Garnant

giovedì, giugno 30, 2005

Ho visto ingannevole è il cuore più di ogni cosa. Angoli, prospettive, accelerazioni interessanti, in particolare queste ultime, lode allo sforzo artistico di sintesi. Ma la narrazione si sfalda in mano ad Asia Argento, troppo compiaciuta delle proprie intuizioni e citazioni stilistiche. E' sempre un po' triste quando un certo cinema diventa istituzione, e qualcuno ne fa subito maniera.
Si noti che il dvd a noleggio non ha il menu, il che aggiunge il decisivo tocco alternativo dannato chic.

postato da garnant | 19:52 | p.link |

Image Hosted by ImageShack.us Impara lo spagnolo con la rivoluzione zapatista.
Un paso peligroso pero que vale la pena, questo l'annuncio, ieri, dalla Selva Lacandona. Su Radio Insurgente il testo completo, inglese quasi a fronte. Qui sotto, un estratto per fare esercizio.

Según nuestro pensamiento y lo que vemos en nuestro corazón, hemos llegado a un punto en que no podemos ir más allá y, además, es posible que perdamos todo lo que tenemos, si nos quedamos como estamos y no hacemos nada más para avanzar. O sea que llegó la hora de arriesgarse otra vez y dar un paso peligroso pero que vale la pena. Porque tal vez unidos con otros sectores sociales que tienen las mismas carencias que nosotros, será posible conseguir lo que necesitamos y merecemos. Un nuevo paso adelante en la lucha indígena sólo es posible si el indígena se junta con obreros, campesinos, estudiantes, maestros, empleados... o sea los trabajadores de la ciudad y el campo.

Una discesa in campo politico del Subcomandante Marcos? La risposta del presidente Fox, Yo estoy a sus órdenes para trabajar en esta integración. Siamo in Messico, quindi attenzione al seseo nella pronuncia, in particolare in sociales e integración.

postato da garnant | 19:08 | p.link |

mercoledì, giugno 29, 2005

"There is no aspect, no facet, no moment of life that can't be improved with pizza"

Daria

postato da garnant | 23:22 | p.link |

Ho fatto questo quiz  trovato da Inkiostro, prima con le risposte vere, poi con quelle che mi piacerebbe fossero vere. Risposte diverse, stesso risultato. Significa qualcosa non so se bello o brutto.

What Video Game Character Are You? I am a Defender-ship.I am a Defender-ship.

I am fiercely protective of my friends and loved ones, and unforgiving of any who would hurt them. Speed and foresight are my strengths, at the cost of a little clumsiness. I'm most comfortable with a few friends, but sometimes particularly enjoy spending time in larger groups. What Video Game Character Are You?

postato da garnant | 20:16 | p.link |

L'ufficio temporaneo senza finestra è tutto bianco, ronzante di aria condizionata, e no, non è imbottito. Ma c'è un grande oblò, simile a quello dei confronti all'americana, è insonorizzato, e trasparente da entrambi i lati. E attraverso quell'oblò, nei pochi istanti del transito, è possibile cogliere la vera essenza dei colleghi.
Eccone uno che scatta inutilmente dalla macchinetta del caffè, braccia piegate nella corsa e testa abbassata, ma non produce velocità, la spinta si esaurisce nel gesto pesante, cade un piede davanti all'altro ed è tutto finito. Egli rappresenta la dinamicità della piccola e media impresa. E un altro, che barcolla un po' ingobbito, la mandibola cascante, sguardo speranzoso e vacuo, ciuffi sparsi di capelli sul capo e così improvvisamente simile ad Aldo di Venerdì 12. Riuscirà il nostro Aldo a farsi amare, se ne dubita seriamente, con tutti quegli straordinari. Riuscirà allora a procurarsi il sangue di una vergine, per sciogliere l'incantesimo che lo lega alla bellissima e crudele Bedelia? Forse, basterà aggiungere la verginità alle improbabili caratteristiche richieste nel solito annuncio, laurea rotante, età scolare, esperienza quinquennale, pieghevolezza.
Ma più spesso, l'oblò offre la vista di un muro bianco, che poi è una parete, un divisorio, probabilmente cartongesso. Oltre è un muro simile, poi un altro e un altro, si potrebbero sfondare correndo, uno dopo l'altro, indossando jeans di marca. Ma all'ultimo muro non si conquisterebbe l'immenso universo stellato, piuttosto un volo di due piani pesanti di gravità sul piazzale della zona fiera, asfalto a perdita d'occhio.

postato da garnant | 19:44 | p.link |

martedì, giugno 28, 2005

Ma poi, sarebbe tanto terribile il blackout, diciamo due ore di vacanza forzata, d'accordo niente aria condizionata, ma neppure lavoro con le macchine, e il cervello potrebbe distendersi in uno sbadiglio pigro e afoso, dondolare nell'amaca delle meningi, e indugiare in pensieri vaghi e preindustriali. Torneremmo lentamente a casa, ammesso che la porta dell'ufficio si apra senza impulso elettrico, insomma, potremmo pur sempre uscire dalla finesta, torneremmo a casa, salutandoci con la mano. E allora niente centrifughe di lavatrici lontane, nessun ronzio di ventole a raffreddare processori roventi, finalmente immobili il tosaerba, il trapano, la sabbiatrice del vicino. Raccoglieremmo tutto il ghiaccio dalle formine gommose dell'ikea, per lasciarlo sciogliere nei bicchieri insieme alle bustine di tè alla menta, e scriveremmo un lungo post sulla carta, in una scrittura illeggibile, sbucciandoci l'indice con la matita.

postato da garnant | 18:05 | p.link |

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The End of the Moon
Laurie Anderson a Bologna, questo sabato in Piazza Santo Stefano. Scarpe comode perchè Piazza Santo Stefano ha una pavimentazione tutta sua.

postato da garnant | 13:31 | p.link |

lunedì, giugno 27, 2005

Smoothie per due

8 albicocche, con buccia
una manciata di fragole, meglio se di bosco
il succo di 2 arance

Frullate. In frigo per qualche ora. Ghiaccio e cannuccia nei bicchieri.
No, lo zucchero non serve.

postato da garnant | 23:41 | p.link |

Non ho mai capito il senso degli autografi, è per dire io questo l'ho incontrato davvero, per il segno in qualche modo tridimensionale, inciso o in rilievo? Ho un libro autografato da Douglas Coupland e a volte passo le dita sulla traccia di pennarello blu, blu sull'azzurro e sulle nuvole del cielo di Vancouver perchè il libro è City of Glass, ma non riesco a cogliere altro che, non so, [si alza, prende il libro dallo scaffale, scorre le dita sulla pagina], non so, molecole di carta e inchiostro che si staccano e si appiccicano alle dita, forse allora il tempo, ecco, il tempo del gesto dell amano e quello del pennarello sulla carta.
In ogni caso, John Cale che firma con pazienza questa minuscola spilletta, in chissà quali condizioni psicofisiche, riuscendo persino a produrre un piccolo svolazzo, avrei proprio voluto vederlo.

postato da garnant | 20:28 | p.link |

Cerimonia qua cerimonia là, sono sgusciata da un improbabile abito lungo di seta, impudicamente ceruleo e tagliato per qualcuna con una ben differente proporzione verticale, per infilarmi in uno strampalato gonnellone a balze ricoperto di applicazioni, e allora eccole finalmente le linee della mondina pop.
Scrive Mariella Burani, stilista e concittadina:
"Avevo un diploma da maestra, sono andata scuola a San Vincenzo de Paoli, una scuola gestita dalle suore e frequentata dalla Reggio bene, dove vedevo tante ragazze di buona famiglia, tutte ben vestite. Poi tornavo a casa, a Cavriago, e vedevo le donne che lavoravano nei campi e il loro modo di vestire mi ha sempre affascinato. Quelle donne erano molto libere, non leccate come quelle che vedevo alla San Vincenzo"

postato da garnant | 20:09 | p.link |

E così abbiamo la crisi dei consumi e la crisi energetica, sulla stessa copertina. Ma la contemporaneità pretende che spremiamo gli agrumi elettricamente, e deride chi tra noi si ostina a spremerli a mano. E sono gli stessi agrumi invenduti a implorarci di essere portati a casa e spremuti, altrimenti a che sarebbe servita tutta quell'agricoltura intensiva, tutta la sofferenza della maturazione chimica. Le storture del mercato sono allo stesso tempo gigantesche e sfuggenti, come se l'elefante nella cristalleria fosse a sua volta di cristallo, oppure era l'elefante nella stanza, ma trasparente, incorporeo. E così, in coda per strada insieme ai tir che trasportano su e giù per il mondo la merce inveduta, io ho deciso di smettere con lo sci da discesa, l'impatto ambientale è troppo alto, e comunque io sono sempre stata una pessima sciatrice. D'ora in poi, solo fondo. E' ora di smettarla con queste seggiovie carenata. Finiamola con i pietosi tapis-roulant elettrici e con i knodel distribuiti tra la puzza degli idrocarburi.
Con queste temperature, vedi sotto, pensare allo sci crea un piacevole shock termico nel mio cervello.

The WeatherPixie

postato da garnant | 14:31 | p.link |

domenica, giugno 26, 2005

Ho finito di leggere Sette mari e tredici fiumi di Monica Ali, mi è piaciuto e tutto. Però mi sono molto identificata in Chanu, il patetico marito della protagonista. Questo mi preoccupa.

postato da garnant | 13:11 | p.link |

sabato, giugno 25, 2005

Vorrei dire, salve, ha qualcosa che faccia scena ad un matrimonio ma non tradisca il mio stile scontato, nel senso di scelto a seconda degli sconti? E invece dico, senta, ma cosa significa "riservato fashioncard"? Lei ha la fashioncard, mi chiede la commessa, molto pettinata, molto truccata e, incredibilmente, molto più bassa di me, esistono dunque persone molto più basse di me, e a quanto pare se ne vanno in giro disinvolte negli spacci aziendali, forse non ne escono mai. Ma ti pare che io abbia la fashioncard, vorrei dire, mi hai visto. E invece dico, no, cos'è? Segue delirante spiegazione, il venti per cento sui cartellini arancioni, il trenta su quelli blu ma solo se hai la card che ottieni al primo acquisto di tot euro già scontanti con la card che ancora non possiedi. Ok, grazie, rispondo indietreggiando con cautela, come si fa con gli animali aggressivi. Alla fine provo questo e quello, scelgo con l'entusiasmo cieco di chi per una volta non dovrà far accorciare gli orli, e pago una cifra più bassa di quella che avevo compreso. Mi rifilano pure la fashioncard, che comunque non ho capito a cosa serve. Così è questa la crisi dei consumi, spacci che spuntano come funghi, sconti cumulabili, diritto di prelazione sui saldi. Ci sono anche vantaggi, insomma, nella crisi dei consumi.
Scriveva ieri Michele Serra, "mi ha sempre colpito che tra i parametri che stabiliscono il grado di salute della società di massa non sia mai contemplato il segno meno, come se fossimo condannati a produrre e consumare sempre di più e dunque smisuratamente, come ogni grafico che ci riguarda volesse alludere a una specie di Babele quanto più alta tanto più pericolante"

postato da garnant | 20:40 | p.link |

Traduzioni, ultimo cubicolo a sinistra

Nuova collega - Senti, forse tu lo sai...
Garnant - Dimmi.
Nuova collega - Com'è in inglese quella parola per dire un chitarrista che suona guardandosi le scarpe?
Garnant - ...

postato da garnant | 19:02 | p.link |

venerdì, giugno 24, 2005

Ma le spillette son tornate, oppure son sempre rimaste infilzate nella stoffa? Siamo davvero saliti in solaio con un cartone di camicie assurde, per poi scendere due decenni dopo con la stesso cartone tra le mani? E il vintage, che dire del vintage. Niente dire, osservare.
Una pin d'epoca, annata '74. Trovata da Hans.

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postato da garnant | 13:52 | p.link |

Spaceballs

F. - E allora sono stati fermati dai carabinieri, lui aveva bevuto, e prima di abbassare il finestrino ha mosso la mano in aria e ha detto "noi non siamo quelli che state cercando". Sai, la Forza ha una grande influenza sulle menti deboli.
Garnant - E ha funzionato?
F. - Si, gli hanno fatto solo la multa per eccesso di velocità, niente etiltest.

postato da garnant | 13:45 | p.link |

giovedì, giugno 23, 2005

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Iperico per tenere lontani gli spiriti maligni, l'erba di San Giovanni, la scacciadiavoli. Cura la pazzia e la tristezza, ma non l'allitterazione delle zeta.
Stanotte le streghe si riuniscono sotto il grande noce. Con le noci di stanotte si fa il nocino,tenetelo presente.

postato da garnant | 18:19 | p.link |

Sulla tratta Oslo-Bergen dormii nel vagone letto, una sola notte e preferisco non ricordare il prezzo di quel vagone letto. Ma non c'erano cuccette sul treno, e posso dire a mia discolpa che per il resto del viaggio dormimmo sdraiati nei vari corridoi, una volta persino nello sgabuzzino dei detersivi, sul treno per Stoccolma. Comunque, Bergen è una specie di meta del salmone affumicato, e il vagone letto aveva appunto un vago profumo di salmone affumicato.
Dormii benissimo.

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Ma niente paura, il salmone fresco, in versione onigiri, profuma giusto della nota secca del wasabi.
Sushipillows...

postato da garnant | 13:31 | p.link |

Il tonno crudo, una magnifico sashimi di o-toro, ti chiedi perchè diavolo ci ostiniamo a cuocere tutto quel tonno meraviglioso che c'è nel mare. Poi ti dici, non possiamo permetterci il tonno crudo, per la conservazione e tutto, allora dobbiamo cuocerlo, un gran peccato. Ma i pesci sono così carini, e io fatico molto a conciliare la bellezza dei pesci vivi con la bontà delle loro carni, e il piacere che ne deriva. Praticamente osservo l'acquario dell'amica B., rapita dai movimenti fluidi di quegli esserini di acqua dolce, e non posso evitare di pensarli sulla griglia. E lo snorkeling mi ispira sentimenti contrastanti, nuotare e gioire, oppure afferrare e marinare. Per questo l'apposita maglietta di David&Goliath mi attrae e mi repelle allo stesso tempo, è fatta apposta. Se riuscissi a indossarla, sarei una mangiatrice di sushi finalmente consapevole e sincera. Facciamo che la prossima volta in negozio la provo.

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postato da garnant | 13:28 | p.link |

Spalmata sul divano dopo la piscina, accendo la tv e sfoglio Rumore. Leggo l'articolo sugli Offlaga, i pareri esterni sugli Offlaga mi affascinano sempre, in particolare quelli espressi direttamente da piazza Lenin, come fosse una ricerca sul campo, dove io sono uno degli indigeni pronti a mettere in pentola l'eploratore. Comunque, giro pagina, e si parla di OC. Alzo gli occhi sulla tv, e c'è OC (su Pro7 - gute Unterhaltung). Curiosa coincidenza, non vi pare. Ok, l'indie rock rischia di diventare mainstream, che pensare dei Death Cab for Cutie nelle orecchie della massa. Ok, qualcuno con i miei gusti ha messo le mani sullo script e ha concluso la stagione con l'intera Hallelujah arrangiamento Cale versione Buckley. Non è poi tanto strano, il meccanismo è chiaro. Ma perchè io ho apprezzato Hallelujah in OC mentre non sopporto Sunday Morning nella pubblicità dell'Enel? Devo rifletterci.

postato da garnant | 13:27 | p.link |

mercoledì, giugno 22, 2005

Prima i bracciali di gomma per una causa nobile, poi quelli modaioli esplicitamente senza causa, a seguire quelli per una causa finta e il lucro vero. Infine, la parodia. Così vanno i trend, il cerchio di gomma si è chiuso.

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Supportiamo la causa della Geek Awareness. Cool to have a cause. Il braccialetto di Think Geek è 100% silicone, assorbe il calore ed è cave-friendly.

postato da garnant | 13:41 | p.link |

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Ho fatto un regalo gradito, ho ottenuto un forte descuento (cuanto cuesta? y dos? dopo il Messico contratto sempre così). Poi mi sono comprata una borsa graziosa piena di zip, con la scusa che costava meno di venti pizze.
Questo è ufficialmente l'anno della cicala, e non nel senso dell'oroscopo cinese, anche perchè per l'oroscopo cinese questo è l'anno del gallo, o almeno credo. Io comunque sono tigre, come peluche sono morbida e coccolosa e mi piacciono i panini al tonno, nella foresta finisco facilmente squartata per soldi, e allo zoo immagino sonnacchiosa di divorare le persone grassocce, che mi osservano ignare leccando gelati industriali.
Ma oggi frinisco, tanto più che è estate.

postato da garnant | 13:37 | p.link |

Ho visto il reportage di Riccardo Iacona sulla ricerca in Italia, non tutto, ma abbastanza per ricordarmi com'era traballante il corridoio di americanistica, del terremoto del '96 neanche ci accorgemmo, solo un tremolio in più. Mi piace Iacona con quelle sue iniziative ora salgo sul camion con il pomodoro ciliegino per vedere dove lo portano, mi metto questo costume assurdo e mi imbuco al carnevale di Venezia così vi spiego che succede, eccomi che guido verso il centro di ricerca ideale in mezzo al nulla danese, ma adesso arriviamo, abbiate fiducia. Questa volta Iacona ha anche una pettinatura interessante e un orecchino scintilloso. Ho ascoltato le storie dei cervelli fuggiti, di quelli che stanno facendo le valige (idee, magnesio, potassio, dove ho messo il balsamo per i capelli), ho osservato i volti straniti dei dottorandi dubbiosi. Mi è dispiaciuto non vedere neppure un umanista, magari un umanista nel suo sgabuzzino affondato nelle viscere di qualche centro storico, ma solo scienziati nelle loro cantine fredde senza lucernario. Ho anche pensato che li capisco tutti, i cervelli più o meno in fuga, scienziati o no. Ma qua nella pseudoricerca privata noi si somiglia di più alle galline, in fuga alla Wallace and Gromit.

postato da garnant | 13:35 | p.link |

martedì, giugno 21, 2005

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Numero 4, 1948: grigio e rosso
"Senza confini, solo bordi: Jackson Pollock. Dipinti su carta", fino al 18 settembre al Palazzo Venier dei Leoni a Venezia, Collezione Peggy Guggenheim.

postato da garnant | 14:01 | p.link |

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Il grande nudo americano di Wesselman, grande quanto lo permette la colonna di splinder. A Roma fino al 18 settembre, al Macro. Un euro l'ingresso.

postato da garnant | 13:40 | p.link |

lunedì, giugno 20, 2005

Confesso, non sono attratta da questo Margherita dolce vita, con la copertina tutta allegra e 14 euro dietro che subito mi sembrano tanti, ma poi rifletto che sono meno di tre pizze, e allora sì che mi intristisco. Ormai misuro tutto in pizze. Ammazza quanto costa quella borsetta, hai visto, saranno più di venti pizze, carina però. Ma alla presentazione ci sono andata, e ho ascoltato volentieri Benni raccontare della sua collaborazione con Pennac, nonostante Malaussene mi irriti moltissimo, mentre Pennac come persona mi ispira simpatia, raccontare di Bologna, dei reading musicali e del teatro. Di Benni mi piacciono le parole-mostro e i capelli spettinati, il potere del fantastico senza i limiti della fantasy.
Il reading musicale poi l'ho perso perchè la cena è andata piacevolmente per le lunghe, timo nel risotto e provola nei tortelloni. Ma devo aver respirato qualcosa nell'aria, perchè al mattino la mia finestra faceva rumore, e appena sveglia non ho pensato al vento, ma al mostro dell'afa che scuoteva le mie persiane per dispetto.

postato da garnant | 13:40 | p.link |

Lorenzo dieci anni dopo secerne critica cinematografica al telefono, parla di Alien director's cut, ovviamente tutto copiato dal famoso video dei Flora Batterica, compresa la scena del gatto, solo che là non c'era il ragno ma la vecchia decapitata. Qualcosa del genere. La realtà si è lorenzizzata, osserva Corrado Guzzanti, oggi lui starebbe in un reality.
Sotto la tenda dei giardini pubblici si proietta uno spezzone di Maddecheao, dal dvd, Corrado Guzzanti e Serena Dandini si girano per vedere anche loro, lei ride, lui muove le labbra sulle battute.

postato da garnant | 13:39 | p.link |

Breaking News (Meltdown)

Sabato Patti Smith live a Londra, Horses per intero, con band. Quale band? Questa.

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postato da garnant | 13:33 | p.link |

sabato, giugno 18, 2005

YAST2 - Yet Another Strange Talk
Garnant e l'amica E. all'outlet.

Garnant - Ma secondo te questo sulla maglietta chi è?
E. - David Bowie prima maniera?
Garnant - Sembrerebbe. Ma chi ce lo garantisce?
E. - Maledetti capi rimarchiati.
Garnant - Mai illudersi che il rimarchiato sia una specie di open source del tessile.

postato da garnant | 14:49 | p.link |

Vagando per la provincia, tra campi trebbiati e orride deviazioni della TAV, mi sono ritrovata nei paraggi della festa provinciale di Rinascita, e il fatto che ci suonassero gli Offlagadiscopax era naturalmente del tutto casuale.
Il grande palco sponsorizzato sorgeva ai piedi di un antenna per cellulari, alta, altissima, più alta del più alto pioppo del filare, al parco della pace. Accanto, il ristorante Rusticone (eccellenti i tortelli di patate), e l'area incontri dove alcuni politici locali discutevano delle molte e diverse modalità della fatturazione del gas, con gran sfinimento di chi ciondolava nell'area giovani, giovani in virtù del look post new wave e non certo dell'età anagrafica. Che dire, ben due palchi, uno appunto per i giovani, chiamiamoli così, e uno per il liscio. Su questo si esibivano i Cadetti del liscio, complesso di fama televisiva locale, a quanto mi dicono. Più famosi comunque di Alchermes e dei suoi savoiardi, che suonano ogni sera alla festa dell'unità vicino a casa mia, allietando l'atmosfera quasi estiva. Mia nonna si dispiaceva spesso per la mia generazione, che non aveva i balli i coppia, nessun tango figurato con il bello del paese. Difatti la mia generazione ieri ha avuto i Ballistic, formazione industrial-techno che ha fatto scappare tutte le zanzare dall'area della festa, pensate a un lembo di campagna umida e notturna, oppure le uccise sul colpo, fatto sta che non sono più tornate, e almeno di questo ringrazio, visto che io indossavo incautamente un paio di sandaletti. Ma scappare era un tentazione, con quell'uscita di sicurezza sui campi, una luce di emergenza e un cartello appeso tra due pioppi, "uscita di sicurezza", poi una apertura nella siepe e oltre un campo trebbiato, con le stoppie gialle e infine solo i campi. A stare in piedi in quell'uscita di sicurezza rivolta verso ovest, a vedere tramontare il sole sulla campagna reggiana senza fare un passo, lungo la traccia irregolare già calpestata da qualcuno attraverso le stoppie, dispiaceva di non essere regista, come Eros Puglielli nel Pranzo Onirico.
E così alla fine la mia generazione ha avuto gli Offlaga, sembrava tardi ma le vecchiette volteggiavano ancora sulla pista polivalente, e alla domanda "fate ancora il gnocco fritto" si otteneva risposta al Rusticone, "ma certo". La mia generazione sostanzialmente non balla. Ascolta racconti, e dal palco la osserva uno sguardo truce.
Questa volta i Tatranky erano fondenti al cocco (nova receptura).

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postato da garnant | 14:40 | p.link |
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