Garnant

venerdì, maggio 09, 2008

Ricordo che un mio professore dell'università, Kazuo Watanabe, studioso del Rinascimento francese, durante una lezione ci aveva proposto varie definizioni di "umanesimo", che lui riteneva il concetto chiave del periodo; una di queste si riassumeva nella massima "nè troppa disperazione nè troppa speranza".

Kenzaburo Oe - Una famiglia

postato da garnant | 17:46 | p.link |

Ieri sera uscendo dalla polisportiva l'aria sapeva di pompelmo.
Se fosse per siepe fiorita, docciaschiuma o carenza vitaminica non so.

Mi tremolavano le caviglie mentre camminavo verso la macchina.

Con la primavera inoltrata arrivano le scarpette aperte, i saggi scolastici e i tornei maratona sulla terra battuta. Gli argomenti dunque sono calli, vesciche, cerottini e calzette. Ho scoperto che alle calciatrici cadono le unghie come alle ballerine classiche. Mi si spiega che il pallone si calcia con il collo del piede, ma nell'impeto agonistico capita di tirare anche il cosidetto "puntone", in bolognese "spunterna". Lo ignoravo. Nel frattempo Nadal, stremato dal nuovo calendario ATP che impone 5 tornei importanti in un mese (direttore esecutivo gran lup mannar Etienne De Villier), è tornato a Maiorca per curarsi gigantesche vesciche sotto il piede destro.

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A fine mese vado a Istanbul. Me la immagino con tanti tappeti dove camminare scalza.

postato da garnant | 17:33 | p.link |

giovedì, maggio 08, 2008

Si, Darjeeling Limited è stato di mio gusto. Soprattutto Adrian Brody.
Ma tanto sa essere stralunato e gentile Wes Anderson, tanto è disposto a giocarsi un segreto nel finale, viaggiando si scopre come disfarsi di certi bagagli personali. Ma dal meccanismo narrativo il tuo segreto può uscirne un po' ammaccato, persino banale. E questo dispiace.

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postato da garnant | 00:05 | p.link |

mercoledì, maggio 07, 2008

Informazioni utili e spionaggio industriale

Pare che ora per gli l'autovelox usino una Panda gialla, non più la solita Punto bianca.

Se vi serve un'assicurazione sanitaria di viaggio fatela entro il 20 maggio perchè il 21 una nota agenzia ritocca le tariffe.

Se siete asmatici di questa stagione non attraversate il parco con l'aria umida della notte.

postato da garnant | 23:23 | p.link |

martedì, maggio 06, 2008

A proposito del mio conto aperto con McCandless, finalmente il wannabe supertramp che sfidava le regole borghesi del prestto bibliotecario ha restituito il libro (spero che gli abbiano ritirato la tessera). Ho letto il libro di Krakauer in un paio di giorni mentre ero nelle Langhe, tra un vino rosso e un sentiero fenogliano. Abbastanza lontana dalla routine borghese da estraniarmi un po', abbastanza vicina ad una tavola imbandita da poter tornare viva per scrivere questo post.
No, ho cordialmente detestato quel film di perdenti malamente avvinazzati, Sideways.
No, McCandless non è diventato il mio eroe neppure questa volta.
Però ho trovato l'analisi lucida di Krakauer molto più interessante della sintesi poetica di Sean Penn. Prima di tutto perchè in quanto analisi soddisfa meglio il mio bisogno di informazioni. In secondo luogo perchè in Krakauer mi sono emotivamente immedesimata, in Sean Penn no.
Sean Penn ha mutuato la struttura narrativa del suo film dall'impianto di questo saggio. Ha però omesso, o romanticamente sintentizzato, gran parte del contesto storico e sociale.
Il contesto storico e sociale che Krakauer invece indaga include una panoramica di altri viaggiatori finiti male in giro per gli USA, alcune personali avventure alpinistiche in Alaska, un tentativo di psicanalisi dei tipi McCandless e di noi che ne condividiamo qualche tratto, e anche una piccola analisi della letteratura di riferimento. Il taglio è il più disincantato possibile, considerando che Krakauer è a sua volta un tipo McCandless. Ma Krakauer non ha timore di scrivere che Jack London era un sedentario obeso, che un altro tipo McCandless dopo una laurea in antropologia e trent'anni a far finta di essere un uomo del neolitico dichiarò che era effettivamente impossibile vivere fingendo che la civiltà non esistesse dopodichè si suicidò, che McCunn è morto perchè si era dimenticato di mettersi d'accordo con il pilota che doveva andare a prenderlo alla fine dell'estate e nemmeno sapeva che si alzano entrambe le braccia per chiedere aiuto, e anche racconta abbastanza impietosamente le proprie ambizioni e sensazioni riguardo l'ascesa ad una vetta eloquentemente chiamata Devil's Thumb.
Quello che Krakauer fa è descrivere l'avventura, la tragedia e il contesto di McCandless, e poi perdonarlo. Sean Penn invece si limita ad esaltare il fascino della sua figura. Per questo Krakauer mi ha interessato, anche se io alla fine non riesco a perdonare McCandless, mentre Sean Penn mi ha lasciato del tutto indifferente, e di perdono non se ne parla neanche. Perchè non riesco a perdonare McCandless? Ovvio, perchè è morto! Ora, è certamente affascinante che al mondo esistano persone capaci di scelte radicali, capaci di conquistarsi grande felicità e di funzionare da ispirazione per gli altri. D'altra parte secondo me è troppo facile e pure un po' colpevole mandare avanti pochi sconsiderati a crepare per procurarci ispirazioni, mentre noi ce ne stiamo sul divano come voyeur. Certo non possiamo andare a crepare noi, no grazie. Allo stesso tempo le precauzioni necessarie per non crepare sono borghesi. Ma ci deve pur essere un modo per procurare meno dolore a se stessi e agli altri.

Confessiamolo, il fascino della vicenda di McCandless riguarda anche la faccenda della morte per fame. Non ditemi che siete andati al cinema per vedere un ragazzotto americano benestante che insegue una mitologia sostanzialmente assente nella vecchia Europa. Dai. Siete andati a vedere uno che muore di fame su un bus. L'opulento occidente sdraiato sul divano vuole sapere com'è. Ha sentito dire, ho ha provato, per viaggio da tipo McCandless o per malattia, che dopo alcune settimane di apporto calorico troppo basso, interviene una strana euforia, una energia irrazionale, una strana chiarezza mentale. Sensazioni che non si provano quando ci si alimenta normalmente. Affascinante, e ti porta dritto a conseguenze irreparabili.

A me sinceramente allarma che McCandless sia considerato un eroe, e penso che la scelta di Sean Penn, l'idealizzazione acritica, sia sostanzialmente dannosa. Certo scalda il cuore, ma poi, cosa ti resta? Mai e poi mai vorrei incontrare un tipo McCandless nel backcountry, e mi dispiaccio per i poveri locali costretti a vedersi orde di figli di papà male in arnese che vagano per i boschi. In secondo luogo, trovo insopportabili i fan sedentari di questo eroe morto.
Approvo invece il taglio di Krakauer, che si sforza di mettere l'eroe il più possibile in prospettiva.

La considerazione più interessante che ho trovato in questo libro riguarda l'avvenuta completa antropizzazione del mondo, e l'angoscia che questo determina (almeno in alcuni di noi). Se avete letto My Bird Problem di Franzen sapete cosa intendo. McCandless si addentra sullo Stampede Trail, ai bordi del Denali Park in Alaska, senza una mappa. La sua è una scelta consapevole, vuole perdersi nel wilderness. All'inizio questa mi sembrava una banalità. Perdersi nel wilderness è un motivo fondande nella mentalità americana, sai che novità. Krakauer però mi fa osservare che lo Stampede Trail non è poi un gran wilderness, almeno in termini dell'Alaska. Il bus nel quale muore McCandless si trova a poche decine di chilometri da una strada trafficata, da una cittadina, vicono a diversi bivacchi attrezzati, e l'invalicabile fiume che intrappola il nostro eroe impedendogli di tornare alla civiltà, poteva essere comodamente valicato due miglia più a sud, con un apposito meccanismo a fumi che aspettava solo di essere usato. Inizialmente avevo liquidato la scelta di McCandless di non avere una carta come una sorta di suicidio mistico. Ma forse invece McCandless aveva proprio capito che il wilderness non esiste più, e l'unico modo per ritrovarlo è la metafora, oppure in estrema concretezza, fare finta. Andare in posto e fare finta che nessuno l'abbia mai mappato, che nessuno sia mai intervenuto. Ine ffetti anche questa è pò una una banalità, essendo la fine della frontiera un altro motivo fondante nella mentalità americana. D'altra parte il problema nel tempo è stato risolto spostando la frontiere metaforicamente altrove, in Asia, poi fuori dall'atmosfera terrestre, fino nello spazio interstellare e persino su Qo'Nos il pianeta dei Klingon. Qui invece c'è proprio una realizzazione concreta tangibile ben poco romantica del wilderness che non c'è più. Ok, non c'è più ma io faccio finta, e alla fine diventa vero, infatti muoio.

Ma al di là di tutta questa faccenda analitica, il libro di Krakauer ha conferma prima di tutto le mie sensazioni su tutta la vicenda. Quelle riguardo le calze, naturalmente.  Ebbene, Krakauer rivela che Gallien, l'ultimo a vedere McCandless vivo, non solo gli regalò i suoi stivali di gomma, ma giustamente gli raccomandò di indossarli con due, dico due, paia di calze.
Sean Penn, un po' di poesia hollywoodiana non vale un paio di calze da trekking come si deve.

They were too big for him," Gallien recalls. "But I said, 'Wear two pairs of socks, and your feet ought to stay halfway warm and dry".

postato da garnant | 20:12 | p.link |

lunedì, maggio 05, 2008

Invece traversai Belbo, sulla passarella, e mentre andavo rimuginavo che non c’è niente di più bello di una vigna ben zappata, ben legata, con le foglie giuste e quell’odore della terra cotta dal sole d’agosto. Una vigna ben lavorata è come un fisico sano, un corpo che vive, che ha il respiro e il suo sudore.

Casare Pavese - La luna e i falò

Come dicevo il partecipante a Vinum viene dotato di una piccola tracolla contenente una guida, un bicchiere, e alcuni buoni degustazione. Stand allestiti nella piazze di Alba ospitano enoteche dove organizzazione e produttori stappano molte interessanti bottiglie. Il clima è gradevole, non ci sono insetti, non ci sono pollini di graminacee (grazie all'ambiente collinare tutto a vigneto, siepi e alberi), e gli ospiti sono gradevolmente riservati. Il menù è basato sui primi di pasta fresca e sulla carne. Il pubblico è prevalentemente tedesco e francese. Il verso dell'autostrada rispetto all'Emilia è ideale, perchè in controcorrente rispetto ai vancazieri della riviera romagnola. In compenso Savona è su ogni cartello, e da là arrivavano in origine le acciughe e l'olio per la bagnacauda.
La cantina Ceretto torreggiava beffarda su un un bric appena fuori Alba, nobiliarmente chiusa con tanto di enorme cancello di ferro battuto sprangato, nonostante l'importante manifestazione enologica in corso.
Al castello di Grinzane Cavour era di scena il matrimonio di una coppia tedesca. Nella caffetteria erano appese cose che richiamavano Pinot Gallizio, e nella sala più alta tra le altre cose si faceva notare che gli scrittori che hanno vinto il Premio Grinzane Cavour dopo qualche anno hanno preso anche il Nobel. Alcuni viceversa, in particolare Kenzaburo Oe, che è un uomo che mi impressiona molto.
Pavese che ho molto amato nell'adolescenza e Fenoglio che ho molto amato a vent'anni sono ovunque, .
Sono andata al Pavaglione, dov'è ambientata La Malora. Credevo sarebbe stato facile trovarla, e invece nessuno sapeva indicarcela. Avremmo dovuto rivolgerci all'ufficio del turismo, ma dimentichiamo sempre che viaggiare in Italia è un po' più difficile che viaggiare altrove (il Vietnam è più semplice, e non per modo di dire). Comunque, una volta giunti infine a Castino, la gentile edicolate ha tentato di darci informazioni riguardo ad un certo sterrato, poi ci ha indicato il sindaco del paese in persona. Questi stava operando una scavatrice lungo la strada, ma ci ha volentieri dato tutte le informazioni del caso. Mezz'ora dopo eravamo al Pavaglione. Doveva esser chiuso, ma la guida era andata a sistemare le cose per l'apertura domenicale. Gentilissimo. Stupefatto dalla nostra presenza. Al piano di sopra, il pannello introduttivo di Oreste Cavallo alla mostra fotografica spiega perfettamente cosa si prova a sentirsi chiedere indicazioni fenogliane dall'occasionale turista tedesco o britannico, e non saper rispondere, o non volere rispondere per il pudore del passato comune di malora, scoperchiato al mondo intero.
Il sentiero del partigiano Johnny è ben tenuto. Anche altra sentieristica della zona che abbiamo visto. Molti zoccoli nella terra molle. Un isolato e sgradito giovinastro in moto da cross.
Al ritorno gli autogrill erano presidiati dalle forse dell'ordine anti-ultrà, due agenti al bar, un'agente donna alla curva degli insaccati, un altro agente in mezzo ai peluche.

Da notare il Parco Paesaggistico e Letterario e questa interessante iniziativa Tu bevi io vinco, nella quale alcuni ristoratori delle Langhe e del Roero (ingrandisci la locandina per sapere quali) regalano una bottiglia di vino da portare a casa al guidatore designato (altrimenti detto il sobrio).

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postato da garnant | 22:02 | p.link |

Ieri sono andata a vedere il Gran Premio del CSI 4* di Modena (Trofeo Dodo Speed Master Vien dal Mare). I concorsi ippici negli spazi cittadini sono divertenti e frustranti, divertenti perchè è bello scoprire che con le dovute competenze una landa desolata di erba secca e macchine parcheggiate può trasformarsi in una bella scuderia con verdissimo campo gara, frustranti perchè il pubblico non sa niente e tu devi stare zitto per non deludere la tizia di fronte a te convinta che il vincitore sia quello che prende più penalità (e si dispiace per i poveri netti credendo che gli applausi siano di incoraggiamento), che i cavalli grigi siano bianchi (no, sono grigi, mi dispiace per i tuoi sogni di fiaba, tutti grigi tranne quelli albini), che i rifiuti non contino se poi si riesce al coraggioso secondo tentativo (come in Milly un giorno dopo l'altro), e altre cose noiosamente emotive del genere.
Il percorso della prima manche era ovviamente impegnativo (parliamo di qualificazioni olimpiche e direttore di campo Uliano Vezzani), con certe curvacce, acqua preceduta da onde, e anche uno stormo di piccioni che insisteva a stazionare subito dopo un largo sponsorizzato dalla Pomellato, alzandosi in volo ad ogni binomio che affrontava il dodo.
Giulia Martinengo (se non ricordo male campionessa uscente) ha investito in pieno un dritto (o era un largo? perchè sono così bassa?), e si è tenuta in sella ammirevolmente (la gara era no jump-off) quando io sarei stata proiettata duecento metri avanti attraverso l'arco dell'università di economia.
Natale Chiaudani, dopo la prima manche netta, ci è passato davanti noncurante, sfoggiando favolosi stivali pitonati e fumando la pipa. Lì ci è stato chiaro che avrebbe vinto lui alla fine. E' dalla fine degli anni 80 che Chiaudani mi passa davanti noncurante e ben convinto di sé, all'epoca ero quella che gestiva umilmente i cordoni dell'ingresso al campo, ora sono una mera spettatrice, ma so distinguere quando sta per vincere.
E così è stato. Bravo Natale, un azzurro da podio. Nel giro d'onore ha tirato il cap e la coccarda al pubblico, per un attimo ho temuto che nell'entusiasmo lanciasse anche il paraorecchie del cavallo.

(ingrandire per leggere il cartello)

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postato da garnant | 18:15 | p.link |

domenica, maggio 04, 2008

Sono stata qua.
Ho comprato una cassa di Monsordo.
Logan l'ha trasportata per me per tutt'Alba, mentre io gironzolavo entusiasta con un grosso bicchiere al collo.
Ora s'è tagliato i capelli, ma resta Logan.

postato da garnant | 21:37 | p.link |

mercoledì, aprile 30, 2008

The best way out is always through

Robert Frost

postato da garnant | 21:57 | p.link |

martedì, aprile 29, 2008

Già da qualche mese mi sono ritagliata qualche spazio dal lavoro, ma ancora mi risulta stranissimo camminare per strada in un giorno feriale prima della diciannove. Ogni volta mi stropiccio gli occhi come i cloni The Island alla vista del mondo esterno (ma senza tutti quegli stupidi inseguimenti con gli elicotteri, e comunque io detesto stare appesa ai palazzi), osservo stranita il cibo - no, non è il soylent green delle macchinette - e mi stupisco alla vista di essere umani al di sotto dei venticinque e al di sopra dei quaranticinque, cioè esseri umani non inquadrabili in una software house.
Lentamente comincio a capire chi non viaggia. Se passi dieci anni dentro un ufficio, uscendone solo nottetempo o due volte all'anno per farti scaraventare direttamente in cima all'Empire State Building, su una jeep circondata dai rinoceronti, o in mezzo ad una rotatoria a Saigon, perdi un tantino il contatto con il posto dove abiti.
Oggi sono stata coinvolta in una marantona di shopping. E' stato divertente ma fisicamente faticoso, mi sento l'anca tutta disarticolata. L'amica P. ha comprato una simpatica giacchetta a pois, diverse magliette sovrapponibili, tre libri (di cui uno sulle brigate rosse perchè suo marito ogni anno tra il 16 marzo e il 9 maggio legge un libro sulle brigate rosse - noi glielo abbiamo detto che comunque va sempre a finire allo stesso modo, Aldo Moro muore), un chilo di pasta e fagioli, un chilo di polpette, un numero consistente di capi intimi, un cd di Fossati, e un panino alla frittata.
Io mi sono limitata ad un panino con salmone e patate, due serigrafie su legno, e una Laini Lady.

Image Hosted by ImageShack.usAbbiamo parlato del fatto che ora che Allevi è mainstream i suoi tre aneddoti che quattro anni fa erano anche carini ora non si sopportano più, e il tavolo da cucina, e la pasta al tonno, e lo scatolone. L'amica P. dice che non è colpa d'Allevi ma del pubblico mainstream, che quello vuole, sempre le stesse tre scemenze reiterate. Io dico che un po' è anche colpa d'Allevi. Lei replica e dice e che deve fare pure lui.
Abbiamo parlato dei nostri successi alla sbarra, la nostra maesta l'altra settimana le ha detto "bene", e un po' di tempo fa aveva guardato uno dei miei piedi e aveva annuito. Abbiamo concordato sul fatto che insegnare classica agli adulti dev'essere un incubo.

Ho notato che impazza la Wii Fit, è dappertutto, una vetrina si e una no, e la vetrina no è quella del salumiere. Ora io non provo interesse per le console, per l'esercizio fisico fine al dimagrimento stile "bastano dieci minuti al giorno", e mi piace dire che non possiedo una bilancia, un po' come altri amano vantarsi di non avere la tv. Ma mi sono documentata sul fenomeno Wii Fit è ho scoperto che c'è dietro una condivisibile filosofia costruttiva del controllo del peso come gioco in famiglia. Quindi non disprezzo la Wii Fit. Però, devo dire, mi inquieta. Un po' come mi inquetano gli stepper che la gente tiene in camera da letto. Mi succede di entrare in una camera da letto per posare la giacca, e con la coda dell'occhio lo vedo, in un angolo, dietro una tenda, lo stepper, o una pedana vibrante, o qualcosa del genere televendita con spedizione in contrassegno, e mi mette a disagio. Lo sport fatto di nascosto, come se ci si vergognasse di qualcosa, fatto senza nessuno che possa giudicare e assegnare punteggi, fare paragoni, classifiche, senza una codifica, senza un istruttore che urla, una maestra che inveisce, un partner o un avversario. Insomma, lo sport pornografico, con un'attrezzatura gonfiabile. Legittimo, per carità, fino a quando tutte le persone coinvolte sono consenzienti. Però, io preferirei veder spuntare da sotto il letto una pila di hentai, mi sentirei più a mio agio.

postato da garnant | 21:00 | p.link |

lunedì, aprile 28, 2008

Ho comprato una confezione di Garnier bodytonic roll-on pancia e fianchi effetto snellente, che dio mi perdoni.
(a mia discolpa posso dire che c'era il 20% di sconto)

postato da garnant | 18:24 | p.link |

domenica, aprile 27, 2008

Garnant - Ma adesso il ponte di Calatrava è il nostro Empire?
L. - Si. Oggi l'avranno illuminato con i colori di Maiorca.
Garnant - Dici?
L. .- Se non avevano niente da fare...
Garnant - ...

Certo avete presente Edie Sedgwick e Warhol di fronte all'Empire. Ecco, noi di fronte ai ponti di Calatrava ultimamente abbiamo qualche pubblicità di azienda locale, di quelle che si vedono al cinema prima del film, con la modella reggiana in mezzo ai tiranti.
Ma mi piace recuperare questo interessante apice Aterballetto-Marella, risalente alla stagione scorsa. Le foto sono piccole per mia sadica scelta editoriale, ma sappiate che quello a destra è il Mariottini, che sta giusto ora vivendo il suo quarto d'ora di celebrità.

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postato da garnant | 21:30 | p.link |

Factory Girl era sempre a noleggio, cominciavo a credere che fosse bello, e invece no, è proprio brutto come dicono. Evidentemente tutti l'hanno noleggiato per verificare.
Comunque, al di là del fatto che può capitare che un film non riesca, mi dispiace un po' notare come questo cinema abbia una scarsa considerazione del suo pubblico.
Veramente credevate che per noi la Factory sia qualche cuscino d'argento, un po' di mascara colato, righe orizzontali, giocare a chi-è-chi, e assegnare colpe a destra e a manca?
Perchè è ovvio che questo film vuole parlare di noi, di come vediamo Edie Factory Girl oggi, dopo qualche decennio di riproduzione industriale della sua icona, bidimensionale ed enorme sulla parete. Ma se una stampa warholiana del barattolo di zuppa parlava del barattolo di zuppa in sé e dei suoi tempi, questo film non parla affatto della nostra Edie e dei nostri tempi.
Forse di quelli di qualcun altro, che comunque poi al cinema non c'è andato.

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Sienna Miller non mi è dispiaciuta, anche se in questo arabesque proprio non allunga le linee.
Le linee...

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postato da garnant | 12:18 | p.link |

sabato, aprile 26, 2008

Ma ieri i ponti di Calatrava erano verde bianco rosso per il 25 aprile?

Ieri con l'amico A. ho passato un po' di tempo alla finestra del primo piano del Museo Cervi, osservando la folla. Era una bella giornata, con l'erba appena tagliata, i fiori di camomilla nei fossi, le auto parcheggiate fino a Caprara, il tramonto rosa, e all'orizzonte il nuovo casello dell'autostrada. Abbiamo parlato degli spray cortisonici contro la rinite, del potere dei circoli Arci e della vicenda del Mucchio Selvaggio, delle mondine in pantaloni corti e leggings, del pubblico giovanilistico del Fuori Orario con i bragoni mezzi calati, della lira turca pesante e del Cassina 2.
Soprattutto del Cassina 2 (con doppio avvitamento).
L'altro giorno in tv c'era il nostro professore di lettere del liceo, parlava dei preti uccisi dai partigiani. Il nostro professore di lettere al liceo ci ha insegnato un decimo del programma ministeriale, e secondo una rigorosa ottica democristiana. Ci ha costretto a studiare tutto il resto clandestinamente (però è stato divertente). Ci ha costretto, con il ricatto del registro, a mentire durante le interrogazioni, sulle noste oprinioni e persino su quelle di  Cesare Pavese. Ci ha scritto lettere negli anni, per convincerci ad assistere alle presentazioni dei sui libri (sempre a proposito di preti uccisi da  partigiani).  Ora ci parla anche dalla tv, per fortuna di mattina presto, quindi l'ha visto per caso solo l'amica F. che è a casa in maternità.
La didattica certo, sempre deriva da una qualche matrice ideologica. Persino la didattica della matematica, come opportunamente documentato nella mostra allestita intorno a noi.

I problemi del fascismo. L'autorappresentazione del regime nei testi didattici di matematica elementare.

“Quanti anni ha il tuo babbo?
Calcola quanti anni aveva quando
avvenne la marcia su Roma”

(problema del 1934)

Ma il mio preferito è stato il disegno della parata al passo dell'oca, la didascalia dice:
Il passo dell'oca in parata è un esempio di moto uniforme.

postato da garnant | 16:57 | p.link |

giovedì, aprile 24, 2008

Casa Cervi, mondine e altro ancora

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postato da garnant | 20:23 | p.link |

mercoledì, aprile 23, 2008

Being a writer is like having homework every day for the rest of your life

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Hank - Californication

postato da garnant | 00:04 | p.link |

martedì, aprile 22, 2008

Ma cos'è, il Foro Italico?
Floris lancia la monetina, vince Rutelli, che decide di ricevere così può fare subito il break. Alemanno serve.

Magari fosse il Foro Italico...

postato da garnant | 22:12 | p.link |

lunedì, aprile 21, 2008

Grazie giove pluvio e grande demone celeste per questa primavera piovosa.
(I non allergici si rallegrino, il caldo sta per arrivare, ieri mentre trapiantavo un cactus sono stata morsa dal primo insetto della stagione)

postato da garnant | 20:41 | p.link |

domenica, aprile 20, 2008

Da qualche settimana L. ha i capelli come Wolverine. Ho cominciato a chiamarlo Logan.

Dicono che noi donne siamo ad alto mantenimento, ma non è vero, ci basta una gabbia con dentro Wolverine, e il massimo dell'effetto speciale è quando si fa scrocchiare il collo da un lato e dall'altro, con giusto qualche suono aggiunto in post-produzione. Altro che inseguimenti con gli elicotteri (ra-ta-ta-ta).

Finalmente ho dormito 12 ore. Il nuovo vicino, di solito rumorosamente affaccendato, questa mattina è stato capace di montare una casetta per bambini in giardino in perfetto silenzio.

Free Image Hosting at www.ImageShack.usLa giornata di ieri è trascorsa tra scaglie di cocco, cappelli, sms con le k e fantasticherie sportive. Ho scoperto che la mia parrucchiera offre occhiali di cortesia da pinzare sul naso, per poter continuare a leggere ii giornali scandalistici. Ma io ci vedo. E l'estetista offre un macchinario che ti preme e ti strizza, dicono sia piacevolissimo. Sarà.

Poi ho visto Breakfast on Pluto.
Ho impiegato parecchi minuti ad agganciarmi alla giostra onirica. Il mio primo Jordan di Crying Game mi aveva trovato che ancora sentivo addosso la pioggia, in gola la Guinness, sotto i piedi la terra morbida dei ground scolastici. Avevo visto le Kilmainham gaol ma non ancora Nel nome del padre. Mi ero ammalata a Limerick, ma non avevo ancora letto le Ceneri di angela. Avevo visto The Commitments, Il mio piede sinistro, ascoltato e riascoltato War, ma avevo la patente da solo un paio di mesi. Era il 1993, pioveva ed era pieno di pozzanghere luccicani dentro le quali saltare con gli anfibi, Jordan era un pozzanghera  e Stephen Rea diceva andiamo.
Questa volta ho indugiato un po', non mi andava di buttarmi solo per nostalgia. Ma poi Jordan ha usato la carta dei Middle of the Road, che per me funzionano da innesco onirico. Cosa c'è di meglio per alterare la coscienza ed entrare, dello stesso brano ascoltato dieci, venti volte di fila? Durante l'università facevo la cameriera in un pub gestito da vecchio hippy vestito di rosa. Alla terza-quarta ora di ascolto dei Jethro Tull, dopo centinaia di birre spinate, effluvi di litri e litri di tisane al gelsomino, l'aria bruciata dal profumo di pane ciabatta spalmato di salsa al brandy e ricoperto di funghetti, arrivavano i Middle of the Road. Chirpy Chirpy Cheep Cheep. Quante volte non so. A quel punto nella mia testa ruotavano solo frattali.
E dunque, saltando dentro Breakfast on Pluto si trova il dramma, il gioco, il sangue, la fiaba, il dolore, il ridicolo, Bryan Ferry, Stephen Frears, la storia e l'allucinazione, l'incoerenza e l'equilibrio. Ci sono persino Liam Neeson e i riccioli, vi ricordate i riccioli rimangono più morbidi quando ci si lava i capelli in Irlanda? Si lamenta, Patrick Kitty Braden, perchè tutto è così serio e nessuno sembra capire il paradosso, che  devi passare attraverso la tua fiaba personale per arrivare a quello che conta davvero. Devi trasformarti in una supereroina per riuscire a piangere la morte. Devi dondolarti su un'altalena per poter trovare il tuo passato. Indossare una parrucca perchè ti riconoscano. E devi parlare un paio di toni più in alto, per dire la verità.

postato da garnant | 14:22 | p.link |

sabato, aprile 19, 2008

Ieri sera sono stata in pizzeria con il mio gruppo di pattinaggio. Ciao, abbiamo prenotato, siamo le sei del pattinaggio. Siete i dodici della pallavolo? Fissiamo la cameriera. Senza pattini siamo tap model, e siamo in sei. Come possiamo sembrare i dodici della pallavolo?
Comunque, è curioso parlare con qualcuno del quale conosci l'abilità nei becchi, ma non sai niente di tutto il resto. Riusciamo a sincronizzarci sulle stesse battute musicali, e non abbiamo nulla in comune. E' divertente.

Sono tornata a casa sotto l'acqua senza ombrello, ripassando la nostra coreografia autogestita, e sono andata a dormire. Dopo una serie di sogni automobilistici questa settimana (nell'ultimo la batteria della Golf era scarica, lo scooter era rotto, e non c'era un mezzo pubblico per Quimper), ho sognato che andavo all'Ikea e seduto nel nuovo bar che aprirà a giugno incontravo Garrison.
E' ovvio che preferirei sognare Bejart, ma credo che Morfeo autorizzi Bejart solo nel cervello di chi ha fatto molta più sbarra di me. Anche il mondo onirico ha il prezzo, e Garrison è tutto quello che io posso permettermi, evidentemente. Lo sogno per aver ripassato una coreografia autogestita prima dormire, e perchè mi sento in colpa per aver deciso di disertare invece il saggio di danza quest'anno. D'altra parte il corso si è decimato con il trascorrere dei mesi, e sono rimaste solo le brave strasecche, e io mi sento un filo a disagio, per tecnica e stazza. Comunque, nel sogno il saggio di danza l'avevo appena fatto e Garrison diceva che gli era piaciuto. Lo diceva con una espressione sardonica. Accanto a lui Steve La Chance annuiva serio, sorseggiando un caffè espresso.

postato da garnant | 13:41 | p.link |

giovedì, aprile 17, 2008

Bento lunches decorated as album covers
(grazie L.)

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postato da garnant | 20:55 | p.link |

Pippa Bacca performer assassinata durante il suo viaggio pacifista verso Istanbul, in outostop vestita da sposa. Kristel Marcarini diciannovenne atleta dello sci morta per mezza pastiglia di ecstasy presa al Fluid di Orio al Serio.

Poteva succedere ad un uomo. Un uomo. Con braccia più forti si può picchiare l'aggressore. Con un peso corporeo praticamente doppio, mezza pastiglia significa meno mg per chilo. E' tutto qui.

postato da garnant | 20:49 | p.link |

Mentre Berlusconi con piglio serioso prometteva manovre impopolari, anche la De Filippi tentava di dare al suo baraccone un'aura di credibilità. C'erano la Fracci avvolta in un abito di garza come una mummia (scherzo Carla, ti vogliamo bene), Mauro Coruzzi nei suoi panni di uomo obeso e calvo con una specie di decalcomania tribale sulla testa (scherzo Mauro, eri bellissimo mentre ballavi con i travestiti), una parata di giornalisti con la penna in mano, e Fiorello che se la rideva da una finestra.
Insomma, alla fine il Mariottini ne è uscito ben vivo, con il premio della critica, cinquantamila euro di borsa di studio pare a NY, e la Fracci che saggiamente gli ha rinnovato il mio invito a tornare in teatro al più presto a fare qualcosa di serio (dopo aver sgridato la Toromani per essere ancora lì in tv a ballare sul plexiglass).
Ma il Mariottini non è ancora davvero libero, gli tocca prima la turnè con il baraccone di Costanzo.
Nemmeno noi siamo liberi, ci toccano cinque anni di partito delle libertà.
Dunque eccoci qui, tutti nel mediocre musical berlusconiano, vediamo di non uscirne spolpati, e non permettiamo che agitino i nostri ossicini come marionette.
Forza e coraggio, pancia dentro, il passé alto e tirare le punte.

postato da garnant | 19:24 | p.link |

mercoledì, aprile 16, 2008

Questa notte la De Filippi apre la gabbia e libera il Mariottini, dopo averlo famelicamente spolpato con le sue zanne mediatiche. Ci saranno avanzati solo gli ossicini, e neanche tutti interi, perchè un pezzo di menisco è rimasto sullo scivoloso pavimento dello studio 5.
E speriamo che Maria la Sanguinaria non si tenga pure quelli, gli ossicini, montati a marionetta da agitare nei repellenti musical prodotti da Costanzo.

Per favore torna Mariottini, sulle assi di legno del Teatro Valli e nelle gratuite replice di ZDFTheater.
Torna!
Faremo finta che tu abbia avuto l'allergia ai gamberetti durante l'ape in centro e sia stato rapito dal circo! (come il padre di Nelson nei Simpson)
Faremo finta che aspettavi il minibù in piazza della Vittoria ma non arrivava mai (adesso poi che hanno spostato tutte le fermate per via dei cantieri... ), poi è arrivato, ma era il camper di stranamore cammuffato, e dentro c'erano Zanforlin e Sfondrini che ghignavano.
Torna! Non sarai più costretto ad indossare capi Deha.

postato da garnant | 17:25 | p.link |

martedì, aprile 15, 2008

Qualcosa da leggere in bagno, sulle buste degli assorbenti di una nota marca sono comparse demenziali pillole di divulgazione scientifica tipo Rieducational Channel.
Vi leggo le due buste che ho giusto ora nella borsetta.

Lo sai che la sindrome premestruale può essere influenzata anche dallo stress?
(sapevilo!)

Un falso antico pregiudizio dice che durante il ciclo occorre evitare di lavarsi i capelli

(io son cresciuta in campagna e mia nonna ha fatto la quarta elementare, ma questa scemenza proprio non l'avevo mai sentita)

Durante il ciclo mestruale è preferibile non eccedere nel consumo di latticini
(immagino che per ragioni di target le frasi sull'osteoporosi le mettano sulle buste degli assorbenti per piccole perdite)

Il termine "lunatica" riferito alla donna deriva dalle credenze che ritengono la vita della donna influenzata dalla luna
(Al rogo subito! Poi ci occupiamo anche di Galileo.)

Poi a inizio busta c'è mezza frase tagliata a proposito della stitichezza, e a fine dell'altra busta una vaga minaccia a proposito degli sblazi climatici.

postato da garnant | 19:14 | p.link |

La scorsa notte ho sognato che entravo in riserva, la spia si accendeva e c'era pure l'allarme acustico.
Questa mattina avevo ancora due tacche.

postato da garnant | 19:02 | p.link |

Credevo che la gente votasse Berlusconi perchè invidiava la sua ricchezza e voleva averne un po'. Da qualche tempo, così per sapere, chiedo apertamente alla gente perchè vota Berlusconi. Ho così scoperto che la gente non invidia Berlusconi, semmai invidia la classe politica in genere, che vive gaudente tra agi, privilegi e pensione garantita senza lavorare, e invidia il dipendente statale, che lavora tranquillio a orario ridotto, con ferie e gran garanzie.
La gente non invidia Berlusconi, piuttosto la gente solidarizza con lui perchè lui tutto il giorno si agita per aumentare un fatturato aziendale, e incessantemente lavora per produrre ricchezza senza apparentemente ricavarne la benchè minima gioia (se non quella di tenersi fuori di galera). Proprio come loro.
Solidarizzano con Berlusconi perchè, come loro, è perennemente sotto pressione, in ansia, inquieto, basso, calvo.
Credevo che Berlusconi rappresentasse della nostra società i peggiori istinti, disonestà, furbizia, sopraffazione, arrivismo, disprezzo della cultura. Ora scopro che ne interpreta anche l'infelicità. Forse non era così nel '94, ma lo è oggi.
Dal microcosmo berlusconiano dove mi trovo a trascorrere le giornate vi porto notizie, oggi le espressioni sono scure.

postato da garnant | 19:02 | p.link |

domenica, aprile 13, 2008

Può essere che a fine agosto voli in Ontario, e poi scenda verso NYC. Non ci sto pensando su molto, piuttosto ho ispirazioni improvvise. Gli scoiattoli. Lo sciroppo d'acero. La mia tenda che sembra un mirtillo. Boston. Il MoMa che l'altra volta era ancora chiuso. Gli US Open.
Ieri sera ho pensato, il pho.
Mi dicono che negli Stati Uniti va di moda la cucina vietnamita.
Ci sarà il pho, per forza. Pho Fever.
Il pensiero, per quanto piuttosto assurdo e un po' paradossale, mi ha fatto molto contenta.

postato da garnant | 15:10 | p.link |

Ci sono talmente tanti petali di ciliegio nell'aria e a terra che sembra di stare in uno shojo manga. Il mio anziano vicino ramazza i petali di ciliegio.
Penso che andrò al seggio a piedi.
Per quattordici anni sono andata al seggio sinceramente terrorizzata. Ora non mi succede più. Che sia la disillusione, che sia la certezza che peggio di così, sul piano delle prospettive per il futuro, lavorative, economiche, previdenziali, non può andare, non so. Ma a quanto vedo, mentre io vado al seggio senza paura, il berlusconiano ci va senza quell'odioso entusiasmo che per anni diceva io farò soldi a tue spese. Forse li hai fatti, soldi a mie spese, berlusconiano, e mi hai ridotto al silenzio, ma un silenzio eloquente. Sono stata un osso duro.
Quattordici anni fa ero certa che non sarei sopravvissuta al berlusconismo, per questo ne ero terrorizzata. Non dico tanto a Berlusconi, ma al suo modo di vedere il mondo, che è poi quello della quasi maggioranza degli italiani, trasformato in governo istituzionale. Il fatto che su questo quasi si giochino di nuovo i prossimi cinque anni di governo certo mi preoccupa. Ma oggi credo che la battaglia contro il berlusconismo sia prima di tutto una battaglia personale, che si combatte tutti i giorni in ufficio, in mensa, in tangenziale, in cortile, in pizzeria, e si può essere ossi duri. Diciamo tanto che i partiti non ci piacciono, che i partiti non ci rappresentano, ma deve esserci anche qualcosa da rappresentare. Se riuscissimo a dimostrare sul campo una volontà e dei risultati, invece di limitarci a produrre una sorda lagna, allora qualcuno si prenderebbe, io credo, la responsabilità di rappresentarci. Decidere se questo qualcuno sia Veltroni oppure no lo lascio alla coscienza del lettore.

postato da garnant | 13:26 | p.link |

Ieri sera sono andata all'Estragon a sentire gli Einstuerzende. In realtà non ne avevo molta voglia, io detesto andare all'Estragon, perchè dentro l'Estragon si fuma e quindi a me viene l'asma. Quindici anni fa ero anche disposta a imbottirmi di lomudal, foradil, colliri vari e salbutamolo, dieci anni fa potevo anche considerare il singulair un giusto prezzo da pagare, per avere una vita sociale. Ma oggi, al diavolo la vita sociale, se significa asma e asma e ancora asma intervallata da insoddisfacenti boccate d'aria per sei ore, quanto dura l'effetto di un doppio puof di salbutamolo. Quattordici anni di Berlusconismo conclamato, più la lunghissima incubazione abbiamo sopportato, e l'unica cosa buona che ne è uscita è stata la legge contro il fumo. Ma è chiaro che è troppo da borghesi, molto meglio la cara vecchia trasgressione. Ma allora, invece del tabacco catramato, non potreste fumarvi la maria? Ha un buon odore, se ne va subito dai capelli, e invece che provocare l'asma lo cura (contiene un principio attivo broncodilatatore).

Image Hosted by ImageShack.us E poi, quindici anni fa quelli con la maglietta degli Einstuerzende mi sembravano tutti fichissimi. Adesso... insomma, Blixa continua a sembrarmi fichissimo, ma il suo pubblico, molle, stento, sedentario, incatramato, tutte le energie spese per inventarsi una acconciatura plausibile e abbinarle occhiali consoni. Parlano di quante ore dura la batteria della loro videocamera, si mostrano a vicenda le funzionalità del cellulare. Applaudono tiepidamente (forse però ero semplicemente troppo lontana dal palco). C'è una donna ogni sei uomini. Di queste, solo una su sei non è sovrappeso (anche qui, forse ero semplicemente troppo lontana dal palco). Io stessa ultimamente ho preso mezza taglia, tra i farmaci primaverili e lo angosce lavorative, e non ho indossato la maglietta degli Einsturzende perchè con mezza taglia in più non mi cade bene.

Detto questo, Blixa è fichissimo. Vedere gli Einstuerzende dal vivo è sempre un piacere. Mi sarebbe anche piaciuto sentirli, ma l'acustica dell'Estragon è quella che è. Almeno paragonata a quella del Teatro Valli, dove ogni minimo suono metallico aveva giustizia, si sentivano persino le monetine nelle tasche di Alexander Hacke.
Blixa mi è sembrato di buonumore e ha giocato con le luci a sospensione. Il suo italiano aveva un bel suono. Ho ripetuto con lui cinque volte was ist die Befindlichkeit des Landes e la lingua era sciolta. Le mie articolazioni hanno ondeggiato morbide accompagnate da tendini e legamenti (tutte quelle ore di sbarra sono servite a qualcosa).
Ancora, nonostante la puzza di catrame, il fastidio dell'essere costretta alla bronconostruzione, la distanza da palco, i discorsi sulla durata delle batterie, ancora ho sentito l'abbraccio metallico degli Einstuerzende, tutte le nostre vicende negli anni, il presente, i tubi, i chiodi e i piedi nudi.

Poichè tra i miei desideri di quindicenne c'era vedere una balena e trovarmi ad un concerto degli Einstuerzende capendo cosa dicesse Blixa, e avendo realizzato entambi questi desideri diverse volte, in tre oceani e numerose nazioni, mi dico soddisfatta. Anche se nel percorso ho perduto il senso del fascino tenebroso dei club, e la gente che prima trovavo tanto interessante ora mi pare in gran parte noiosissima.
Blixa mi parla ancora e tanto basta. O meglio, Blixa mi urla ancora.

postato da garnant | 12:57 | p.link |
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