domenica, luglio 31, 2005
Su grazioso invito di un verme, ecco qui la versione estiva della catena libresca.
1. Libri che possiedo
Questo punto non è cambiato molto dalla versione primaverile. Posso dirvi che non spolvero la libreria da un mese, e che le guide della Russia sono sparse qua e là secondo l'entropia creativa che precede i viaggi.
2. Ultrimo libro comprato
Bollito misto con mostarda di Daniele Luttazzi. Cioè, l'ha comprato L. Sapete che io e il comprare... ma non ditelo al Premier, altrimenti poi si scopre che il PIL non cresce per colpa del mio disfattismo comunista.
3. Libro che sto leggendo
La ragazza dello Sputnik di Haruki Murakami. Murakami è così dolce. Saranno anche le ferie, ma stanotte ho fatto il primo sogno etereo, curioso e piacevole da un sacco di tempo. Con "piacevole" intendo privo di riferimenti all'ufficio.
3. Libri che consiglio ad altri blogger e perchè.
Sopra i trenta gradi consiglio:
Ribelli di Pino Cacucci. Un volumetto paperback per l'ultimo angolo libero nello zaino, storie brevi e intensissime, che girano intorno al mondo.
Souvenir of Canada di Douglas Coupland. Non esiste in traduzione e non è nella sua natura essere tradotto, perchè siete voi che dovete andare in Canada, anche solo con le parole, non il Canada che deve venire da voi. Immagini, disegni e scrittura, il pacific north west secondo Coupland, lontanissimo e dritto nell'anima.
How to Have Sex in the Woods di Luann Colombo. L'estate è trekking, l'estate è tenda, l'estate è orso e alce. Un agile manualetto per campeggiatori come si deve. Da non sottovalutare l'aspetto didattico, imparate l'inglese senza noiosi esercizi scolastici.
Carlo e Camilla, una storia d'amore, non so di chi è ma lo trovate comodamente al supermercato. Basta con le arie da intellettuali, sopra i trentacinque gradi le meningi rischiano di prendere fuoco. Romanticismo disperato, equitazione di campagna, gossip, per il bordo piscina consiglio al pubblico femminile anglofilo questo libro che io non ho ancora letto perchè lo sta leggendo avidamente l'amica B., ma poi me lo presta.
4. Un libro che non consiglierei neppure al mio peggior nemico
Insisto con Il diavolo e la signorina Pym di Paolo Coehlo.
5. Passo il testimone estivo a Rose, che immagino in una Milano terribilmente calda e deserta, visto che i milanesi sono tutti qui in coda sull'autostrada del sole da circa tre giorni.
sabato, luglio 30, 2005
Template Update
Ora ho una testa ma non è sulle spalle, intoltre, ho un motore di ricerca interno che funziona così così.
Una nostalgia improvvisa... della Breizh Cola gelata.
venerdì, luglio 29, 2005
La scorsa settimana questo oroscopo mi stroncava senza pietà, invitandomi a riesaminare le mie illusioni ingombranti. Ma guardate che cose carine mi dice questa settimana, devo impollinare l'agave come un pipistrello, e otterrò la tequila.
Bilancia (23 settembre - 22 ottobre) Non ci sarebbero mele se non fosse per le api che impollinano i boccioli dei meli. Allo stesso modo, non esisterebbe il cioccolato senza le mosche che impollinano i fiori del cacao. La prossima settimana, Bilancia, ti esorto a immaginare di essere come quelle api e quelle mosche: un'impollinatrice sociale che sparge influssi benefici da un gruppo all'altro e collega tra loro persone che dovrebbero allearsi. Inoltre, vorrei che immaginassi di cuocere versioni metaforiche di mousse al cioccolato e torte di mele. In altre parole, dovrai provocare conseguenze deliziose che siano allo stesso tempo realistiche e da buongustai. Forse ti piacerebbe anche un altro tipo d'impollinatore, il pipistrello. È lui a garantire la fertilità dell'agave e perciò è merito suo se c'è la tequila. Grazie allimpiegata, che mi ha fatto conoscere l'oroscopo di Rob Brezsny.
L'IRA ha annunciato il disarmo, da ieri pomeriggio. La notizia è stata accolta con un certo sospetto, una cauta inquietudine. Perchè oggi disarmarsi è più provocatorio che minacciare guerra. E' destabilizzante. Se continuiamo così, disarmarsi tornerà ad essere un gesto rivoluzionario. credit immagine
Non dimentichiamolo, da moltissimo tempo noi viviamo così.
Niente panico. Analizziamo razionalmente questa dichiarazione del Premier.
Lavoriamo meno di quello che dovremmo. Il livello di vita medio degli italiani è superiore a quello degli Usa, ma da noi lavorano meno di quattro persone su dieci. Fare vacanze per un certo periodo di tempo è diventato una cosa obbligatoria. E' propaganda naif, certo, ma non per questo meno pericolosa per la costruzione del consenso, ecco la traduzione. Ecco ora come viene percepita la dichiarazione dall'elettore A - l'autonomo gioviale Come viene percepita la dichiarazione dall'elettore B - il dipendente avvilito Un'altra categoria numerosa, l'elettore C - il parastatale emotivo Per questo dico che non mi preoccupa tanto il Premier, con la sua fabbrica del consenso. Mi preoccupa l'elettorato.
"Sarebbe davvero favoloso per noi imprenditori poter obbligare dipendenti e collaboratori a non andare mai in vacanza, magari in cambio di un piccolo incentivo economico. Noi produrremmo di più e i salariati avrebbero qualche soldo da spendere la quarta settimana del mese, aumenterebbero i consumi e quelli smetterebbero di lamentarsi."
"Il livello di vita medio di quella gente stupenda che vedo nei film, con quelle macchine enormi, è veramente più basso del mio? All'ora anche io posso vivere in un film! Devo solo lavorare di più. Perchè non ci ho pensato prima. Devo prendere esempio dal successo, e allora anche io avrò successo."
"In effetti non è il massimo andarsene in giro senza assicurazione medica e abitare in una casa fatta di cartongesso e linoleum, abituati come siamo noi ai medicinali in fascia A, ai muri di mattoni facciavista e al parquet a spina di pesce. Sai la novità, sono decenni che cerchiamo di spiegarlo, loro lavorano di più e vivono peggio, è così evidente. Imitarli sarebbe folle. Comunque devo sbrigarmi a fare le ferie arretrate, prima che approvino qualche legge per ridurle o annullarle."
"Fascisti! Ora vado a prendermi un caffè fuori al bar senza smarcare, tiè."
Forse non è merito solo di Chomsky se ultimamente dormo così bene. Magari sono anche le repliche di Sex&theCity, scarpe e personalità, futili interrogativi, di che colore sono stasera le luci dell'Empire.
Perchè ci piacciono gli uomini che stanno stetti nella nostra fotografia.
giovedì, luglio 28, 2005
виза
Purpose of entry:
тypизм, 602
Facile. Speriamo che funzioni tutto così...
Ho per le mani questo documento che è una specie di mostro fatto di pezzi di documenti morti, a cui è stata data la scossa. E' pallido, si scorgono le cicatrici sulla carta, è il mostro della comunicazione aziendale. Ma Frankenstein aveva un'anima, tutti i mostri hanno un'anima, o almeno sviluppano una qualche consapevolezza di sè, un mondo interiore, desiderano una sposa. Il collega G. osserva che ci sono anche mostri senz'anima, gli zombie, il golem, che dipendono meccanicamente dalla volontà altrui. Concordiamo dunque che ci sono tre tipi di mostri senz'anima, lo zombie, il golem, e la comunicazione aziendale, che il più pericoloso di tutti perchè esiste davvero.
mercoledì, luglio 27, 2005
Questa mattina sono arrivata in ufficio in anticipo, quando leggo Chomsky prima di dormire poi mi sveglio perfettamente riposata.
A quanto pare Chomsky riordina le mie idee, prevenendo l'aggrovigliamento che causa gli incubi più faticosi, quelli da cui di solito mi sveglio stremata. Oppure, le mie idee scorrono così fluidamente sulle strutture di Chomsky, che la mia mente poi scivola in un sonno particolarmente armonico e profondo. Oppure, questa nuova raccolta di vecchi articoli è talmente riciclata il mio cervello si addormenta piacevolmente durante la lettura, quindi in effetti riposa più a lungo. Oppure, e temo sia questo, sentirsi dire esattamente quello che si desidera è rassicurante, è confortante, farsi rimboccare le lenzuola ideologiche, insomma, concilia il sonno.
martedì, luglio 26, 2005
Mi serviva il mac, così ho passato tutta la mattina nell'ufficio dei grafici. Un ambiente affascinante, silenzioso, popolato di esseri strani e colorati. Lentamente ho avvertito la pressione sui timpani, sempre più forte. Ho iniziato a compensare e tutto è tornato a posto.
(Questa non è un'allegoria, mi si sono veramente tappate le orecchie nell'ufficio dei grafici.)
Weird Weddings, episodio 604, Garnant e F. visitano l'amica sposata con figlio che non si fa mai viva, per informarla dei molti imminenti matrimoni. F. - Allora che hai preso?
Garnant - Un secchio di costruzioni 1-3 anni. Se le ha già vanno bene lo stesso, così può fare costruzioni più alte.
F. - Bene.
Garnant - Ce n'erano anche di più carine, con le api e le coccinelle, ma erano 6-18 mesi, e lui ha già 14 mesi e cammina da marzo, quindi vale come 16, e se al mare non le usa poi torna a casa in autunno che gli sembrano da bambini piccoli.
F. - ...
lunedì, luglio 25, 2005
Teaser
Albergatore termale - Siete otto donne?!?!?! Bilancio del soggiorno per l'albergatore: Weird Weddings, episodio 603, bordo piscina. F. - Ho deciso che dopo il matrimonio mi taglio i capelli corti.
Garnant - Si, perchè?
V. - Non aveva mai visto otto donne prima d'ora?
Albergatore termale - ...
- Energia elettrica per idromassaggio e impianto nuoto controcorrente: incremento del 50%
- Numero di viaggi in cantina per ripristinare la corrente elettrica saltata per sovraccarico da piastra per capelli: 3
- Insopportabile scia odorosa di crema idratante al cioccolato usata in abbondanza da otto paia di gambe: costante
- Discorsi spaventa-famiglie pronunciati ad alta voce in veranda: innumerevoli
- Tattica della finta dimenticanza nello scalare la caparra dal conto finale: fallita
- Lamentazioni per auto bloccata nel cortile in doppia fila: assordanti
- Giornali stupidi dimenticati in camera per di più con i test sul sesso già compilati: 2
Tutte - Nooooo!!!
Garnant - Ma poi sembrerai una donna sposata!
F. - ...
Stasera a Casa Cervi c'è la storica pastasciutta, mentre il dopocena è ideale per la ricerca del nuovo singolo di John Cale, Turn the Lights On, da oggi disponibile per il download.
Mi si è smagnetizzato il bancomat, credo significhi qualcosa. In memoria del mio amato bancomat, che giace mutilato nel cestino della filiale quattro, citerò ora alcuni dei luoghi dove ho prelevato felicemente il contante.
Secondo la mia legale, presente nel momento della smagnetizzazione, non posso denunciare la creditrice bionda tinta e nevrotica che l'ha corroso con il sudore delle sue mani legaiole misto ad acqua ossigenata, passandolo istericamente nel pos con la banda magnetica in alto, evidentemente convinta che in terra celtica sia possibile cavare soldi da un rettangolo di plastica colorata. Sempre la mia legale sostiene che purtroppo la responsabilità è indimostrabile, ma che era evidente l'ostilità nei confronti del mio bancomat terrone, e più in generale della mia mancanza di contanti, un approccio tipo va a laurà barbùn, e che quindi potrei chiedere i danni morali. Per di più, a causa della guerra economica tra visa e cirrus, della quale la mia banca è ostaggio terrorizzato, mi ritrovo ora un bancomat del circuito visa electron, che per il prelievo di contante all'estero ha commissioni doppie ripetto al cirrus-maestro.
Piazza di Glogowek, Polonia, in una mattina estiva di viaggio quattro in VW Camping-Bus.
Strada principale di Jasper, Alberta, Canada, prima di una freddissima notte di campeggio, orsi, coyote e gli onnipresenti wapiti.
Strada laterale e notturna a Bratislava, Repubblica Slovacca, in tempi in cui i bancomat dell'est non avevano da darti più di venti dollari in valuta locale.
East 55th, angolo con Broadway, Manhattan al mattino presto, un'alba da jet lag con tanto sole obliquo che non si vedeva lo schermo dello sportello.
Dublino il pomeriggio di San Patrizio, con la fila davanti a tutte le banche di O'Connel Street, la fila per i soldi della birra.
venerdì, luglio 22, 2005
E' un piano scientifico e allucinato, trasformare ogni stazione in un simbolo. Maledetta mente umana.
Credevo che Ali Smith mi avrebbe riportato a Inverness, pioggia castello e tutto, magari anche l'ostello in palestra, e invece sono finita in un altrove notturno, fatto di gesti e silenzi, e io non so bene dove mi trovo.
Uno scatto degli Offlaga al Friction Festival. Si noti la pantofola defonseca, una sola.
Da Keeponrockin.
Bikini con fantasia optical e grandi occhialoni, domani parto per un addio al nubilato in un centro termale. Temevo la solita tediosa sedentarietà sotto il sole, ma poi ho scoperto che questi hanno piscine di ogni genere, compresa quella per il nuoto controcorrente. Ora, io ho fatto scuola nuoto in una società sportiva molto spartana, e non dico spartana per dire convenzionalmente severa, ma proprio nel senso del bambino buttato dalla rupe, immaginate noi piccoli nuotatori esposti al gelo nei nostri costumini stile olimpiadi di saraievo, minacciati di fulminazione tramite lancio del phon acceso in vasca. Ma del nuoto controcorrente, di quello ancora non sapevo niente. Weird Weddings, episodio 602. Garnant parte per il peccaminoso addio al nubilato. Garnant - Giuro, mi dedicherò soltanto al nuoto controcorrente.
Comunque ho deciso che proverò tutto, tutto quello compreso nel prezzo si intende, tranne il bagno di fieno fermentato, a tutto c'è un limite.
L. - Come un salmone?
giovedì, luglio 21, 2005
Illustrazioni che saltano in mente, Penelope e Kipper. Campagna inglese tutta scuderie e muretti a secco, ragazzine che sfidano la morte, cavalli grassi e ostinati, è il mondo di Norman Thelwell.
Weird Weddings, seicentunesimo episodio. Un pusher in una cristalleria non l'avevo mai visto, pensoso accanto ad una candela decorativa agli agrumi speziati. I bicchieri da brunello luccicano sotto un gioco di luci feng shui, e intorno a noi danzano armoniche sei commesse canute, gli occhiali in bilico su piccoli nasi nobiliari.
Riassunto delle puntante precedenti.
Ormai trentenni e nascosti dietro grandi occhiali da sole, Garnant, V. e il pusher si ritrovano davanti al casalinghi griffato. Domineranno l'illusorio e crudele mondo delle liste nozze, o ne saranno inesorabilmente piegati?
Ideali, nevvero, dice la donna ricamata.
Il pusher sorride, proprio perfetti.
Luce e l'assenza di luce i temi delle stanze, bruno il tavolo zen apparecchiato di piatti quadrati, opachi, sabbiosi, e di piccoli sassi neri, un giardino senza tovaglia. Perfettamente trasparenti i cristalli sui loro ripiani di cristallo, flute e calici ci osservano immobili e impettiti, consapevoli, loro, di non essere in vendita.
Cigola la carta di credito, gran svolazzo di scontrini ed è tutto finito, usciamo in strada.
Pusher - [si accende una sigaretta]
Garnant - Programmi per il fine settimana?
Pusher - Non toccare l'asfalto con la faccia.
mercoledì, luglio 20, 2005
Questa è l'ora di Beautiful, giusto? E voi pensavate in rete di sfuggire alle soap. Illusi.
Weird Weddings, seicentesimo episodio, la lista mannara. V. - Allora cosa prendiamo?
Garnant - Per favore non la zuppiera a forma di cigno tempestata di cristalli swarowski.
martedì, luglio 19, 2005
Il dvd di Gegen die Wand offre l'audio in tedesco e in turco, nel senso che ogni tanto parlano in tedesco e ogni tanto in turco, a scelta sottotitoli in tedesco sul turco, o in turco sul tedesco. Mi complico la vita con evidente soddisfazione.
Wenn Sie ihr Leben beenden wollen, dann tun Sie es doch. Dazu brauchen Sie aber nicht zu sterben.
(immaginate ora il sottotitolo turco)
To boldly go... A. - Ma quella spilletta, è un'astronave Enterprise?
Pubblico appiccicoso d'afa e impavido sotto la pioggia, per gli Offlaga al Friction Festival di Spilamberto, ieri lunedì, anfiteatro Andrea Pazienza. Per le foto tenete d'occhio Keeponrockin.
Garnant - No, è l'omino degli Einstürzende Neubauten.
A. - ...
lunedì, luglio 18, 2005
Scrive Michele Serra sul sogno conclusivo, che secondo Newsweek il nostro cervello mortale inventa per noi, per salutarci agitando la mano.
Io sogno da una vita di avere dimenticato in una strada di Milano il mio primo motorino Guzzi, che in realtà mi venne rubato. E mi scervello per ricordare a quale palo lo avevo incatenato, più di trenta anni fa, facendomi una gran colpa di tanta distrazione. Nell'ultimo sogno, quello pacificatore, spero dunque che la mia vecchia psiche riottosa si decida infine a rivelarmi dove diavolo lo avevo dimenticato, il mio motorino, e dove i miei quindici anni.
Credevo di aver finalmente colto lo spirito dell'estate, l'afa tropicale che altrove fa crescere il dolce cocco e la papaya puzzolente, il sole che ti spinge lontano in viaggio alla ricerca di una diversa inclinazione dei raggi, la possibilità finalmente di erodere il monte-ferie. Ma poi, preparandomi per una lunga doccia nebulizzata, annusando il mio nuovo sapone di Lush, ho realizzato di aver scelto Snowcake, il sapone natalizio al marzapane.
Ho sollevato il nuovo Harry Potter cartonato, l'ho aperto a caso, una conversazione succulenta. Ho posato il volume sulla pila, dove stava, lui e il suo prezzo di copertina di 27 Euro. Aspetto la spedizione scontata da Amazon. Aspetto. Non voglio sapere niente.
Ssssiiii che vuoi sapere del tuo tesssssoro...
No no, io sono ragionevole e razionale e posso attendere.
Le poste, le poste sono malvage e ti tradiscono, le poste rubano il tessssoro...
Sarò paziente e speranzosa e la mia fiducia verrà premiata.
Rubalo! Rubalo al tuo collega appena esce a fumare, lo tiene nel terzo cassetto. Rubalo!
In Russia la Farnesina mi suggerisce di non soffermarmi in luoghi di forte addensamento qualora non controllati come stazioni, fermate degli autobus, metropolitane, grandi mercati, centri commerciali, teatri e sale da concerto, stadi in occasione di eventi sportivi o musicali. Di non spingermi nelle Repubbliche di Inguscezia, Daghestan, Ossezia del Nord, Cabardino-Balcaria e Caraciaevo-Cercassia nonchè nelle regioni di Stavropol, Piatgorsk e Mineralny Vody, dove si registra un incremento del rischio per gli occidentali, dovuto ad un ulteriore deterioramento delle condizioni di sicurezza interna ed al fenomeno dei sequestri di stranieri. Mi ricorda che l'accesso alle Cecenia non è consentito.
Penso all'amico Sasha, che tante volte è stato preso per ceceno. A quando i polacchi mi credevano tedesca. A quando i tedeschi mi credevano turca. A come i confini dell'identità siano sottili, cedevoli, ma allo stesso tempo in qualche modo definitivi.
Dalla scorsa notte, Emily è sullo Yucatan.
Ricordate quando vi parlavo della costa caraibica, delle onde. Ecco da dove arrivano le onde.
Stanca del profilo del coniglione, con tutta la sua aura dark riesumata da qualche luogo mentale molto frequentato, ho deciso di guardare in faccia Donnie Darko, adolescende che da troppi anni pretende di saperne più di me dei mostri del subconscio, dei paradossi spazio-temporali, e dei crescendo emotivi su Love Will Tear Us Apart. E alla fine Donnie Darko è stato quello che doveva essere, una contraddizione ben riuscita, un cult allegramente divorato dalla massa, piccoli regali in serbo per tutti. Epoi un motivo facile e uno difficile, caos e struttura, l'impossibilità di ricucire i patch del nostro immaginario, di dare loro un senso. Donnie Darko è dopotutto quello che immaginavo, l'incubo di un coetaneo che ha messo le mani sulla cinepresa, un tentativo di esorcizzare e assolvere la nostalgia, di un tempo buio nell'anima e luccicante di strass, un tempo che ci faceva paura, che ricordiamo ossessivamente perchè dimenticarlo sarebbe molto peggio.
Così Donnie Darko risulta emotivamente innocuo, forse anche perchè da allora c'è stato tutto il tempo di razionalizzare, di canticchiarsi al buio le canzoni dei Church e di Echo and the Bunnyment, e di smettere di avere paura. Eppure, per quanto si sforzi di dimostrarci che il filo dei nostri ricordi non conduce da nessuna parte, Donnie Darko ci lascia comunque addosso quella sensazione, di essere colpevoli e di camminare con gli occhi spalancati e la faccia sporca di fumo, come Winona Wyder alla fine di Heathers.




























