prodotto contenuto nei diversi pacchi regalo, ho anche dovuto partecipare ad una dimostrazione pratica con una bacinella e un sapone sbricioloso alla rosa fresca, alla fine barcollando ho optato per My Fair Lady, che include una attraente gelatina al vino rosso dalla funzione non del tutto chiara.
Ora devo solo resistere alla tentazione di aprire il pacco, versare l'intero contenuto nella vasca da bagno fumante, e poi tuffarmici dentro shignazzando tra le essenze.

Image Hosted by ImageShack.us

Quanto al cinema, sono stata a lungo indecisa tra A Scanner Darkly e Little Miss Sunshine, optando poi per l'ultimo perché avevo uno sconto per la sala, e poi perchè mi irritava l'idea che una delle scarse occasioni di vedere Winona Ryder fosse mediata dal rotoscope, tecnica per la quale non nutro particolare interesse.
Invece Winona Ryder, dovete sapere, la idolatro da quanto uscì mia omonima con i capelli bruciati dalla palestra di Heathers, film che vidi a suo tempo giustamente quindicenne nella sala comunale d'essay, quella dove almeno due volte a film la pellicola bruciava, la vedevamo fisicamente sciogliersi, effetto molto suggestivo durante Heathers. Tutto questo senza contare l'abilità che aveva allora Winona di parlare con i fantasmi di Tim Burton in Beetlejuice, e il successivo letto ad acqua in Edward mani di forbice, e il fatto che nemmeno il laser è riuscito ad eliminarla del tutto dalla pelle di Johnny Depp [sospiro].

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Non mi era sfuggito il cameo disturbante di Winona nell'altrimenti discutibile film di Asia Argento Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, a proposito, ho glissato per un sacco di tempo sulla notizia che JT Leroy non esiste, notizia che comunque era in giro da parecchio prima del gossip italiano sui blog. Che ne penso io? Bah, poco e niente. Non ci tengo che Leroy abbia davvero vissuto quello che racconta. All'ultima pagina di Ingannevole è il cuore più di ogni cosa mi dissi, ecco, ha spiegato esattamente e con lucidicità estrema come è diventato l'uomo dell'ultima pagina. Trovavo rassicurante che fosse davvero possibile non solo uscire da una condizione di estrema marginalità, ma anche arrivare a conoscere tanto se stessi, e soprattutto riuscire a raccontarsi ad altri, milioni di altri, a me. Perchè è piuttosto tremendo riconoscere di non poter comprendere un altro umano sullo stesso pianeta, così chiunque riesca a fare da ponte emotivo è prezioso, l'artista insomma, è prezioso. Da allora inizia a visitare il suo sito, un po' preoccupata che tutto quel mirabile equilibrio crollasse, e invece lui era sempre lì, con le parole giuste perchè io potessi capirlo. Che questa capacità si sia rivelata poi costruita accuratemente a tavolino, dicono alcuni, frutto di esperienze tutto sommato simili di un'altra persona comunque disturbata, dicono altri, diventa solo materia di polemica fine a stessa. Tutto considerato, sono disposta a sacrificare un po' di ponte emotivo con la vera Sarah, in cambio di una vita di Sarah un po' meno dolorosa.

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Little Miss Sunshine poi l'ho trovato divertente, grazioso, perfettamente amaro. D'altra parte, in questa allegra pioggia continua di film indie da Sundance, qualcosa comincia a non tornarmi più. E se fosse, dico, se fosse, che stiamo andando al cinema solo per sentirci dire quello che vogliamo sentirci dire? E se la verità fosse che non abbiamo più voglia di essere messi in difficoltà dal cinema?
Come con gli antistress dei Barbapapa. Da quanto tempo non vedevo i Barbapapa, probabilmente dal 1979, eppure ora sono ovunque, e sono antistress per un target che mi include nemmeno troppo contro la mia volontà. Li ho visti, morbidi quanto i giocattoli anni Settanta erano di PVC duro, pre-ftalato ammorbidente. Barbabarba è sempre peloso.

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

D'altra parte anche A Scanner Darkly, che pure mi aspetta tra un paio di settimane, daccapo una storia di Dick messa sul grande schermo con chiasso di mezzi, daccapo una vicenda straniata di allucinazione chimica, è fatto apposta per rassicurarmi, eccoti due ore di fantascienza familiare, che ti fa sentire quella che ha capito come va il mondo, distinta dalla massa acefala, ed eccoti un po' di inquietudine dosata, non troppa che poi ti spaventi, non troppo poca sennò poi come la mettiamo con l'autostima.

postato da garnant | 15:56 | p.link |

venerdì, ottobre 20, 2006

La baba yaga di Ivan Bilibin, la strega del folclore russo e l'allievo di Repin.

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

E così torniamo a Sadko, con Bilibin e con Repin, e via Rimsky Korsakov si arriva a Cale. Quindi sono solo quattro gradi di separazione tra la baba yaga e Cale.
Lo so che fa un po' paura.
Per consolarvi eccovene un'altra, con la sua casa su zampe di gallina.

Free Image
Hosting at www.ImageShack.us

postato da garnant | 18:24 | p.link |

Weird Overtime Work

Collega programmatore - Devi capire che il codice è avaro di soddisfazioni.
Garnant - Ma allora cosa vi sostiene?
Collega programmatore - Lo spirito di abnegazione.
Garnant - E cosa vi motiva?
Collega programmatore - La macchinetta del caffé.
Garnant - ...

Garnant - Dopo aver parlato con te, ho riscritto la mia espressione regolare, ora valida meno dati, ma più precisi.
Collega programmatore - Brava.
Garnant - Però ho tenuto un backup di quella vecchia, per sicurezza.
Collega programmatore - Noooo. Devi buttare via tutto.
Garnant - Come sarebbe a dire?
Collega programmatore - Devi liberarti di tutto il vecchio codice, ormai è caos. Devi passare alla nuova fase, con il refactoring.
Garnant - Ma è tutto inutile, inevitabilmente il nuovo codice prima o poi tenderà di nuovo al caos!
Collega programmato - Certamente, è un ciclo! Non ne puoi uscire! Il ciclo ti consumerà, è l'entropia dell'universo! BBBBWWWWWAAAAHAHAHAHAHA!!!
Garnant - ...

Garnant - Non può funzionare! E' troppo complicato! E poi metà di questo codice non sappiamo neanche più a cosa serve, non possiamo modificarlo per tentativi. E' il momento di fare il refactoring?
Collega programmatore - No, in questo caso è troppo tardi. Dobbiamo scrivere patch nella speranza che queste aumentino la probabilità che funzioni. E' proprio quella parte di software sconosciuto, che misticamente regge l'equilibrio.
Garnant - Ora capisco. In uno stato della vostra coscienza la programmazione si svolge in un mondo fantasy. Ecco perchè vi piace tanto il Signore degli Anelli. Ommioddio! Lo schema di Propp si applica anche voi!
Collega programmatore - ...

Dal colophon di Mastering Regular Expressions della O'Reilly.

Distinctive covers complement our distinctive approach to technical topics, breathing personality and life into potentially dry subjects. The birds featured on the cover of Mastering Regular Expressions are owls. There are two families and approximately 180 species of these birds of prey distributed throughout the world, with the exception of Antarctica. Owls are physically characterized by their large heads, flats faces, large, forward-facing eyes, hooked beaks, and sharp claws. Most, although not all, species of owl are nocturnal hunters, feeding entirely on live animals, ranging in size from insects to hares. Because they have little ability to move their large, forward-facing eyes, owls must move their entire heads in order to look around. They can rotate their heads up to 270 degrees, and some can turn their heads completely upside down. Owls ears are highly sensitive to the frequency and direction of sounds. Many species of owl have asymmetrical ear placement, which enable them to more easily locate their prey in dim or dark light. Owl feathers are soft, allowing them to fly noiselessly and thus to surprise their prey. Because their large eyes give them the appearance of intellectual depth, owls have been portrayed in folklore through the ages as wise creatures. Because of this, they are viewed by humans differently than most birds of prey, which are considered, in an anthropomorphic way, to be evil and cold-blooded. UNIX and its attendant programs can be unruly beasts. Nutshell Handbooks help you tame them.

Edie Freedman designed this cover and the entire UNIX bestiary that appears on Nutshell Handbooks, using a 19th-century engraving from the Dover Pictorial Archive. The cover layout was produced with Quark XPress 3.3 using the ITC Garamond font.

postato da garnant | 18:21 | p.link |

giovedì, ottobre 19, 2006

Nel periodo in cui preparavo il monografico di letteratura tedesca sulla fiaba, avevo incubi tremendi. Tutte quelle ore a leggere Maerchen su Maerchen, le truci morali francesi, e poi la baba yaga e la casa su zampe di gallina. Nulla a che fare con il piacere del farsi leggere una fiaba a quattro anni, guardando le figure e sperando di imparare a leggere presto per poter avere fiabe ad ogni ora. E non erano solo gli incubi. Avevo anche iniziato ad applicare le teorie di Propp a tutte le narrazioni che incontravo. E funzionava sempre! Uscivo dal cinema spaventata a morte. E dicevo cose come no, non posso uscire oggi, devo leggere Pinocchio. Poi vedevo archetipi ovunque, tranne al centro commerciale, ma solo perché il centro commerciale mi rallenta l'attivtà sinaptica.
E così ora il lavoro di Lisbeth Zwerger mi affascina e mi procura una sottile sensazione di inquietudine. In particolare oggi, per via della foschia autunnale, e del fatto che sono da poco emersa da due giorni di sonno e mal di testa, e ora mi aspetta l'allenamento dei marine su rotelle.

Image Hosted by ImageShack.us

Ma non ho trovato illustrazioni del Soldatino di stagno, che pure dovrebbe trovarsi in questo volume,  e che è la mia fiaba preferita, perché il soldatino di stagno ama la ballerina di carta perchè anche lei ha un cuore di metallo, e sa stare in equilibrio su una gamba sola.

postato da garnant | 19:13 | p.link |

House: I did the rehab thing.
Wilson: One session and you didn't even finish that session.
House: The guy wanted me to visualize the healing. [he opens his pills] I can do that at home.

House - Skin Deep

NB Nel prossimo post si parlerà dell'importanza di saper stare in equilibrio su una gamba sola, ma sarà una coincidenza. Almeno credo.

postato da garnant | 19:00 | p.link |

Il collega programmatore mi ha diagnosticato un mal di testa da codice, gli ho chiesto se conosceva un rimedio, lui mi ha indicato un foglio A4 che tiene appeso al cubicolo, c'è disegnato sopra un bersaglio. Mi ha detto che devo sbattere la testa sul bersaglio fino a quando il dolore passa.

Ma perché, perché non posso fare come Lorenzo alla maturità, e impare tutto sbattendomi questo libro sulla fronte? Inglese, fatto! Matematica, fatto! Leopardi e la gobba, fatto!

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

postato da garnant | 18:59 | p.link |

mercoledì, ottobre 18, 2006

La tag cloud oggi nella mia testa:

sonno cuscino
letargo dormire

postato da garnant | 18:28 | p.link |

You are secretly sensitive, but you often put up a front. Shy and private, you yearn for security. You take relationships slowly. You need lots of reassurances before you can trust. Rate 5 if any of this described you correctly.

What does your sleeping position say about you?

postato da garnant | 18:28 | p.link |

martedì, ottobre 17, 2006

Senza l'ADSL per mesi, avevo perso il filo di molti blog, e ora Underbreath è chiuso. Che fine ha fatto Margherita F.?

postato da garnant | 23:57 | p.link |

Il collega mi aveva giurato che non l'unico effetto speciale erano i sottotitoli, e invece poi c'era una carota gigante che galleggiava in un fiume di latte. Essendo io in questi giorni molto, molto stanca, maledetta autostrada sempre chiusa il sabato notte e stramaledetto orario legale protratto ridicolmente, le metafore funzionano come effetti speciali.
Figurarsi se ho voglia di effetti speciali.
Eppure mi è piaciuto molto Nuovomondo, con il suo realismo onirico, la voglia di raccontare con lo sguardo, sembra assurdo ma non tutti i registi ce l'hanno. I paesaggi, poi i corpi, poi i muri e le scale. E il silenzio, il suono, e infine la musica. La sensazione che debba spuntare Rochester a cavallo, da un momento all'altro (ops, questo dovevo tenermelo per me).
Se solo non avesse così tanto insistito con i simboli e l'allegoria, il nuovo e il vecchio, il fiume di latte e le pietre, gli sguardi tra Lucy e Salvatore sull'oceano, il discorso sulla selezione dei migranti migliori, sarebbe stato perfetto.
Fortunata rifiuta il puzzle di legno, che dovrebbe determinare la sua intelligenza. Lucy lo deride, solo un gioco da tavolo.
Dovevano fermarsi a quello, o forse no. Salvatore con i pezzi di legno costruisce una casetta. Suo figlio li incastra a forza pestandoli con le mani.
A Ellis Island quei puzzle sono in mostra. Stupidi metodi superati per determinare l'intelligenza delle persone, a che scopo, dipende, non è inquietante, certo che lo è, la selezione della razza, la discriminazione dell'immigrato, il dawinismo sociale nella migliore delle ipotesi, ma non è questo il punto. E cosa significa una stella di di legno per chi viveva in una casa di sasso, un modulo da compilare per chi non sa leggere né scrivere e non ha mai visto un modulo in generale?  Non è questo il punto. Il punto è sotto la doccia, e nei capelli da pettinare, o da nascondere sotto un cappello, un velo, un ricamo. Il punto insomma non è allegorico, è poetico, per questo Nuovomondo è bellissimo, ma non perfetto.

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Quanto ai giochi da tavolo, qualche anno fa avevo pensato di iscrivermi al Mensa, avendo come modello Lisa Simpson.

Garnant - Quanto costa?
Tizio del Mensa - Tot Euro, più la una tantum
Garnant - Che fate?
Tizio del Mensa - Ci riuniamo una volta al mese e giochiamo a Licantropi.
Garnant - ...

Visto che alcuni amici miei si trovano già a giocare a Licantropi e ben più spesso, una volta a settimana, e senza alcun bisogno di pagare quote di iscrizione e tanto meno la una tantum, decisi di lasciar perdere. Poi il fatto che il tizio del Mensa mi scrivesse ogni volta non nel corpo della mail, ma in un documento Word allegato alla mail, vuota, mi destava vari sospetti sulla validità del Cattell Test in generale. Nascosi così la busta con il mio risultato sotto una pila di corrispondenza della banca, e mi informai per giocare a Licantropi a gratis con gli amici miei, ma scoprii che si trovavano la stessa sera in cui in tv c'era Dawson Creek, così lasciai perdere.

Poi domenica scorsa sono finita per sbaglio a guardare Lucignolo, un po' perché non volevo arrendermi all'assenza imprevista di OC, sottofondo indispensabile per stirare, un po' perché la vecchia cantilena dei servizi somigliava in modo disturbante alla nuova cantilena di certi servizi di Anno Zero, e questo mi causava riflessioni amare sul futuro del giornalismo televisivo, e le riflessioni amare sono pessime mentre si stira. I vestiti rimangono tutti spiegazzati. Insomma dentro Lucignolo intervistavano questo secchione famoso della pupa e il secchione, e cosa faceva costui nel suo tempo libero, prima di diventare famoso e andare finalmente in discoteca come tutti gli altri? Giocava a Licantropi alle riunioni del Mensa. E li hanno fatti proprio vedere, in una tristissima sala di quartiere. Facevano anche ciao ciao con la maninina agli spettatori di Lucignolo.

Il prossimo che mi deride perchè mi piacciono Dawson Creek e OC, gli faccio ingoiare un puzzle di legno incartato in un Cattell Test.

postato da garnant | 23:54 | p.link |

lunedì, ottobre 16, 2006

Questa improvvisa nozione dell'esistenza corporea di Victor Petrenko mi ha catapultato su YouTube, nel tentativo di confermare la mia antica teoria pre-videoregistratore, secondo la quale quando un istante è andato, è andato. Poi mi regalarono un fantastico Marantz, ma continuai a pensarla allo stesso modo. Anche quando riuscii a procurarmi abbastanza soldi per comprarmi i libri, continuai ad andare in biblioteca, perchè una volta letto è letto. Non sarà più lo stesso.
La riproducibilità dell'opera d'arte, insomma, in qualche modo m'ha sempre turbato.
E così, ecco cinque minuti del 1989, la notte sul monte calvo, quando abbiamo scoperto che di Aleksandr Fadeev non sapevamo niente. E poi Isabelle e Paul Duchesnay, la prima volta che hanno messo sul ghiaccio Missing, qui era il 1990, e Maia Usova e Aleksander Zhulin, le quattro stagioni del '92, quando ancora credevamo che l'amore fosse eterno. E Marina Klimova e Sergei Ponomarenko, alle Olimpiadi di Albertville, non poteva essere altrimenti.
Due programi non li vedevo da allora e non saranno più come allora. La finestra è piccola, l'immagine è sgranata e traballa, e non è nostalgia. E' aver salvato istanti dalla loro riproducibilità.

postato da garnant | 22:27 | p.link |

domenica, ottobre 15, 2006

L'idea era di incontrare Victor e Nina Petrenko, nel sabato pomeriggio dello shopping milanese. Aguzzato la vista ma niente, neppure Plushenko e consorte davanti ad una vetrina luccicosa. Credevo di andare ad applaudire qualche solito programma circense per placare il pubblico.
Quello che non mi aspettavo, era di puntare un binocolo verso il corridoio del riscaldamento, da duecento metri, al buio, e vedere chiaramente, molto chiaramente Petrenko girare un salto sulle scarpe. Ora non è una novità, che basti un modo di portare le spalle in volo per rinoscere qualcuno, soprattutto qualcuno che si conosce da anni, proprio attraverso quel modo di portare le spalle. Solo, quando succede, sorprende.
Petrenko salta uguale. Uguale a cosa non lo so esattamente perché non l'avevo mai visto prima dal vivo. Diciamo uguale ad Albertville, vedete sotto la Carmen dello short program, era il 1992, uguale, solo con un punta in meno di fluidità nella vita, una pista più piccola, e luci e musiche per un pubblico diverso.
Si muove uguale. Stesso discorso.
E' sempre diafano e a metà programma gli si infuocano le orecchie. Lo scorso anno l'hanno trovato in un fosso, nel suo SUV, ubriaco di vodka. Non vive più a Simsbury, luogo sacro del training d'elite, ma a Manhattan, Nina è ballerina, e coreografa. Victoria Victoriovna ha fatto nove anni.
Tutto questo è tremendamente rassicurante. Anche il fatto che non ci sia grande traccia di lui in rete, ancora meno del mio amatissimo Aleksander Fadeev atleta della fine degli anni Ottanta. Eppure, mi dovesse capitare di incontrarlo, lo riconoscerei a bordo pista, al buio, da duecento metri. In volo.

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

postato da garnant | 14:31 | p.link |

Cale News

Image Hosted by ImageShack.us

L'amica B. è capace di prevedere le date future di John Cale leggendo nella contabilità aziendale. Nelle ultime settimane mi diceva, non sento nulla, nessuna vibrazione.
E in effetti vengo a sapere che il tour è poi stato annullato. L'amica B. è infallibile. E' la rabdomante del rock.
L'uscita del nuovo album, Live Circus, è stata rimandata all'inizio del 2007.
Sul sito ufficiale è anche disponibile l'urrendo video di Jumbo, il singolo uscito in estate, che JC già da qualche tempo suona dal vivo.

postato da garnant | 13:37 | p.link |
1 2
successiva
ultima