mercoledì, novembre 30, 2005
Ecco, è novembre, un pidocchioso infrasettimanale, è buio, piove, e la mia destinazione si chiama via Gattalupa. Fate voi.
Studiare il dipinto di un pittore pazzo può essere disturbante, il contatto emotivo doloroso. Ma scrivere nel linguaggio inventato da un programmatore pazzo fa davvero paura, perché si è costretti a condividerne i percorsi logici.
Per quanto pallido il fondotinta che avevo scelto oggi, ora la mia pelle è due toni più esangue, sotto il fluido effetto cipria.
martedì, novembre 29, 2005
Space Oddity Whedon, who always delights in blending genres and tones, has assembled his most frantically disparate collection of pop culture quotations, boldly and cleverly going where plenty have gone before." Ma ci vuole coraggio ad essere postmoderni, quando stanchi di tutto abbiamo dichiarato morto un genere e anche la sua dissoluzione.
Serenity al cinema
Matt Singer, VILLAGE VOICE
La fantascienza classica un po' Heinlein, il caro vecchio connubio fumettistico e televisivo tra space opera e western, il sapore seriale, l'etica dell'equipaggio di Star Trek, l'idealismo del primo Star Wars, il cyberpunk piovoso, la citazione letteraria, a Whedon piace recuperare tutto e farne un patchwork, ed eccola la dissoluzione postmoderna, riderne perchè il passo successivo è la parodia, e dopo, solo a quel punto, prendere tutto dannatamente sul serio.
Credevamo che non saremmo mai usciti dal tunnel del postmoderno, che saremmo rimasti lì al buio radioattivo a ridere e a piangere del fallimento della nostra epoca. Ma c'è un'uscita dall'altra parte, e tutti coperti di melma citazionista eccoci fuori, a dire che il cattivo è proprio brutto ma va indagata la colpa. Che le eroine sono belle e discinte e picchiano forte, che gli eroi hanno stile e una bella mascella squadrata, ma hanno anche macchia e paura, in una mimesi consapevole e autoironica.
E' questo il passo coraggioso fuori dal postmoderno? Forse. Certo è più piacevole del previsto, come andare a cena con Han Solo e Buffy, a parlare dei vecchi tempi senza la solita nostalgia depressa.
lunedì, novembre 28, 2005
Un cielo davvero blu notte, con le stelle in argento novecentoventicinque, e forse una Geminide in anticipo. Più probabilmente, un aereo in atterraggio sul Marconi. Sugli aerei in atterraggio sul Marconi si può esprimere un desiderio di viaggio.
Mai una volta che Christopher Walken abbia un'aria rassicurante, eccolo impresario funebre in Plots with a View.
Whatsinmybag fever.
Tanja Romano oro mondiale (la foto non c'è perchè il pattinaggio a rotelle non se lo fila nessuno).
domenica, novembre 27, 2005
Due adulti, chiede incredula la bigliettaia del cinema innevato. E' simpatico ogni tanto essere la più alta di tutte, in fila al cinema tra seienni graziosissime accessoriate Burberry e tredicenni in assetto da rimorchio, jeans a vita bassa, sedicente cinturone D&G, punte dei capelli spettinate da un phon professionale. Le seienni mi fanno un po' impressione, per via della violenza modaiola materna, le tredicenni sanno più o meno cosa stanno facendo, almeno noi in seconda media ne avevamo un'idea piuttosto precisa, quando ci sollevavamo la frangia sfilata con la lacca extraforte e stringevamo cinture assurde sopra enormi maglioni extralarge, gambette scarne strette nei fuseaux e piedi infilati negli stivaletti neri scamosciati. Si sa, eravamo una generazione piena di X.
Le quasi tre ore dell'ultimo Harry Potter trascorrono senza fatica, su una sceneggiatura galoppante che non concede spazio né tempo a riflessioni di sorta, in un piacevole effetto relax dei neuroni.
Miranda Richardson è bionda e allarmante come sempre, Emma Thompson non c'è, Alan Rickman compare occasionalmente sullo sfondo, il più delle volte fuori fuoco. Quanto a Ralph Fiennes, i suoi piedi sono molto sexy, devo dire, mentre cammina nel cimitero dei Riddle.
Il riscaldamento globale estinguerà gli orsi polari entro il 2100. Questo secondo dati raccolti dai duecentocinquanta scienziat dello studio sull'impatto climatico nell'Artico, una ricerca durata quattro anni e finanziata da Usa, Russia, Canada Danimarca, Irlanda, Svezia, Norvegia e Finlandia. Era finanziata anche dall'isola di Haaakkafoorfoor, che ha smesso di mandare assegni quando è stata sommersa da un'onda gigantesca. Daniele Luttazzi - I giardini dell'epistassi
Le popolazioni locali subiranno le devastazioni maggiori. La cosa positiva è che gli innuit hanno trentotto modi diversi per dire: "siamo fottuti!".
venerdì, novembre 25, 2005
Dovreste vedere la nuova confezione del mio broncodilatatore, c'è stampata sopra la scritta DOPING, cerchiata in rosso da un divieto d'accesso. Non è spassoso? E avrete notato, nella pubblicità televisiva del Vicks si specifica il rischio di assuefazione. Non sarai un ciclista in maglia rosa, non discenderai da una stirpe di grandi industriali, ma puoi provare ugualmente l'ebbrezza del doping populista, e dell'assuefazione chimica qualunque. Vorrei che nevicasse questa notte, sul broncodilatore, sulle confezioni di latte pediatrico e sul cinismo necessario a sopportarli. Ricordo una sera parecchi anni fa, mescolavo pozione immaginaria in un calderone, ero una strega di Macbeth. Nessun interesse per la recitazione, il fatto è che avevo posato gli occhi sull'insegnante irlandese. Double, double toil and trouble; By the pricking of my thumbs
Quanto al ministero della salute e al suo nebuloso coinvolgimento nel caso Nestlè, non è forse una sadica piccola soddisfazione osservare lo smarrimento negli occhi del consumatore medio, dello scettico pigro, dell'elettore qualunquista.
Fire burn, and cauldron bubble.
Double, double toil and trouble
Something wicked this way comes
Oh, Romeo, Romeo, warum bist du Romeo?
Elliot - Scrubs
Nella mia traballante e patetica carriera mi è capitato di lavorare per aziende di varia impronta politica, diciamo dal veterocomunista al catto-forzista, dove invariabilmente lo sciopero non era previsto. Non era mai condannato apertamente, certo, ma piuttosto ignorato dalle procedure interne, fatto passare sotto buio silenzio, o eventualmente tollerato con un si, va bene, vuoi manifestare, ma perchè ci deve perdere l'azienda, cosa c'entramo noi?. La mia patria non e' un'azienda, (Raiot - Sabina Guzzanti)
In un modello aziendale in cui la classe operaia è frammentata quando non scomparsa, e il terziario non avendo mai preso reale coscienza dei propri diritti non ha notato di averli nel frattempo lasciati morire, lo sciopero va perdendo il suo valore sociale e politico, al punto che il Premier si sente in diritto di definirlo parte di un rito trito che non ha nessun effetto, constatando null'altro che l'avvenuta applicazione di un modello aziendale alla gestione della cosa pubblica, come voluto dalla maggioranza degli elettori.
non e' un franchising la mia famiglia.
Il mio quartiere non assomiglia
ne' a una holding ne' a una spa.
giovedì, novembre 24, 2005
Non c'è nulla nel viaggio come il primo arrivo, quei chilometri sottovetro, in treno, in bus, in auto, under glass diceva Iggy Pop, ad osservare il mondo che sta per mangiarci. Voltarsi indietro, leggere lentamente l'insegna dello Shrementyevo e stupirsi di capire, di sentire il suono nella testa, e la distanza ormai è solo un vetro sottile. Attraversando il ponte sulla Moscova c'è tutto il tempo per leggere l'insegna dell'Ukraina, e la sensazione passa attraverso ogni singola lettera.
L'hotel Ukraina è una delle sette sorelle, i grattacieli voluti Stalin, imponenti sulle linee morbide della città. Sfida e parodia dell'Empire, decadente e silenzioso, quasi mille porte chiuse sul passato, l'Ukraina è andato ieri all'asta al miglior offrente della nuova Russia delle privatizzazioni, dei nomi oscuri del nuovo capitalismo, e diventerà un albergo di lusso, esclusivo, vedremo davanti all'ingresso le auto con i vetri scuri e non dormiremo più sotto i lampadari dalla luce lattiginosa.
Una storia che somiglia un po' a quella del Plaza, ma il Plaza venduto l'abbiamo visto su Vogue, Sarah Jessica Parker in posa per Annie Leibowitz. Abbiamo ricordato la piccola Eloise che viveva disegnata nei corridoi, e quella sensazione che il Central Park non finisse al cancello, ma continuasse ostinato e luminoso di albero in albero, di fiore in fiore e radice, per tutta Manhattan.
Mosca è un altro mondo, i suoni sono diversi. Scuro di legni e tappeti, l'Ukraina scricchiola e respira. Ricorda. Spie, burocrati, viaggiatori, potenti, fantasmi. Una vecchia cassaforte nell'armadio, i tubi incrostati di calcare, l'affresco comunista, le posate d'argento, чай, per favore.
Il premiato video di Robespierre, download, streaming, via Stalingrado, tutto.
mercoledì, novembre 23, 2005
Il momento magico, l'avocado è perfettamente maturo. Gli altri ingredienti sono sbagliati, cipolla rossa invece che bianca, peperoncino secco e niente chile, il pomodoro è un po' molle e il coriandolo non ho controllato. Ma l'avocado è perfettamente maturo adesso, non si può aspettare. Guardate fuori dalla finestra e imaginate di essere un avocado nell'emisfero sbagliato.
Vado a preparare il guacamole.
L'aria avvelenata, la rotonda provvisoria, il management disfunzionale, il pavimento sporco, è incredibile come dopo dodici ore di tutto questo sia possibile respirare, appoggiare le mani a terra, e salire lentamente in una perfetta asana sulla testa. Equilibrio e ronzii interiori.
martedì, novembre 22, 2005
Nel sogno ero in posto che somigliava un po' all'aeroporto di Calgary, un po' alla Gare du Nord, e un po' alla fermata Kievskaya della metropolitana di Mosca. Probabilmente era il nocino che avevo bevuto prima di andare a dormire. Due notti fa invece ho sognato Tim Burton, ma non ricordo la trama. Quello che ricordo è che pensavo, ma guarda come sto sognando bene Tim Burton, è proprio come nelle foto recenti.
Stavo andando in Russia con l'amica V., non ricordo in quale città, e al posto del trolley con gli zaini e le valige spingevamo due librerie tipo billy dell'ikea, naturalmente su ruote, altissime, complete di modulo top, bianche e coperte di vecchi adesivi. Sui ripiani c'erano le nostre cose, e nel mondo del sogno quello era un bagaglio del tutto ragionevole.
Improvvisamente mi giravo e l'amica V. non c'era più. Finivo così in una sottotrama psicologica fondata evidentemente sul senso di colpa per non aver telefonato all'amica V. domenica come mi ero ripromessa, in un disguido di compleanni, traslochi e segreterie telefoniche.
Così andavo in Russia da sola, in una città che era un po' Mosca griffata, Sanpietroburgo degli artisti indipendenti, memorie di Limonov e squallore stile Lilja4ever, e il sogno procedeva diligentemente con tutte le iniziative del caso, cercare una stanza, conoscere qualcuno, fare la tessera dei mezzi, comprare cavoli e patate al mercato. Trovavo casa in questo palazzo di epoca stalinista, scuro, vetroso e mezzo abbandonato, e andavo in giro con russi sileziosi e vari personaggi da molte direzioni dell'est, direzioni che non sapevo indicare, e nessuno mi trovava strana. Tutti cercavano di vendere e comprare qualcosa. Una sera, seduti in cima alle scale antincendio, una coperta stesa a terra con sparsa sopra varia mercanzia, barattavo una di quelle vecchie penne multicolore, quelle giganti di metallo, con tante levette per cambiare colore, la mettevo al centro della coperta. In cambio mi proponevano un bicchiere di nocino e io accettavo. Allora tutti sorridevano
Chi è il tuo vampiro preferito, Lestat de Lioncourt, Nosferatu oppure William the Bloody (Awful Poet)? In Summertime ci vedi Long Island il mare le vele, oppure la linea nera dell'anima, o l'impressione astratta di altri occhi? Snape è innocente o colpevole? Halleluja è il testo di Leonard Cohen, l'arrangiamento di John Cale o la versione di Jeff Buckley? Nell'angolo del cinema indipendente ti senti Withnail o Marwood? Appunti per un test incoerente.
lunedì, novembre 21, 2005
Ricordo che all'indomani della chiusura di Raiot le conversazioni erano molto sul tono però se l'è voluta, doveva stare più attenta, ricordo di aver anche sentito qualcuno dire "succhiare il midollo della vita non vuol dire strozzarsi con l'osso", probabilmente ero io, con i miei eterni postumi dell'aver visto l'attimo fuggente in una domenica pomeriggio dell'età formativa. Altre persone prima della sguaiata commediante hanno provato a trattare gli stessi argomenti in televisione e sono stati cacciati via per sempre. Come mai, dunque, essa ha voluto riproporre i medesimi argomenti? Forse per dimostrare, ha detto qualcuno, che in questo Paese non vi è libertà di espressione? Ma allora, se lo sa che la libertà di espressione non ci sta, perché non si è stata zitta?
Per questo mi ha molto colpito vedere e leggere questo brano dello spettacolo teatrale.
E' stato bello finalmente non sentirsi più dentro lo spot del gas, ascoltando le note di Sunday Morning in pizzeria. Curiose le risate e le pizze per tutta la metà del primo lato, finché su Venus in Furs qualcuno ha deciso di sfumare sulla solita Sweet Jane versione live. Sacrilegio.
Mi preoccupo sempre un po', quando mi accorgo di ragionare come un personaggio di Shallow Grave. Squash is often used as a metaphor to represent a struggle for personal domination.
Alex
Weird Weddings - seconda stagione
Garnant - Questa settimana ho stirato tre lavatrici in quarantacinque minuti netti.
F. - Io mi sono procurata una dermatite da contatto con i detersivi.
Garnant - Forte!
Da oggi vi tocca guardare Brand New, perchè passa Robespierre il video degli OfflagaDiscoPax. Che oltre a questo premio, può vantare la mia graziosa partecipazione come comparsa.
domenica, novembre 20, 2005
Forse non si è trattato di raffreddore, ma piuttosto di allergia ai derivati epidermici di indUviduo. Poi è arrivato il sabato e il mio naso ha ricominciato a sentire gli odori. Prima la lavanda caramellata del sapone natalizio, poi l'ambragrigia e il Messico sui polsi spruzzati di Pure Poison, perchè Pure Poison era il profumo che lui aveva regalato a lei prima dell'addio al nubilato, e quello si era mescolato al sale, alla papaya fetida e alla polvere della carretera nel nostro naso, e infine gatto, gatto soriano, guardando HundKatzeMaus in tv.
sabato, novembre 19, 2005
Sopravvivere là fuori. Meglio la piccola conversazione, quali abbinamenti preferire con il marrone tanto di moda questo autunno, o il labirinto di luoghi comuni rosicchiato nel corpo dei grandi temi, da piccoli denti sbiancati con AZ?
Dal blog di Scott Adams Reading Comprehension? Wow. A lot of people read my blog entry on Intelligent Design and interpreted it to mean I believe it. I guess the part where I say I don't believe it wasn't sufficiently clear. That's why I don't like to leave my office.
I disegni della bambina dal Guatemala erano sempre stati rosa pastello a cera, impressioni di un fiore, di una casa, quest'anno sono in pennarello fucsia, spero sia una buon segno. I disegni del bambino pakistano invece non li ho mai capiti, cripticamente narrativi. Negli anni scorsi c'erano la casa e la strada. Quest'anno anche una macchina e molte righe nere ondulate, verticali. Sembra fumo, non per nulla è tranquillizzante.
Cosa penseranno questi bambini di una donazione che arriva da un'azienda, del disegnare per una SpA, mi chiedo. Certo andrà bene lo stesso, ma loro cosa penseranno. Poi torno a casa, altro che SpA, e non ho dubbi riguardo agli orsi.
Il collega conservatore applaude la devolution perchè in questo modo gli enti locali potranno gestire in autonomia le loro entrate. Allo stesso tempo non crede alle notizie sui tagli subiti dagli enti locali, perchè non ci si può fidare di quello che si sente dire dai giornalisti. Sull'esenzione ICI per le proprietà della Curia non ho domandato, perchè dalla mia posizione di atea conclamata la domanda sarebbe parsa tendenziosa. Un quadro insomma di sostanziale inconsapevolezza e pigra buonafede. Sul retro, una impronta di distacco dalle istituzioni, viste come potere imposto, sul quale il voto e le opinioni del cittadino non hanno la minina influenza. Lunedì non chiederò del giudizio negativo della CEI sulla devolution, per il motivo di cui sopra, ma soprattutto perchè con tutta probabilità mi troverei a dover riportare la notizia all'ancora ignaro collega conservatore, e mi sentirei dire ma sei sicura, magari non è vero, non devi farti influenzare da quello che ti dicono. Ora ho questo dubbio che mi rimbalza nel cranio, la sensazione non è del tutto sgradevole. Se il consenso prodotto dall'apposita fabbrica è così tipiedo e amorfo, e non freddo e solito come lo immaginavo, perchè è tanto difficile schiacciarlo sotto una scarpa? La fabbrica del consenso scivoloso.
venerdì, novembre 18, 2005
Tanya Streeter che nuota con le humpback mi ha riportato su un piccolo idrovolante, oceano grigio e argento, trasparente, luce rosa tramonto lento, dorato, nessun rimpianto, a volare improvvisamente in cerchio su due humpback, cosa che non si potrebbe fare ma spiegalo tu mentre hai le cuffie e due occhi grandi, al pilota gomma da masticare e scarpe alte, che decolla con la portiera aperta e vola radente alla roccia per farci vedere le capre di montagna. Come se non lo sapesse, ma il momento è davvero tutto. Poi su una barca di legno, per fortuna, perchè il legno è pesante nelle onde, con una piccola minke whale e tre orche che nuotano nelle stessa schiuma bianca che ci prende in pieno, noi tutti verdi mal di mare e freddo fradicio in piedi sul ponte. E ancora, sull'altissimo e confortevole ponte di un traghetto da tante ore verso sud, verso Vancouver, sera azzurro e quasi buio e un tratto più aperto di Pacifico, un sound, e lontano gli spruzzi altissimi delle humpback.
A questa mostra di Gregory Colbert, qualche anno fa all'Arsenale di Venezia.
giovedì, novembre 17, 2005
Lontanissimo il mare, per distanza fisica e temporale, l'emiliano pensoso non può andare a sedersi su uno scoglio, neppure uno scoglio finto di cemento, a guardare le onde invernali come in un film girato a Brollywood. Certo può sempre giocare con le conchiglie fossili nel marmo del pavimento, ma non riesce a ribaltarle con la punta del piede. Scarsa anche la possibilità di raggiungere, nello spazio mentale della pausa pranzo, una altitudine appenninica che dia chiarezza all'aria, o una valle silenziosa della bassa, da spleen fluviale. Pensate al pusher, che camminò una notte per trenta chilometri tra fossi e terra grassa e strisce di asfalto, vide l'alba grigia e gialla sulla via emilia, e salì sul primo autobus del mattino, per gli ultimi cinque chilometri. Non sa, non ricorda perchè quei trenta chilometri a piedi, forse una divergenza di vedute con il sobrio che aveva preso la macchina. Ma ricorda che l'autobus era lo stesso dei tempi delle superiori, e probabilmente anche le vecchiette insospettite da certe pupille ancora notturne. Credit immagine, Kurt Halsey
Il campo arato e il prato stabile sono quello che resta all'emiliano pensoso, che impara fin da piccolo a trovare conforto nel riposo invernale della terra.
Oppure pensate all'oasi Lipu di Bianello, dove nessuno taglia l'erba da anni e la vegetazione è quella incredibile e aliena che coprirebbe tutta la nostra terra, se non la coltivassimo intensivamente a cereali per la filiera bovina. Le orchidee, sapete, i venti trenta tipi di orchidee emiliane non ricordo, non possono vivere con il taglio periodico dell'erba, e hanno bisogno di tutte queste giornate scure e umide.
E serve il buio per il letargo invernale, per le coperte e le finestre illuminate. Si può sbirciare. Se attraversate in treno la pianura, se il treno rallenta all'altezza di Taneto di Gattatico, in mezzo al niente vedete la finestra gigante del Fuori Orario, una macchia di luce, e dentro le persone ballare.
mercoledì, novembre 16, 2005
If only life could be a little more tender and art a little more robust.
Alan Rickman
martedì, novembre 15, 2005
Note di squallore suburbano. Hanno acceso le luci natalizie del centro commerciale, utili per valutare la visibilità in caso di nebbia. Il cartello sul capannone di fronte, lo vedo dalla finestra dell'ufficio, dice affittasi non so più da quanto tempo. In auto, con i finestrini chiusi e il ricircolo, gli operai che decespugliano il guard rail della tangenziale non producono alcun rumore, né alcun odore di autunno misto ad idrocarburi.
Il CD è anonimo e coperto di impronte digitali, ma contiene Kiki's Delivery Service, un gentilezza inaspettata da fine pomeriggio.
lunedì, novembre 14, 2005
Svaghi per yakuza sulla spiaggia.
- Scavare trappole nella sabbia E' disturbante e poetico Kitano che ride e mette in scena la morte del suo personaggio, come avverrà. Ho visto Sonatine, in giapponese, prima che i sottotitoli si smagnetizzassero dal vecchio nastro.
- Sumo mimato in un cerchio di sassi
- Frisball, baseball giocato con un frisbee al posto della palla
- Tiro al frisbee, tiro al piattello con pistola e frisbee
- Lotta tra omini di carta viventi
- Pesca con corsa sotto la pioggia
- Spara al barattolo sulla testa
- Morra cinese con finta roulette russa
Giapponesità del fine settimana. Tolti due chicchi di riso dalla tazzina di salsa di soia e wasabi. Chi mi ha detto che è da maleducati lasciar cadere i chicchi di riso dal sushi? Douglas Coupland scriveva che non si versa la soia sul riso bianco, ma chi mi ha detto del sushi?
Visto l'episodio ambientato a Tokyo di A Cook's Tour su Food Network, Anothony Bourdain al mercato del pesce, incredibili tranci di o-toro.
Letto la nota di Keith Haring nei Diari, andiamo a fare spese a Shibuya.
Riso? Riso di certe lenzuola H manga, lei in grandezza naturale, con la divisa del liceo e gli slippini ricamati. Biancheria per la casa che segna il confine tra l'otaku e l'hikikomori, oppure sana pronografia senza sfruttamento?
Maledetto il MOIGE per le censure a Kodocha, versione anime. Garnant parla senza coerenza.
Visto i fuochi artificiali in Sonatine, voglia di rivedere Hana Bi.

























