venerdì, gennaio 27, 2006
Adoro questo periodo dell'anno, la neve che rallenta il lavoro, il freddo secco sotto zero e tre giri di sciarpa a righe annodata, le docce bollenti e tre strati di crema idratante al cioccolato sulla pelle.
E poi il Sundance, con i suoi panorami cinefili innevati di Park City Utah, e questo è il periodo dell'anno in cui mi ricordo che voglio bene a Robert Redford, perché Robert Redford significa come eravamo e bisonti sulla prateria e cineasti indipendente nelle sale. Lo so che era noioso Horse Whisperer, era così lungo ma per una buona causa, ogni dieci minuti un bisonte in più sulla prateria e un nuovo cineasta indipendente in sala.

Poi ci sono gli sport invernali in tv, gli sport invernali veri nel fine settimana, in particolare il patrono locale che permette un fine settimana lungo tutto dedicato agli sport invernali, intendendo come sport invernale anche un pomeriggio in una spa con idromassaggi assortiti.
Dunque io parto per la Val Gardena (dormite pure tranquilli, domattina vi sveglio io un quarto d'ora prima di Ortisei). Voi ogni tanto controllate qui, potreste vedermi rotolare sulle piste.
Facendo colazione l'altra mattina in un bar sulla Merulana, molto simpatica la teiera cinese bianca con i disegni blu, ho ascoltato il fornitore romano di primi piatti pronti fare gli auguri alla barista, cinese, per il nuovo anno. Ho immaginato il dragone dorato sulla Merulana, il corteo e le lanterne.
L'anno del cane inizia lunedì 30 gennaio, si festeggia dalla vigilia di domenica e fino al 17 febbraio.
Alles Gute zum Geburtstag, Wolfi.
Di Auschwitz si dice tutto, tranne forse che Auschwitz esiste davvero, non è soltanto un luogo astratto della memoria, il paese nella campagna polacca si chiama Oswiecim, e a Oswiecim esistono il campo di Auschwitz, il più piccolo, con i blocchi di mattoni rossi e i forni neri, si possono toccare con le dita, distante tre chilometri c'è Birkenau, con il binario che termina nel niente, oggi ci cresce l'erba, la vedi e la memoria diventa presente, più distante Monowitz, il campo di lavoro dell'industria chimica IG Farben dove fu rinchiuso Primo Levi, la IG Farben non produsse nulla durante la Shoah, produsse in effetti la Shoah stessa, e dopo la guerra agenti chimici a uso bellico per gli Stati Uniti, una joint venture con la Monsanto, e poi una struttura commerciale separata in Agfa, Bayer, BASF e indirettamente Aventis. Auschwitz, Birkenau e Monowitz si trovano a meno di cento chilometri da Cracovia. Anche Cracovia esiste davvero, e il suo quartiere ebraico, il Kazimierz, è rimasto congelato ai giorni delle deportazioni. Tutta la sua gente presa in poche notti, portata a morire a Oswiecim, vicina, vicinissima. Nel Kazimierz è tutto esattamente come allora, puoi camminare per strada e guardare attraverso le finestre vuote. Ma nessuno è andato ad abitarci, chiedono puntalmente gli amici guardando le foto. No, sono morti tutti. Allora la memoria diventa presente, e cade in un certo silenzio imbarazzato.
Immagine di arkajzerek
Secondo il pier-collega i sedili rossi di prima classe sull'Eurostar sono inappropriati, dovrebbero essere azzurri, e rossi in seconda.
La popolazione di prima classe è tendenzialmente maschile, attempata, stempiata, oppure capelluta con il ciuffo, e indossa calzini imbarazzanti. Chi legge, legge Il Giornale. Alcuni leggono Leggo. Alcuni leggono Leggo accanto ad altri che leggono il Giornale. Rari personaggi leggono libri, prevalentemente volumi con la copertina rigida allegati al giornale, per esempio il tizio di fronte a me ieri leggeva Medioevo Superstizioso di Jean-Claude Schmitt, della Biblioteca Storica Il Giornale, appunto.
Ho ascoltato Guccini per via di Cyrano, tra un annuncio mellifluo del capotreno e un'offerta ossequiosa di una bevanda per la signora, ma ascolta ascolta è arrivata La Locomotiva, pensate. Moquette grigia al posto dei velluti, carte di credito al posto degli ori, gente riverita, gente in completo blu riverita dai sottoposti a progetto, e Bergamo la nostra lontana destinazione. E allora ho pensato speriamo che ci sia un mostro da qualche parte, un mostro che divori la pianura, i muscoli d'acciaio e tutto il resto, anche la forza cieca di baleno, lanciato verso di noi, magari dalla carpi suzzara mantova, per distruggerci, per distruggerci.
Non fosse che a Bologna il nostro locomotore di lusso si è guastato, e siamo rimasti pateticamente fermi per più di mezz'ora, altro che lontana destinazione, neppure capaci di andare incontro alla nostra fine con un minimo di dignità tecnica.
Il mostro avrà continuato a divorare la pianura, perplesso.
lunedì, gennaio 23, 2006
Cari lettori, se nei prossimi giorni siete a Roma e prendete l'autobus 714, quella con la giacca bianca e l'aria mesta sono io.
Per ora vi lascio con questa webcam puntata sull'installazione Spot a Berlin Potsdamer Platz, e con le scale di Escher in versione Lego.
Ben consapevole che il viaggio nel futuro altro non è che un viaggio nel passato, perchè il futuro è umanamente inconoscibile e dunque necessariamente lo si immagina basandosi sui modelli del passato, ho vagato per un centro di Bologna fantastico e dunque astorico, in tasca gli appunti sul viaggio nel tempo come fantasia di immortalità, quando l'ultima lezione di Franco La Polla a cui avevo partecipato con carta e penna era stata nel 1997, e Darko Suvin lo leggevo in quegli stessi anni, le metamorfosi della fantascienza.
Particolarmente calzanti le due proeizioni in alternativa dopo l'incontro sul viaggio nel tempo: Storie di fantasmi giapponesi: anteprima di Yokai Daisensou (The Great Yokai War) di Mike Takashi, Giappone 2005 From Vincent to Price - Il cinema horror dalla Universal alla Hammer - Programma 5 a cura di Paolo Mauro Ho scelto la seconda possibilità, per via della mia compulsione ad assistere a Midsummer Night's Dream, ne ricordo una versione con Arturo Brachetti che faceva Puck, e un Oberon di cui non ricordo il nome, con un mantello nero o una lunga giacca di pelle, e diceva a Titania tu hai solo me in un modo che metteva i brividi, sapete, la solitudine delle creature magiche. E poi c'è stata quella volta del lavoro redazione in cui mi lamentai perché non avevamo un font adatto per scrivere correttamente Jiri Trnka (non ce l'ho neanche ora), e tutti mi guardarono come si guarda un freak.
A seguire:
Omaggio a Jiri Trnka: Sen noci svatojanské (A Midsummer Night's Dream), repubblica Ceca 1959
Comunque, deliziose le fatine di Trnka che volano sui fiori con i loro minuscoli annaffiatoi, e Puck che si trasforma in un coniglietto, e gli uccellini colorati con l'anima di fil di ferro, non so come non so perché ma li avevo anche io da piccola, con gli stessi colori, vent'anni dopo e molto lontano da Praga. E vedendo questo splendido lavoro di Trnka si capisce bene perché Oberon ama tanto Titania.
domenica, gennaio 22, 2006
Bologna - Future Film Festival 15.30 Sala del Capitano Macchine del tempo Incontro con Darko Suvin, Carlo Pagetti, Franco La Polla.
Tavola rotonda sul tema del viaggio nel tempo nella letteratura.
sabato, gennaio 21, 2006
L'impressionante programma libero con cui Evgeny Plushenko ha vinto un quarto d'ora fa i campionati europei, sarà ricordato non tanto per la consumata sicurezza di esecuzione del quadruplo toe loop, del triplo axel in combinazione, e neppure per l'assenza della vecchia trottola Biellmann, ma piuttosto per lo sguardo gelido da pattinatore russo, San Pietroburgo meno trenta, sguardo per i giudici, per il pubblico, e per lo spaventoso allenatore Alexei Mishin, che la regia inquadrava con giusta deferenza dal basso verso l'alto.
Trionfatore su Joubert francese piacione che ama le mimerie, e su Lambiel svizzero aggraziato e sorridente che neanche Katarina Witt, Evegeny è stato gigantesco, perfetto e intoccabile, tranne forse per un inutile elemento coreografico in cui sembrava che dirigesse il traffico.
Alla premiazione l'operatore doveva essere uno che come me si commuove per l'inno sbagliato, difatti la telecamera a spalla traballava durante le dissolvenza del naso di Zhenya sulla bandiera russa, la più alta, una narice su quella francese più bassa, e neppure uno starnuto nonostante l'influenza controllata a forza di iniezioni.
A Torino! A Torino!
venerdì, gennaio 20, 2006
Time, time, time! Is what turns kittens into cats!
BTVS, episode #108
Lione, settimo titolo europeo per Irina Slutskaya.
Confesso che questa immagine viene dal recente Japan International Challenge, non dalla serata francese di ieri, ma il costume è lo stesso e l'altezza del piede nella posizione Biellmann pure. Negli anni Ottanta noi chiamavamo questa posizione il cervo, mentre la polisportiva nemica la chiamava la rondine. Mi piace pensare che l'immagine congeli un istante della famosa trottola Biellmann con cambio di piede, specialità di Irina Slutskaya, il gonnellino non ruoterebbe a quel modo se non si trattasse di una trottola.
Due istantanee delle settimana, un brindisi dietro il vetro opaco del cubicolo per l'elezione di Michell Bachelet in Chile. Questa mattina molto presto, con la brina gelata sugli alberi, In the Midnight Hour trasmessa in mono da una radio locale in onore di Wilson Pickett.
giovedì, gennaio 19, 2006
Ignorando l'osservazione della collega (del sesso sotto la pioggia in un campo di cereali è già stato detto tutto da James Ivory in Camera con Vista), sfidando la serata AGIS con una tessera AGIS scaduta, e persino trascurando OC in tv, sono andata a vedere Match Point, sperando nel dramma dell'animo, nel gelo della fotografia, e nella bellezza dei campi in erba ben tenuti.
Lo so, lo so, è un bene che non ci sia Allen, che al suo posto ci sia un film, con una struttura rigorosa, uno sguardo chirurgico, una metafora tennistica. Certo, c'è il godimento intellettuale del ragionare sul crimine ill castigo e la sua eventuale assenza, dell'ascoltare Verdi nei nodi della trama, il gusto di una Londra soffocante di vetro. Certo. Ma quando Nola chiede a Chris di parlarle di Chloe io penso automaticamente "lei è molto dolce" e Chris ci riflette un po' poi dichiara "lei è molto dolce", e quando Chris sente gli scricchiolii in casa di notte io sbuffo è il fantasma del rimorso ed ecco che cucina arrivano ben due fantasmi del rimorso. E che tedio tutto quel guardarsi negli occhi trasparenti e ingannatori per dimostrare una tesi onirica, tutte quelle parole in fila per far progredire la trama, e le solite gallerie piene di galleriste graziose come sfondi dipinti, e poi i campi da tennis abbandonati per l'alta finanza sui gradini della scala sociale, e non c'è neanche una caduta da cavallo, mioddio, non ci può essere autentica upper class senza le cadute da cavallo.
Era davvero necessaria insomma tutta quella noia straziante per guadagnarsi il finale di fredda, stupida e orrenda verità?
La settimana prossima sarò a Roma per lavoro. Gli accessori di Garnant Business Magic sono: un trolley preso con i punti della benzina, un pigiama con le righe modello prigione, e un cellulare aziendale rosicchiato agli angoli, sul perché i miei colleghi rosicchino il cellulare aziendale durante le trasferte preferisco non indagare.
mercoledì, gennaio 18, 2006
Certo è dimostrato da tempo che i cuccioli sono evolutivamente tondi e morbidi per ispirare tenerezza e cure negli adulti, e che i peluche sono tondi e morbidi per ispirare gli acquisti, negli adulti, mentre ai bambini non importa che l'orsetto sia tondo e morbido, uno bislungo e spelacchiato va bene lo stesso, questo almeno in età prescolare, più tardi anche anche nei i bambini scatta l'associazione tondo e morbido da coccolare, e infatti aumenta anche il potere d'acquisto. Trovato qui.
Ma insomma, io voglio un gatto, ecco.
Nell'hatha yoga l'ansia è una vibrazione grottesca nei muscoli, servono molti minuti per vederla sparire, la prima volta non si riesce a credere che sia proprio quella l'ansia, che sia possibile vederla con gli occhi. Attenzione allo strozzamento delle carotidi, se distendendo il collo all'indietro avvertite la sensazione dello svenimento, allora ruotate lentamente il collo da un lato, in modo da liberare una delle due carotidi.
Dopo aver ascoltato ieri sera il consiglio del mio maestro di yoga, questa mattina ho realizzato che ieri era il compleanno dell'amica B., l'avevo dimenticato, e ieri l'altro il compleanno dell'amica C., giornate che io ho trascorso disperandomi vagamente a proposito della data di scadenza delle uova nel frigo.
Questo è il consiglio del mio maestro di yoga, spero sia utile ed illuminate per voi come lo è stato per me.
martedì, gennaio 17, 2006
Un paio di buoni colpi sul biliardo, un piatto di tortelloni di zucca con l'ultimo tartufo bianco della stagione, Evgeny Plushenko che pattina un incredibile programma lungo con una combinazione quadruplo e triplo, e un tegame di salsiccia e patate, poi il lunedì, con i filtri dell'aria troppo vecchi e sporchi, che fanno i capelli orrendi.
Oggi è una giornata così interessante che questa mattina ho guardato il calendario e ho riconosciuto qualcosa nella data, 17 gennaio, è così emozionante riconoscere qualcosa nella data, poi ho ricordato che il 17 gennaio è il giorno in cui scade la confezione di uova che ho in frigo e questo è tutto. Perlomeno le ho mangiate in tempo ieri sera, non dovrò buttarle.
Comunque, nevica. E' esattamente come deve essere, c'è qualcosa di confortante in questo, perchè domenica sulle piste da fondo avanzavo piano in una nuvola densa, e salivo salivo per poi scendere rovinando in una fontana di neve, e potevo ascoltare tutti i suoni del mio scivolare sulla neve, sci e mani e fianchi e attrito di pelle e fibre sintentiche, per via del silenzio, e ora la nuvola mi ha seguito fino in pianura. Eppure non vesto di bianco perchè la neve continui a scendere, come suggerirebbe il buon senso dello sciamano, indosso piuttosto una maglia a righe alternate, grigio, azzurro, turchese, e ancora grigio, rosa, melanzanzana e poi giallo e bianco e rosa e ancora grigio, come stagioni di Kim Ki Duk, presa con il 50% di sconto da Mango, sono stata ai saldi da Mango insieme alle altre cavallette dello sciame, credo siano rimasti solo gli appendiabiti rosicchiati e le commesse svenute.
E poi sono quasi a metà del lavoro redazionale più alienante della storia dei lavori redazionali alienanti, la collega mi sta salvando dall'oblio parlandomi a raffica di qualunque cosa, la lavanda e i merletti della provenza, Clay Alden di Quando si Ama che era allergico ai gamberetti e così ad un party si scopriva che Clay Alden non era Clay Alden ma un impostore che aveva preso il suo posto dopo il Vietnam, il Clay Alden cattivo che poi però diventava buono, e il collega secco e pallido che si è rotto il malleolo scendendo dal letto, e le scarpette da punta russe che hanno la punta più rigida delle scarpette francesi, e tiene occupata la zona del mio cervello che non utilizzo per il lavoro redazionale alientante, e che rischia di suicidarsi se nessuno le parla.
Garnant - Che ascolti?
Collega - Francuccio. [Battiato NdG]
Garnant - Io gli Einstürzende Neubauten.
Collega - Vediamoli.
Garnant - Ecco. [Mostro una immagine da Silence is Sexy]
Collega - Mi piacciono il cappello e la cappa. Il resto lo buttiamo.
Garnant - Lo conosci, è Blixa Bargeld, suonava con Nick Cave.
Collega - Vabbé. Francuccio è più bello e anche più colto, lui canta in sanscrito.
Garnant - ...
Ho voglia di un mondo che sia silenzioso, piccolo, senza effetti speciali. Con la neve che scricchiola sotto le scarpe. O il ghiaccio sotto le lame. Ho preso a prestito questo libro, Monkey Brain Sushi - New Tastes in Japanese Fiction, lo leggerò se mai mi riuscirà di staccarmi da Bukoswki, da die Befindlichkeit des Landes e dalla sesta stagione di Buffy the Vampire Slayer (Knew I could get a grin).
Ho interrato tre bulbi di tulipano, me li ha portati l'amica V. da Amsterdam, spero di averli interrati nel verso giusto, con il germoglio in alto intendo, non sarebbe orribile al contrario? Spero nasca qualcosa di verde. Things that grow, you know.
lunedì, gennaio 16, 2006
For those who believe in God, most of the big questions are answered. But for those of us who can't readily accept the God formula, the big answers don't remain stone-written. We adjust to new conditions and discoveries. We are pliable. Love need not be a command or faith a dictum. I am my own God. We are here to unlearn the teachings of the church, state, and our educational system. We are here to drink beer. We are here to kill war. We are here to laugh at the odds and live our lives so well that Death will tremble to take us.
Charles Bukowski
sabato, gennaio 14, 2006
Seconda manifestazione, in contemporanea a Milano alle ore 14:00 da Piazza Duca D'Aosta a Piazza Duomo, per iniziativa di Usciamodalsilenzio, corteo in difesa della legge 194, della laicità dello stato e in generale, mi pare di capire, corteo per esternare lo sconforto, la pena, e l'orrore, nel dover ascoltare quotidianamente chi insiste sulla leggerezza femminile nel ricorrere all'aborto, addirittura oggi volendosi sottrarre al dolore chirurgico, considerato come unico dolore in gioco, comunque necessario all'espiazione, a quanto pare.
Oggi due manifestazioni nazionali, la prima a Roma in piazza Farnese alle 14:30, Tutti in PACS, non è colpa mia se si chiama così, metto pure il banner portate pazienza, almeno è quello statico, e l'iniziativa è 1 PACS avanti, eh già, ma è per ricordarvi che sopra il PACS francese dell'amica L., cittadina italiana residente a Bordeaux, c'è una piccola clausola che dice in Italia non vale niente.
venerdì, gennaio 13, 2006
I Buffy Studies sono una delle strambe frontiere dell'interesse accademico per la cultura popolare, e Slayage è davvero irresistibile quando osserva che anche l'interesse accademico per la cultura popolare può essere considerato cultura popolare, e quindi campo di indagine.
"I wrote my thesis on you!": Buffy Studies as an Academic Cult Che c'entra adesso Buffy? No, niente, è che il collega MG mi gentilmente prestato quaranta episodi originali, quaranta, capite? Pubblicamente grazie.
giovedì, gennaio 12, 2006
In un piccolo mondo antico di giocattoli di latta e camicette di flanella, io bambina collezionavo i francobolli, pensate. E' tutto documentato, il paese faceva seicento abitanti, il trenino snodato era in autentica latta (tranne le ruote che erano di plastica), ogni vagone di un colore diverso e le persone al finestrino, e una foto custodita dai miei nonni mi ritrae in una camicia di flanella gialla a fiorellini, un po' come Anna Shirley che aspetta il vecchio Matthew alla stazione di Bright River, nell'immortale opera di Lucy Maud Montgomery Anne of Green Gables. Gli album dei francobolli sono ancora sullo scaffale alto della libreria, mi piacevano i dettagli da un passato non c'era più, i ghirigori pallidi del regno d'italia, la filigrana a ruota alata, e a volte passavo un dito sulla testa dorata della regina, un po' in rilievo sui francobolli del Commonwealth.
Questo ho ricordato, imbattendomi nel delizioso francobollo cinefilo del Conte Dracula secondo Bela Lugosi.
mercoledì, gennaio 11, 2006
Così, ascoltando Sabrina.
It is as black as malevitch's square It is that black Kazimir Malevich, Black Square, ca. 1930
The cold furnace in which we stare
A high pitch on a future scale
It is a starless winternight's tale
It suits you well
martedì, gennaio 10, 2006
Piuttosto artificioso questo Me and You and Everyone We Know, nel suo tentativo di risultare disturbante e insieme adorabilmente strambo. Soltanto due dettagli hanno un autentico equilibrio. Miranda July che per una volta non parla, con i piedi nelle scarpette rosa. Non riesco a trovare un'immagine dei piedi zitti, come peraltro non riesco a trovare un'immagine del tatuaggio delle forbici sotto il piede di Alan Rickman in Blow Dry, dove sono i siti dei feticisti dei piedi quando servono? Secondo dettaglio, le espressioni tristi, alienate e iperconsapevoli della piccola Carlie Westerman.
lunedì, gennaio 09, 2006
Anche io partecipo alla catena del momento, perché no, ecco cinque delle mie strane abitudini.
Bere succo di mirtillo biologico in un bicchiere di vetro guardando una serie adolescenziale. Ho iniziato anni fa con Beverly Hills 90210 e il succo Cereal, poi ho provato diverse marche tedesche con Dawson Creek e ora sono passata al succo di mirtillo selvatico di montagna, devo ricordarmi di comprarne un bottiglione domani, inizia la seconda stagione di OC. Guardare per cinque minuti un programma qualunqe di Maria de Filippi prima di pulire il bagno. Per fortuna c'è sempre un programma di Maria del Filippi, per rendere più gradevole la prospettiva di pulire il bagno e più piacevole l'attività stessa, grazie al comodo effetto confronto. Infilare la punta del naso nel bicchiere per sentire le bollicine dell'aspirina effervescente. Mangiare speck solo ed esclusivamente sopra i mille metri sul livello del mare, per conservare una associazione mentale tra lo speck e le giornate di sci. In realtà sono stanca dello sci da discesa, tutto quel cadere su lastroni di ghiaccio, finire travolti da megalomani volanti e pesantissimi incapaci, poi gli impianti di risalita puzzano, così sto meditando di passare allo sci di fondo. Questo mi permetterebbe anche di mangiare speck sotto i mille metri sul livello del mare. Annusare i cosmetici, in particolare i rossetti in stick. Se il rossetto in stick non è mio chiedo gentilmente posso vederlo, e poi con fare casuale, posso annusarlo? Vi confido che Shine Delicieux di L'Oreal sa di pallina zigulì. In fondo non è tanto strano. La mia compagna di classe A. annusava le rocce per riconoscerle durante le interrogazioni di scienze naturali. Catena da qui, e continua chi ne ha voglia.
Oggi si legge Without Feathers, di Woody Allen. If the Impressionists Had Been Dentists Dear Theo, Dear Theo,
Assaggi terapeutici per il lunedì lavorativo...
Will life never treat me decently? I am wracked by despair! My head is pounding! Mrs. Sol Schwimmer is suing me because I made her bridge as I felt it and not to fit her ridiculous mouth! That's right! I can't work to order like a common tradesman! I decided her bridge should be enormous and billowing, with wild, explosive teeth flaring up in every direction like fire! Now she is upset because it won't fit in her mouth! She is so bourgeois and stupid, I want to smash her! I tried forcing the false plate in but it sticks out like a star-burst chandelier. Still, I find it beautiful. She claims she can't chew! What do I care whether she can chew or not! Theo, I can't go on like this much longer.
-Vincent.
I took some dental X-rays this week that I thought were good. Degas saw them and was critical. He said the composition was bad. All the cavities were bunched in the lower left corner. I explained to him that that’s how Mrs. Slotkin’s mouth looks, but he wouldn’t listen! He said he hated the frames and mahogany was too heavy. When he left, I tore them to shreds! As if that was not enough, I attempted some root-canal work on Mrs. Wilma Zardis, but halfway through I became despondent. I realized suddenly that root-canal work is not what I want to do! I grew flushed and dizzy. I ran from the office into the air where I could breathe! I blacked out for several days and woke up at the seashore. When I returned, she was still in the chair. I completed her mouth out of obligation but I couldn’t bring myself to sign it.
Vincent
domenica, gennaio 08, 2006
Piedi invernali, taking dumb pictures of my feet, oppure la ricerca di un nuovo tag per Flickr, stripedfingersandtoes.
venerdì, gennaio 06, 2006
Saluto l'amica L. che ritorna a Bordeaux, con la promessa di telefonarle con Skype e di parlare anche con il suo nuovo gatto Biriló (mi raccomando la erre francese). Per dividere serenamente la propria tastiera con un gatto, capace magari di scrivere mail di lavoro, lanciare eseguibili maliziosi e cancellare file senza backup con una semplice sonnacchiosa passeggiata sui tasti, c'è Pawsense, una software utility che riconosce e blocca ogni tentativo di catlike typing.
Biriló ama le tastiere, in particolare i tast F da 1 a 12, ma ancora non ha un blog come questo suo collega americano.
Tu sembri un gatto, dice il monitor, se non sei un gatto scrivi human.
L'apparente assurdità delle nuove tratte della Ryanair, lo sappiamo, è uno dei tanti aspetti di un brillante piano per creare traffico aereo dove prima non ce n'era, generare profitto su aeroporti che consistevano in poco più di un hangar vuoto e una striscia di asfalto nei campi, lucrare su orde di persone felici e consenzienti, che volano pressoché gratis nutrendosi di M&Ms, acquistando teddy bears aziendali, e prossimamente giocando d'azzardo, ancora non so se direttamente dalla propria poltrona o in una apposita area della cabina, con croupier in divisa. In tutto ciò, nessuno mi aveva avvertito della nuova favolosa tratta della Ryanair a meno di ottanta chilometri da casa mia, non vedo l'ora di inaugurarla: Parma London Stanstead, che annuncio con entusiasmo al resto del mondo sbadato. D'altra parte, mi sentirei in colpa per il resto della giornata non ricordando al resto del mondo sbadato che abbandonare il traffico ferroviario in favore di quello aereo è un suicidio ambientale, che il personale della Ryanair si è in più occasioni definito sfruttato, e che il logo della compagnia si è rifatto le tette per risultare più aerodinamico nella vendite.
Finita l'epoca del treno, un po' dispiace. Gli Interrail, il BIJE, il RIT circolare. Ma poi, chi ha voglia di farsi succhiare sangue dalle zecche su un costoso vagone trenitalia?

































